La Sicilia entra nelle ore più pesanti della terza ondata di caldo africano. Caltanissetta potrebbe raggiungere 41°C, mentre venerdì 17 luglio tra le aree più esposte di Sicilia e Sardegna sono previste punte di 44-45°C. Il dato arriva prima del periodo tradizionalmente più caldo dell’estate e rende ancora più anomala la stagione 2026. Secondo le previsioni diffuse da iLMeteo.it, un calo termico dovrebbe iniziare domenica e durare cinque o sei giorni, riportando alcune località da circa 40°C a 34°C.

Non sarà una fase fresca nel significato abituale del termine. Trentaquattro gradi restano una temperatura elevata. Dopo settimane segnate da valori vicini o superiori ai 40°C, però, la diminuzione potrebbe essere percepita come un sollievo netto.

Prima del cambiamento, l’Isola dovrà affrontare altri tre giorni di caldo eccezionale, con un aumento progressivo delle temperature nelle zone interne.

Capire perché la terra secca aumenta il caldo

La fase più rovente dell’estate mediterranea viene associata di solito al periodo compreso tra la fine di luglio e la fine di agosto. In quelle settimane mare e terraferma rilasciano una parte consistente del calore accumulato, mentre le giornate restano molto calde e spesso afose. Nel 2026 la sequenza è iniziata molto prima. La fornace africana, secondo l’analisi di Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media di iLMeteo.it, si è accesa già durante la primavera. Una partenza precoce simile fu osservata anche nell’estate del 2003.

Il terreno asciutto contribuisce ad accentuare le temperature. Quando nel suolo è presente acqua, una parte dell’energia solare viene utilizzata per l’evaporazione. Se il terreno è arido, una quota maggiore di quell’energia riscalda direttamente la superficie e l’aria sovrastante.

Il meccanismo non crea da solo un’ondata di calore, ma può amplificarne gli effetti locali. Le aree interne, lontane dall’azione mitigatrice del mare, diventano così più esposte ai picchi pomeridiani.

Affrontare il picco tra Sicilia e Sardegna

Mercoledì 15 luglio il Sud resta sotto il sole, con caldo eccezionale e punte indicate tra 41 e 43°C in Sicilia e Sardegna. Giovedì 16 la situazione cambia poco: i valori massimi nelle due Isole possono ancora raggiungere 42-43°C. Venerdì 17 è atteso il culmine. Il comunicato indica punte di 44-45°C tra Sicilia e Sardegna, mentre Caltanissetta compare nel quadro nazionale con una massima prevista di 41°C durante l’apice della fiammata.

Le temperature più alte non interesseranno allo stesso modo ogni località siciliana. Le coste possono beneficiare delle brezze, se presenti, mentre conche e aree interne tendono a scaldarsi più rapidamente. Anche umidità, ventilazione e temperature minime notturne cambiano la percezione del caldo.

Distinguere i temporali del Nord dalla tregua nazionale

Mentre il Centro-Sud resta sotto l’anticiclone, il Nord affronta una fase più instabile. Tra il pomeriggio di mercoledì 15 e le prime ore di giovedì 16, aria fresca in quota raggiunge le regioni settentrionali e incontra il calore e l’umidità accumulati in Pianura Padana.

iLMeteo.it segnala condizioni favorevoli a temporali violenti, grandinate, supercelle e possibili fenomeni vorticosi, con rischio maggiore nel Triveneto e possibili estensioni alla Val Padana. La previsione di tornado resta uno scenario meteorologico, non la certezza che il fenomeno si verifichi in una località precisa.

Il Dipartimento della Protezione civile ha confermato per il 15 luglio la possibilità di temporali anche forti su Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, accompagnati da raffiche, grandine e frequente attività elettrica. È stata valutata allerta gialla per rischio temporali in Veneto e su gran parte dell’Emilia-Romagna. Questi fenomeni non riusciranno però a spazzare subito il caldo dal resto d’Italia. Il bollettino nazionale di vigilanza indica per il 16 luglio massime molto elevate sulla Pianura Padana e al Centro-Sud, con le punte più alte proprio in Sicilia e Sardegna.

Aspettare domenica per il primo calo duraturo

Il cambiamento più esteso dovrebbe iniziare domenica. I modelli citati da iLMeteo.it delineano un calo termico capace di durare cinque o sei giorni, prima al Nord e poi verso le regioni centrali e meridionali. La riduzione prevista è di circa 6°C nei settori che passeranno da 40°C a 34°C. Non rappresenta il ritorno a condizioni miti, ma interromperebbe almeno la fase più estrema.

L’ironia meteorologica dell’estate 2026 riguarda proprio il calendario. I primi giorni del Solleone, temuti perché associati al periodo più caldo dell’anno, potrebbero coincidere con il primo sollievo apprezzabile dopo una lunga sequenza iniziata in primavera.

La durata e l’intensità del calo dovranno essere confermate dagli aggiornamenti. Una previsione a quattro o cinque giorni conserva infatti un margine d’incertezza maggiore rispetto al quadro delle prossime 24 ore.

Le previsioni giorno per giorno

Mercoledì 15 luglio: al Nord caldo e sole, poi temporali forti dal pomeriggio e in serata. Al Centro prevale il sole con temperature molto alte. Al Sud continua il caldo eccezionale, con punte tra 41 e 43°C in Sicilia e Sardegna.

Giovedì 16 luglio: al Nord restano temporali fino al primo mattino, seguiti da un miglioramento più deciso. Centro ancora soleggiato e molto caldo. Al Sud sono previste punte di 42-43°C nelle due Isole maggiori.

Venerdì 17 luglio: caldo e sole al Nord, con temporali confinati soprattutto alle Alpi. Centro ancora sotto temperature elevate. Al Sud si raggiunge l’apice, con punte tra 44 e 45°C in Sicilia e Sardegna.