La Fraternità Sacerdotale San Pio X ha ordinato questa mattina quattro nuovi vescovi nella sede di Écône, in Svizzera, senza mandato pontificio.  I quattro ordinati sono Pascal Schreiber, svizzero di 53 anni, Michael Goldade, originario del North Dakota, Michel Poinsinet de Sivry, 42 anni, e Marc Hanappier, 36 anni, entrambi francesi. L’atto comporta la scomunica automatica, definita in diritto canonico latae sententiae, ed è considerato dalla Santa Sede un atto scismatico. Alla cerimonia erano presenti, secondo gli organizzatori, oltre 17mila fedeli.

A imporre le mani sono stati monsignor Alfonso de Galarreta, primo consacrante, e monsignor Bernard Fellay, co-consacrante: gli ultimi due vescovi ancora in vita tra i quattro ordinati dallo stesso Marcel Lefebvre il 30 giugno 1988. Un filo diretto tra i due strappi, separati da quasi quattro decenni ma uniti dallo stesso gesto liturgico.

La cerimonia si è svolta nonostante l’appello esplicito di Papa Leone XIV, che il 29 giugno aveva scritto alla Fraternità. Come ricostruisce Cose dell’Altro Mondo, il Pontefice aveva esortato: “Vi prego con il cuore, tornate indietro, lacerare la tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità. Il Signore illumini le vostre coscienze e risvegli i vostri cuori”.

Le parole di Pagliarani: “Siamo pronti a pagare qualunque prezzo”

Il superiore generale della Fraternità, don Davide Pagliarani, ha rivendicato la scelta durante l’omelia della cerimonia. Ha definito la giornata “storica” e ha dichiarato che l’ordinazione rappresenta una “circostanza del tutto eccezionale”, motivata dal fatto che le autorità della Chiesa manifesterebbero “un atteggiamento contrario alla fede” dal Concilio Vaticano II. “Siamo pronti a pagare qualunque prezzo per salvare la Chiesa”, ha detto.

Nell’omelia ha anche risposto alle critiche ricevute: “Siamo accusati di non amare il Papa, siamo accusati di non rispettarlo, ma è proprio perché amiamo il Papa come Vicario di Cristo che non vogliamo più vedere il Papa umiliato, messo sullo stesso piano dai falsi pastori”. E ancora: “Perché non veniamo capiti? Il problema è che parliamo due lingue diverse: noi parliamo la lingua della fede, il linguaggio della tradizione, e davanti a noi troviamo un linguaggio che parla di altre cose, il linguaggio dell’inclusione, del dialogo, dell’accompagnamento. Noi invece vogliamo la fede”.

Chi sono i lefebvriani: nascita, numeri e ragioni della rottura con Roma

Per chi non ha familiarità con questa storia, vale la pena spiegare chi sono i lefebvriani. La Fraternità Sacerdotale San Pio X nacque il 1° novembre 1970 per iniziativa di Marcel Lefebvre, arcivescovo francese con un lungo passato di servizio alla Chiesa, che fondò la comunità per rispondere alla richiesta di giovani seminaristi desiderosi di una formazione tradizionale. I primi undici seminaristi si formarono a Écône, la stessa sede dove questa mattina si è svolta la cerimonia.

Il nodo della frattura con Roma sta nel rifiuto delle riforme del Concilio Vaticano II (1962-1965). I lefebvriani non riconoscono la validità della messa in lingua nazionale introdotta da Paolo VI nel 1969 e considerano la messa tridentina in latino, con il sacerdote rivolto verso l’altare, l’unica espressione autentica del culto cattolico. Rifiutano anche la dichiarazione conciliare sulla libertà religiosa. La disciplina interna è rigidissima: ai sacerdoti è vietato l’uso di internet, e lo studio della filosofia deve restare ancorato a San Tommaso d’Aquino.

Oggi la Fraternità conta circa 733 sacerdoti, 250 suore, 268 seminaristi e all’incirca mezzo milione di fedeli in circa 700 chiese nel mondo. La maggior parte è concentrata in paesi fortemente secolarizzati come Francia, Germania e Svizzera.

Il precedente del 1988 e i tentativi di dialogo

Non è la prima volta. Il 30 giugno 1988, lo stesso Marcel Lefebvre ordinò quattro vescovi senza l’autorizzazione di Giovanni Paolo II. Il 2 luglio di quell’anno, con la lettera apostolica Ecclesia Dei, il Papa constatò ufficialmente lo scisma. Due dei protagonisti di quella cerimonia, Fellay e de Galarreta, sono gli stessi che questa mattina hanno guidato le nuove ordinazioni.

Negli anni successivi ci furono tentativi di riconciliazione: Benedetto XVI liberalizzò nel 2007 la messa preconciliare e revocò nel 2009 le scomuniche ai quattro vescovi del 1988. Papa Francesco concesse nel 2016 ai sacerdoti lefebvriani la facoltà di confessare validamente e nel 2017 di celebrare matrimoni. Un percorso di distensione che non è bastato a evitare la rottura odierna. La comunicazione formale del Vaticano sulle conseguenze canoniche dell’atto potrebbe arrivare nelle prossime ore.