Il bonus condizionatori resta attivo anche nel 2026. Le detrazioni arrivano fino al 50% della spesa. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito un punto chiave. Non serve avviare lavori di ristrutturazione per accedere all’agevolazione. Basta sostituire un vecchio impianto con un condizionatore a pompa di calore o ad alta efficienza energetica. La misura è stata prorogata dalla Legge di Bilancio 2026. Riguarda le spese sostenute nel 2025 e nel 2026. La scadenza è fissata al 31 dicembre 2026. Per chi deve cambiare il climatizzatore in vista dell’estate, è un risparmio da conoscere prima di acquistare.

Con il caldo, in questi giorni gli acquisti di condizionatori sono in aumento. Anche per questo conoscere le regole del bonus diventa utile prima di scegliere il modello da comprare. Non tutti, infatti, sanno che l’agevolazione è stata rinnovata anche per quest’anno.

Cosa cambia tra Ecobonus e bonus ristrutturazioni

Il bonus condizionatori, va detto, non è una categoria a sé. L’Agenzia delle Entrate lo ha precisato con chiarezza. A seconda dei casi, la misura rinvia all’Ecobonus oppure al bonus ristrutturazioni. Lo spiega Ivan Meo, esperto di immobiliare.it. L’esperto ha dichiarato: «Il bonus condizionatori non costituisce un’autonoma categoria normativa». Per Meo, infatti, si tratta di una formula di sintesi. Il canale senza lavori edilizi resta legato a un punto preciso. Serve sostituire un impianto esistente con un sistema a pompa di calore o ad alta efficienza energetica. La distinzione tra i due bonus non è solo teorica. Cambia infatti la documentazione richiesta e, in alcuni casi, anche l’aliquota applicabile.

I requisiti tecnici e normativi

La base normativa non cambia rispetto agli anni scorsi. Il riferimento è l’articolo 14 del decreto legge numero 63 del 2013. C’è poi l’articolo 16-bis, lettera h, del Testo Unico delle Imposte sui Redditi. Le due norme sono state integrate dalla Legge di Bilancio 2025, che ha confermato la misura. Restano fuori gli impianti alimentati solo da combustibili fossili. Per le spese del 2025 e del 2026 vale la stessa regola. Non rientrano nel bonus le caldaie uniche alimentate solo a combustibili fossili, usate per sostituire impianti di climatizzazione invernale.

Quanto vale la detrazione: 36% o 50%

La percentuale della detrazione cambia in base alla situazione. In generale è pari al 36% della spesa sostenuta. Sale al 50% in un caso preciso. Serve che l’immobile sia l’abitazione principale. E il contribuente deve avere un diritto reale sulla casa: proprietà, usufrutto, uso o abitazione. Questa regola vale anche nel 2026, per le spese sostenute nel 2025 e nel 2026.

Come pagare per non perdere il beneficio

Per ottenere il bonus serve seguire una regola precisa sul pagamento. Va usato il bonifico parlante. Il bonifico deve contenere una causale con quattro elementi. Il primo è il riferimento normativo. Il secondo è il codice fiscale di chi beneficia della detrazione. Il terzo è la partita Iva o il codice fiscale dell’azienda installatrice. Il quarto sono gli estremi della fattura. Pagamenti con carte, assegni o altri strumenti non danno diritto al beneficio. Il bonifico parlante serve a garantire la tracciabilità. Aiuta inoltre i controlli dell’Agenzia delle Entrate. Anche per il 2026 questa regola resta invariata.

Chi può richiederlo: il perimetro soggettivo

Il perimetro di chi può richiedere il bonus resta ampio. Ne possono beneficiare le persone fisiche. Possono accedervi anche chi esercita arti e professioni. Rientrano le società di persone e di capitali. Ci sono poi le associazioni di professionisti e i condomini. Il bonus riguarda anche enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale. Vi rientrano gli istituti autonomi per le case popolari. E vi rientrano le cooperative di abitazione a proprietà indivisa. Per l’Ecobonus, la platea comprende contribuenti residenti e non residenti. Vale per chi ha qualsiasi tipo di reddito, compreso il reddito d’impresa.

Ecobonus, scadenze e portale Enea

Per l’Ecobonus e per il bonus casa legato al risparmio energetico c’è un altro passaggio da seguire. Le schede descrittive degli interventi vanno trasmesse entro 90 giorni dalla fine dei lavori. L’invio avviene tramite il portale Enea relativo all’anno in cui si chiudono i lavori. Enea ha aperto il portale per il 2026 il 22 gennaio 2026.

Entro quando conviene agire

Rispetto al 2025, la proroga della Legge di Bilancio 2026 è uno degli aggiornamenti più rilevanti. Il regime più favorevole, già previsto l’anno scorso, resta dunque valido anche quest’anno. Chi sta valutando l’acquisto di un climatizzatore, di un deumidificatore o di una pompa di calore ha tempo fino alla fine dell’anno. Conviene però conservare fatture e bonifici fin da subito, per non perdere il diritto alla detrazione. Anche un piccolo errore nella causale del bonifico, infatti, può far perdere l’intera agevolazione.