Il disegno di legge autonomista per il ritorno all’elezione diretta nelle ex province siciliane torna ad aprire il dibattito dentro una maggioranza quella di centrodestra, che aveva messo questa riforma nel programma del 2022 e che due volte ha tentato di dar vita ad una legge regionale in questo senso, senza riuscirvi per effetto di diverse scelte maturate in Parlamento sull’onda lunga del rischio di contenzioso con lo stato che non ha ancora abrogato la legge Delrio.

La battaglia di Forza Italia

La battaglia, in origine di Forza Italia, diventa ora un vessillo autonomista ma il coordinatore azzurro nella provincia etnea, ed eurodeputato Marco Falcone, che è anche ex assessore regionale, plaude e ricorda:  “Esprimo un plauso all’assessore autonomista Elisa Ingala, per aver avviato l’iter legislativo finalizzato al ripristino dell’elezione diretta dei presidenti e dei consigli delle ex Province siciliane. È una battaglia che Forza Italia in Sicilia porta avanti da anni, nella convinzione che la democrazia si rafforzi restituendo ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti e che ormai sia chiaro: l’attuale assetto scaturito dalla Legge Delrio purtroppo non funziona” sostiene in un intervento messo neo su bianco il vice capo delegazione di Forza Italia nel Gruppo PPE, commentando l’iniziativa dell’assessore alle Autonomie Locali della Regione Siciliana Elisa Ingala.

La Città Metropolitana di Catania  ha già inserito in Statuto il voto diretto

“Voglio ricordare – prosegue Falcone – che l’attuale consiglio della Città metropolitana di Catania, su proposta redatta dal nostro capogruppo FI Ninni Anzalone, ha già approvato il ripristino dell’elezione diretta nello Statuto. Confido adesso che tutto il centrodestra siciliano abbia il coraggio di sostenere con convinzione questa riforma, seguendo l’esempio del Friuli Venezia Giulia, che ha già ripristinato il voto diretto come promesso dal presidente Fedriga. Le Province svolgono funzioni essenziali per i territori e devono tornare ad avere piena legittimazione democratica, riportando al centro la volontà dei siciliani”, conclude Falcone.