Nove mesi dopo la morte di Emilio Fede, la sua eredità è finita sul tavolo della Procura di Roma. Il giornalista siciliano è, infatti, morto il 2 settembre 2025. Le due figlie, Simona e Sveva, si contendono un patrimonio da diversi milioni di euro. Sul piatto ci sono una villa nel parco della Floridiana a Napoli, una casa ad Anacapri, immobili ai Castelli Romani, gioielli e conti correnti. Il pubblico ministero ha chiesto l’archiviazione delle accuse di circonvenzione d’incapace e di appropriazione indebita. La causa, dunque, si sposta in sede civile.
La Procura chiede l’archiviazione
A Roma, come appena anticipato, il pubblico ministero ha chiuso la fase penale. Simona aveva sollevato dubbi sulla gestione del patrimonio del padre. Le ipotesi di circonvenzione d’incapace e di appropriazione indebita non hanno retto. La Procura ha chiesto l’archiviazione. Per il pm la materia va sciolta davanti al giudice civile, non in un’aula penale. La decisione, però, non chiude la partita. L’avvocato di Simona, Daniele Bocciolini, ha già annunciato un’opposizione. Bocciolini ha dichiarato: «Impugneremo sicuramente il provvedimento della procura». Per il legale serve un supplemento di indagini. Nuovi elementi, sostiene, potrebbero portare la vicenda fino al dibattimento.
I beni contesi, da Napoli ad Anacapri
Il cuore della contesa è Villa Lucia. È una residenza neoclassica in stile pompeiano, nel parco della Floridiana, nel capoluogo campano. Simona la valuta vicino ai 7 milioni di euro. Per lei il valore reale è stato indicato al ribasso nelle carte della successione. L’immobile fu comprato a inizio Novecento dallo scrittore Italo De Feo. Era il padre di Diana De Feo e il nonno materno delle due sorelle. Al fascicolo si aggiungono altri beni. C’è una villa ad Anacapri, un tempo divisa a metà tra Diana De Feo ed Emilio Fede. Ci sono immobili ai Castelli Romani. E ci sono diversi beni di pregio, tra gioielli e oggetti di valore.
Ecco i beni principali citati negli atti, con il punto della contesa per ciascuno:
- Villa Lucia, parco della Floridiana, Napoli: per Simona vale vicino ai 7 milioni di euro. È il punto più caldo della disputa sul valore dichiarato.
- Villa di Anacapri: un tempo divisa tra Diana De Feo ed Emilio Fede. La quota del padre è entrata nella Fondazione Emilio Fede.
- Immobili ai Castelli Romani: citati negli atti tra i beni di famiglia.
- Cassetta di sicurezza alla Bnl di via del Tritone, a Roma, e gioielli: al centro delle accuse di Simona sulla gestione del patrimonio dopo la morte della madre.
- Conti correnti: oggetto di movimenti bancari dopo la scomparsa di Diana De Feo, citati nelle carte della Procura.
Il funerale che aveva già mostrato la frattura
I segnali della rottura tra le sorelle erano già emersi prima. Il 4 settembre 2025, ai funerali nella parrocchia di Dio Padre a Milano, Simona non si è presentata. Ha collegato la sua assenza a quanto accaduto dal 2023 in poi. Ha raccontato di aver cercato una riconciliazione con il padre, senza riuscirci. Ha sostenuto di essere stata tenuta lontana da lui. Nel suo racconto ha ricordato anche i quattro bisnipoti che Emilio Fede non avrebbe mai conosciuto.
Le accuse di Simona: dalla cassetta di sicurezza ai conti
Nelle carte ricostruite dagli inquirenti, Simona elenca varie operazioni. A suo dire, avrebbero eroso poco a poco il lascito della madre. Tra i passaggi più contestati c’è l’apertura di una cassetta di sicurezza alla Bnl di via del Tritone, a Roma. C’è anche la gestione di gioielli di valore. E ci sono movimenti bancari dopo la scomparsa di Diana De Feo, avvenuta il 23 giugno 2021. Un capitolo a parte riguarda la salute di Emilio Fede negli ultimi anni. Nei fascicoli si citano sopralluoghi dei carabinieri. Avrebbero rilevato difficoltà del giornalista nel capire bene la propria situazione patrimoniale. Sveva, dal canto suo, non ha mai replicato in pubblico alle accuse della sorella.
Il testamento di Diana De Feo e la fondazione
Al centro della vicenda c’è anche un testamento. Nel documento, datato 13 novembre 2019, Diana De Feo avrebbe riconosciuto a Simona un diritto di comodato su Villa Lucia. Quel diritto restò sulla carta, senza essere mai esercitato. Alla figlia maggiore sarebbe andata anche la quota della madre sulla villa di Anacapri. L’altra metà dell’immobile apparteneva al marito Emilio Fede. Quella quota del padre è confluita nella Fondazione Emilio Fede, nata il 30 luglio 2021, poco più di un mese dopo la morte di Diana De Feo. Simona ritiene lesa la propria legittima. Non si spiega come l’intero immobile sia finito nelle mani della fondazione.
Cosa succede ora
La richiesta di archiviazione non è una sentenza definitiva. L’avvocato Bocciolini ha annunciato un’opposizione formale. Per lui le indagini vanno estese con nuovi elementi di prova. Se il giudice accoglierà la richiesta della difesa di Simona, l’inchiesta penale potrebbe proseguire. In caso contrario, resta comunque aperta la causa civile tra le due sorelle. Lì si deciderà la sorte di ville, gioielli e conti contesi.






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