Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha avviato l’istruttoria finalizzata alla concessione della grazia in favore di Mario Roggero, il gioielliere di Gallo di Grinzane, in provincia di Cuneo, per il quale la Cassazione ha confermato la condanna a 14 anni e 9 mesi di carcere. Lo ha reso noto lo stesso dicastero.
Cosa è successo il 28 aprile 2021
Il 28 aprile 2021 Roggero ha ucciso due rapinatori e ferito un terzo uomo dopo l’assalto al suo negozio. Per quei fatti la magistratura lo ha condannato, sentenza poi confermata in via definitiva dalla Corte di Cassazione, a 14 anni e 9 mesi di reclusione.
Cos’è la grazia e cosa comporta l’istruttoria avviata da Nordio
La grazia è un provvedimento previsto dalla Costituzione italiana, concesso dal Presidente della Repubblica, che consente di estinguere o ridurre una pena già stabilita in via definitiva dalla magistratura, senza intervenire sull’accertamento dei fatti compiuto dal processo. L’iter prevede una fase istruttoria, condotta dal ministero della Giustizia, che raccoglie ed esamina gli elementi della vicenda prima che il fascicolo venga sottoposto alla valutazione del Capo dello Stato. L’avvio dell’istruttoria annunciato da Nordio rappresenta, quindi, un passaggio procedurale, non una decisione già presa: la parola finale spetta al Presidente della Repubblica.
Le reazioni critiche del Movimento 5 Stelle
La decisione del ministro ha immediatamente diviso la politica. Duro il commento dei componenti M5S nelle commissioni Giustizia, Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D’Orso, Carla Giuliano, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato, che in una nota congiunta hanno dichiarato: “Occhio per occhio, dente per dente: è la concezione della sicurezza e della legalità nel centrodestra. Anzi, secondo loro bisogna andare anche oltre la legge del taglione e per questo considerano innocente un cittadino che ha sparato, uccidendone due e ferendone un terzo, a tre rapinatori già in fuga e pronti a scappare con la macchina. La richiesta di grazia avanzata da Salvini e dalla Lega che suda freddo perché inseguita da Vannacci, è una vergognosa operazione di propaganda con cui si prova anche a trascinare sul ring il presidente della Repubblica. Il ministro Crosetto che, tanto per cambiare, dà la colpa ai magistrati evidentemente non ha capito nulla di quello che dovrebbe avergli insegnato il referendum. I magistrati applicano la legge e, sì ministro Crosetto, la interpretano anche, consolidando la giurisprudenza contro cui lui stesso in passato si è tanto scagliato”.
E ancora: “Sul caso di Mario Roggero la legittima difesa, una norma aggiornata nel 2019 proprio per volere della Lega, non c’entra niente. Il gioielliere Roggero ha sparato colpi di pistola non per difendersi da una aggressione ma per colpire chi dopo aver rapinato il suo negozio si stava dando alla fuga. In uno stato di diritto la rapina va perseguita con il massimo della fermezza, e va soprattutto prevenuta con un presidio capillare del territorio, ma non si legittima alcuna forma di giustizia fai da te. Roggero aveva diritto ad avere giustizia e ad essere protetto dallo Stato. Non aveva diritto a farsi giustizia da solo, non poteva uccidere chi era ormai lontano dal negozio e stava scappando, in un caso come questo non si configura alcuna legittima difesa. Nella logica del far west nessun cittadino si sentirà mai al sicuro e spariscono la legalità, lo Stato e la sicurezza. Salvini, Crosetto, Nordio e tutto il governo Meloni dicano ai cittadini dov’è la sicurezza che tanto sbandierano, dove sono le forze dell’ordine in più di cui ci sarebbe bisogno, dove sono le leggi nuove che contribuiscano a prevenire il crimine, non quelle che servono solo a fare propaganda e zittire il dissenso”.
Il sostegno di Enrico Aimi
Di segno opposto la posizione di Enrico Aimi, consigliere laico del Csm eletto in quota Forza Italia, che ha commentato: “Accolgo con favore la decisione del ministro della Giustizia Carlo Nordio di avviare l’istruttoria finalizzata alla concessione della grazia nei confronti di Mario Roggero”. Aimi ha sottolineato che “la sentenza definitiva della magistratura va rispettata e rappresenta un punto fermo dello Stato di diritto. Al tempo stesso, il nostro ordinamento attribuisce al Presidente della Repubblica il potere di concedere la grazia, quale istituto di alta civiltà giuridica destinato a consentire, nei casi eccezionali, una valutazione di carattere umanitario ed equitativo che si affianca, senza sovrapporsi, all’accertamento giudiziario”.
Il consigliere laico di Palazzo Bachelet ha aggiunto che la vicenda di Mario Roggero “presenta indubbiamente profili di straordinaria complessità: parliamo di un uomo che, dopo aver subito ripetute rapine e aggressioni, ha reagito in circostanze drammatiche, con conseguenze gravissime che la giustizia ha già definitivamente valutato sotto il profilo penale”. Secondo Aimi, l’avvio dell’istruttoria da parte del ministro Nordio “non anticipa alcuna decisione, ma consente di esaminare con la dovuta attenzione tutti gli elementi della vicenda affinché il Presidente della Repubblica possa assumere le proprie determinazioni nella piena autonomia che la Costituzione gli riconosce. Condivido, pertanto, questo percorso istituzionale, che dimostra come lo Stato sappia coniugare il rigoroso rispetto della legalità con quei principi di umanità e di equilibrio che costituiscono il tratto distintivo della nostra tradizione giuridica”.
Cosa succede ora
Al momento, quindi, non esiste alcuna decisione definitiva sulla grazia a Mario Roggero: quanto reso noto dal ministero della Giustizia riguarda esclusivamente l’apertura della fase istruttoria. Il fascicolo dovrà essere esaminato prima di arrivare, eventualmente, sul tavolo del Presidente della Repubblica, unico soggetto costituzionalmente competente a decidere sulla concessione del provvedimento.






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