“Quella appena trascorsa è stata la notte peggiore per gli incendi che hanno colpito gran parte della Sicilia. La provincia di Palermo, in particolare, dopo i black out che hanno caratterizzato le ultime ore, continua a bruciare. È urgente che il presidente della Regione avvii l’iter per lo stato di calamità, prevedendo ristori per tutti coloro i quali hanno subito danni”. Lo ha detto Carmelo Miceli, coordinatore regionale per la Sicilia di Progetto Civico Italia.
“In queste ore – continua Miceli – le richieste di aiuto stanno arrivando da singoli cittadini che vedono messa a rischio la propria incolumità e quella delle loro abitazioni, ma anche dalle associazioni di agricoltori le cui colture sono state danneggiate e in alcuni casi totalmente distrutte”.
Al centro delle critiche anche il sistema di prevenzione incendi in Sicilia “da anni in perenne ritardo operativo. Nonostante la stagione antincendio sia fissata dal 15 maggio al 31 ottobre, l’Isola continua a subire danni e migliaia di ettari in fumo fin dai primi mesi caldi, palesando gravi inefficienze strutturali. La dipendenza da mezzi regionali e statali – dice il leader siciliano di Progetto Civico Italia – mostra forti limiti, con ritardi nella disponibilità degli elicotteri e dei canadair che si concentrano in numero limitato sull’Isola, impiegando troppo tempo per raggiungere i focolai nei momenti di massima emergenza. E poi c’è una carenza di prevenzione strutturale: la pulizia del sottobosco, il decespugliamento e la creazione di fasce tagliafuoco sono spesso frammentarie, incomplete o realizzate in ritardo rispetto all’inizio del periodo a rischio”.
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