La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio l’ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva confermato l’arresto (ai domiciliari con divieto temporaneo di esercitare impresa, successivamente sostituiti con il divieto di dimora in Calabria) dell’imprenditore palermitano della sanità Marco Zummo, fondatore del Gruppo Karol Spa. Accolto il ricorso degli avvocati Vincenzo Zummo e Fabio Ferrara.
La vicenda nasce dalle contestazioni della Procura di Catanzaro che ipotizzava un presunto accordo illecito tra la società Karol Betania (guidata dal Gruppo Karol) e la Fbo Onlus, sostenendo che il patto avesse provocato il dissesto finanziario della Onlus stessa. A Zummo viene contestata la bancarotta fraudolenta.
L’imprenditore ha respinto da subito l’accusa. Nel ricorso la difesa ha spiegato che i contratti di affitto e locazione firmati nel giugno 2022 servivano proprio ad assicurare alla Onlus i soldi necessari per pagare i debiti, accumulati prima di quelle intese. In precedenza non c’era alcun collegamento commerciale e non può essere addebitato alla Karol un “depauperamento della Fbo” come invece sostenuto dalla curatela fallimentare.
“L’affitto dei rami d’azienda e la locazione degli immobili serventi erano stati adeguatamente stimati e i relativi canoni erano stati corrisposti”, sostengono i legali. Alla Onlus è stato “garantito un fatturato di circa 1,2 milioni di euro e utili per circa 300 mila euro all’anno. Un dato economico che dimostra come l’operazione fosse del tutto regolare e vantaggiosa. La Cassazione conferma l’infondatezza delle contestazioni”.






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