Una visita ispettiva all’Ospedale di Comunità e al Presidio Territoriale di Assistenza (ex Guardia Medica) di Piana degli Albanesi, per verificare direttamente lo stato dei servizi sanitari offerti alla popolazione, è stata svolta ieri dai deputati regionali Valentina Chinnici e Mario Giambona e dai rappresentanti del Partito Democratico di Piana degli Albanesi, il segretario cittadino Giuseppe Vito Ales, il vice Vito Saieva, e i consiglieri comunali Patrizia Ortaggio, Giusi Petrotta, Marco Pillitteri e Claudio Scalia.


La visita, svoltasi nel pomeriggio di giovedì 18 giugno, è stata l’occasione per toccare con mano il divario tra le promesse istituzionali e la realtà quotidiana che vivono i cittadini di un’area interna e montana, penalizzata da infrastrutture viarie carenti e dalla lontananza dai grandi presidi ospedalieri del capoluogo. Al termine del sopralluogo, i democratici hanno incontrato militanti e cittadini alla Casa del Popolo per un confronto pubblico, dal quale si è concretizzata la netta volontà di trasformare la denuncia in azione politica concreta.


“Quello che abbiamo visto ieri è lo specchio di una sanità territoriale che non decolla. L’Ospedale di Comunità, inaugurato con grande enfasi lo scorso 31 marzo, oggi ospita appena tre persone, che diventano 11 se si considera anche l’RSA, a fronte di una capienza ben più ampia. Una cattedrale nel deserto, costata risorse pubbliche importanti, ma che resta sostanzialmente quasi inutilizzata. Non meno grave è la situazione del PTA, dove i servizi ambulatoriali vengono erogati mezza giornata alla settimana, e dove abbiamo constatato gravi criticità come le barriere architettoniche e l’ascensore fuori uso, che impediscono ai pazienti con difficoltà motorie di accedere ai piani superiori.


Non è possibile che in un comune come Piana, distante oltre mezz’ora di auto da Palermo e collegato da strade inadeguate, manchino figure specialistiche fondamentali – dalla cardiologia alla pneumologia, dalla nefrologia alla salute mentale – e che il consultorio familiare sia attivo solo mezza giornata, addirittura su appuntamento. La prevenzione e la prossimità non sono parole vuote: significano garantire esami di base, ridurre il carico sugli ospedali cittadini e, soprattutto, dare ai cittadini la certezza di poter prevenire e curare in tempo patologie per le quali ogni minuto conta.

Non siamo qui per fare polemica sterile, né tanto meno per contrapporci a qualcuno. Siamo qui per rivendicare un diritto fondamentale, quello alla salute, che a Piana viene troppo spesso messo da parte. I nostri cittadini non possono essere costretti a rivolgersi al privato o a emigrare altrove per curarsi per inadeguatezza delle strutture e perché qui mancano i servizi di base. Per questo, come Partito Democratico e come gruppo consiliare, ci impegniamo a portare avanti proposte concrete in tutte le sedi istituzionali, regionali e locali, affinché queste strutture diventino finalmente presidi vivi e operativi al servizio del territorio e dei comuni limitrofi.


Questa è solo la prima tappa di un percorso che proseguirà con determinazione, perché crediamo che il diritto a curarsi e a restare nei propri luoghi debba essere garantito a tutti, senza distinzioni. Piana degli Albanesi non è e non sarà una comunità di serie B. Prendiamoci cura dei nostri territori e, soprattutto di chi li abita.”

L’iniziativa di ieri segna l’avvio di una mobilitazione continua del Partito Democratico e del mondo progressista, che annuncia battaglia per il potenziamento degli organici, l’introduzione di servizi ambulatoriali quotidiani, oltre all’efficienza e alla piena fruibilità delle strutture esistenti, a partire dall’abbattimento delle barriere architettoniche e dal ripristino dell’ascensore. L’obiettivo è chiaro: trasformare l’indignazione in diritti concreti, perché la salute non può attendere.

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