UilCom Sicilia e Fials Cisal esprimono forte preoccupazione per la gestione della stagione estiva 2026 della fondazione Teatro Massimo di Palermo. Le organizzazioni sindacali apprendono dagli organi di stampa delle incoraggianti notizie attinenti il bilancio della passata stagione della fondazione ma, “ancora una volta si è costretti a rilevare la dimenticanza del contributo che i lavoratori apportano nelle duplice veste di realizzatori del prodotto artistico e finanziatori diretti del bilancio della fondazione: dal 2014, le maestranze artistiche e tecnico-amministrative contribuiscono fattivamente anche ai risultati finanziari attraverso il taglio di molte voci delle retribuzioni ed un complessivo aumento dell’orario di lavoro”.


I sindacati però sottolineano una “sistematica caduta di identità che da qualche anno si registra in occasione della stagione estiva. Come ogni anno il teatro chiude incomprensibilmente ad agosto, mese di picco della presenza turistica, mentre ciò che resta della stagione estiva appare decisamente desolante. Degli appuntamenti in calendario, meno di una decina vedono la partecipazione dell’orchestra nonostante lo ‘spacchettamento’ delle famiglie di strumenti, mentre al ballo va un solo impegno con musiche per metà registrate. La mortificazione maggiore spetta al coro. Questo comparto – sottolineano – parteciperà solo a tre appuntamenti programmati di cui due a ranghi ridotti ed una al completo ma senza orchestra, riproponendo (ancora una volta), i Carmina Burana di Carl Orff. Il resto della produzione corale è affidato a esibizioni di organici amatoriali. Si apprende, sempre da stampa e web, infatti, della costituzione di un coro cittadino, un nobile progetto ma che presenta alcune criticità, sia sul metodo che sul merito. 


Un coro di 120 elementi che si costituirà a fine giugno, troverà spazio, assieme ad altre realtà amatoriali, proprio all’interno della stagione del Teatro Massimo. Ma quello che davvero appare incomprensibile è che ‘Incanto per Palermo – coro popolare della città’, patrocinato dall’assessorato alle Politiche Sociali, con la partnership della fondazione Teatro Massimo, abbia come fine sociale la valorizzazione della cultura musicale, promozione dell’inclusione, avvicinamento della cittadinanza alla musica, diffusione della conoscenza del patrimonio musicale colto e popolare, funzioni che sono, secondo statuto, appannaggio istituzionale dei corpi artistici professionistici della fondazione. 


Completano la stagione estiva 2026 del Teatro Massimo – precisano ancora – il teatro di prosa vernacolare e le formazioni giovanili, oramai da tempo le vere protagoniste indiscusse degli appuntamenti estivi. E’ meritevole la natura didattica dell’iniziativa delle formazioni giovanili e dell’esercizio amatoriale delle attività musicali, quando però non vadano a collidere o a sostituire le attività dei professionisti. La sensazione è che dietro questi proclami dai nobili principi, vi sia un disinteresse in termini economico da parte dei soci fondatori che da anni, oramai, hanno cristallizzato i finanziamenti a livelli non più sostenibili per le sfide richieste alle fondazioni, relegando l’attività estiva ad una sorta di agenzia di distribuzione dal budget fortemente inadeguato. Si chiede alla fondazione ed alle istituzioni che la sostengono, fermo restando le nobili iniziative sociali e didattiche che dovrebbero avere una loro chiara e ben distinta collocazione, che nei prossimi anni il Teatro Massimo torni ad essere centro di produzione musicale di livello nazionale ed internazionale”, concludono UilCom Sicilia e Fials Cisal.

Luogo: Teatro Massimo

Questo contenuto è stato disposto da un utente della community di BlogSicilia, collaboratore, ufficio stampa, giornalista, editor o lettore del nostro giornale. Il responsabile della pubblicazione è esclusivamente il suo autore. Se hai richieste di approfondimento o di rettifica ed ogni altra osservazione su questo contenuto non esitare a contattare la redazione o il nostro community manager.