Palermo 17 luglio 2026 – Giovedì 23 luglio a partire dalle ore 11 si terrà in Prefettura, in via Cavour, un sit-in delle lavoratrici e lavoratori del settore dei call center e Crm Bpo, che si mobilitano in tutta Italia per difendere occupazione, diritti e dignità. I sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpc Uil chiedono l’intervento immediato del governo.
A far scattare la protesta è una crisi senza precedenti che mette a rischio immediato oltre 35 mila addetti del comparto. “Un’emergenza causata dall’introduzione selvaggia e deregolamentata dell’Intelligenza Artificiale e dei processi di automazione – dichiarano per la Slc Cgil Palermo il segretario generale Fabio Maggio e i segretari Anna D’Anca e Emiliano Cammarata – utilizzati dalle committenze per tagliare i volumi di lavoro umani. A questo si sommano i continui tentativi di eludere la “clausola sociale” (Legge 11/2016) nei cambi di appalto, le delocalizzazioni all’estero e l’uso di contratti pirata”.
Il sit-in promosso a Palermo dalle segreterie territoriali Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpc Uil serve per dare visibilità alla protesta e denunciare le ricadute occupazionali dell’automazione sul territorio. “La Sicilia è stata, negli anni di maggiore sviluppo del settore – aggiungono Maggio, D’Anca e Cammarata – uno dei principali poli nazionali dei servizi di customer care, arrivando a occupare tra i 18mila e i 20mila addetti, pari a circa un quarto dell’intera forza lavoro del comparto. Oggi, a seguito delle ripetute crisi aziendali, dei continui cambi di appalto, delle delocalizzazioni e dei crescenti processi di automazione, gli occupati tra Palermo e il resto dell’Isola si sono ridotti a circa 7mila unità, con pesanti ricadute economiche e sociali sul territorio regionale”.
L’introduzione massiccia di sistemi di automazione e intelligenza artificiale sta rivoluzionando il comparto. “Si tratta di un cambiamento che, in assenza di regole e di una reale governance pubblica, sta producendo, e produrrà sempre più, effetti pesantissimi sull’occupazione- aggiunge la Slc Cgil Palermo – Attività che fino a ieri venivano svolte da lavoratrici e lavoratori qualificati vengono progressivamente sostituite da chatbot, assistenti virtuali e piattaforme automatizzate, senza confronto preventivo con le organizzazioni sindacali, senza piani di riqualificazione e senza adeguate garanzie occupazionali”.
A tutto questo si aggiunge una crisi già in atto nel comparto, con oltre 3 mila lavoratrici e lavoratori attualmente coinvolti in ammortizzatori sociali e numerose vertenze aperte lungo l’intera filiera. Per queste ragioni, a partire dal 13 luglio e fino al 27 luglio, è stata proclamata una stagione di sciopero e mobilitazione nazionale nel settore Crm Bpo, (Customer Relationship Management e Business Process Outsourcing) che gestiscono per conto terzi le relazioni con i clienti e le interazioni tra cittadini, istituzioni e imprese, con iniziative articolate nei territori, blocco degli straordinari e delle prestazioni aggiuntive, presidi e momenti pubblici di denuncia e confronto. Le organizzazioni sindacali chiedono al governo l’apertura di un tavolo permanente di settore con istituzioni, aziende e parti sociali, l’introduzione di un obbligo di informativa e confronto sindacale per ogni processo di automazione con impatto su occupazione e mansioni, l’adozione di misure normative che subordinino l’introduzione dell’AI a piani di formazione, riqualificazione e ricollocazione, il rafforzamento degli ammortizzatori sociali specifici per il comparto.


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