Il futuro dell’Aeroporto di Catania non può essere deciso nelle stanze dei bottoni senza un confronto pubblico, trasparente e partecipato. È la posizione del Coordinamento Provinciale di Noi Moderati Catania, che interviene nel dibattito sulla possibile privatizzazione della SAC S.p.A., società che gestisce lo scalo internazionale “Vincenzo Bellini”, chiedendo chiarezza su un’operazione destinata ad incidere profondamente sull’economia della Sicilia orientale.

L’aeroporto di Catania rappresenta oggi una delle infrastrutture strategiche più importanti del Mezzogiorno, motore dello sviluppo turistico, commerciale e occupazionale dell’intero territorio. Proprio per questo motivo, una scelta così delicata non può essere affrontata senza che vengano chiariti gli obiettivi reali dell’operazione, le ricadute economiche e le garanzie per il futuro.


Noi Moderati pone alcuni interrogativi che ritiene imprescindibili e che, ad oggi, attendono ancora una risposta.

Se la stessa governance della SAC descrive la società come una realtà solida, economicamente sana, in costante crescita e con risultati record, perché si ritiene necessario cedere la maggioranza del capitale?

I numeri parlano di una società che supera i 110 milioni di euro di ricavi e che ha chiuso il 2025 con oltre 8 milioni di euro di utile netto. Di fronte a questi risultati è doveroso spiegare quale sia il reale interesse pubblico che giustificherebbe la perdita del controllo della principale infrastruttura aeroportuale della Sicilia orientale.


Al tempo stesso, occorre conoscere quale piano industriale accompagnerà l’eventuale privatizzazione.

Quali investimenti infrastrutturali saranno garantiti? Quali opere verranno realizzate? In che modo le risorse derivanti dalla vendita delle quote saranno reinvestite a beneficio del territorio?

Un altro tema centrale riguarda il futuro dei lavoratori.


Le migliaia di dipendenti che ogni giorno garantiscono il funzionamento dello scalo rappresentano il vero patrimonio dell’aeroporto. In particolare, destano forte preoccupazione le prospettive dei lavoratori di SAC Service, protagonisti negli anni della crescita dello scalo etneo.

Ad oggi, evidenzia Noi Moderati, non risulta avviato alcun confronto di merito con le organizzazioni sindacali rispetto alle ipotesi di riorganizzazione societaria o di una possibile fusione per incorporazione tra SAC e SAC Service.


“Non siamo contrari per principio al coinvolgimento dei capitali privati – sottolinea l’on. Marco Forzese, Coordinatore Provinciale – ma riteniamo che ogni scelta debba essere ispirata esclusivamente all’interesse pubblico. Non possono esistere zone d’ombra quando si decide il destino di un’infrastruttura strategica per milioni di cittadini siciliani”.

Per Noi Moderati è indispensabile che l’intero percorso venga condotto nella massima trasparenza, garantendo correttezza amministrativa, imparzialità e un confronto aperto con istituzioni, parti sociali, lavoratori e comunità locali.

“L’Aeroporto di Catania non è soltanto un’azienda. È un patrimonio della Sicilia, costruito grazie al lavoro di centinaia di persone e agli investimenti pubblici. Qualunque scelta sul suo futuro deve essere condivisa, spiegata e motivata con assoluta chiarezza. I cittadini siciliani hanno il diritto di conoscere quale sarà il destino del loro aeroporto e quali benefici concreti produrrà un’eventuale privatizzazione”, conclude Forzese.

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