Il Codacons presenterà domani, lunedì 27 luglio, un formale esposto all’Autorità per le Comunicazioni contro Andrea Pirlo, chiedendo l’apertura di un’indagine per violazione del divieto di pubblicità e sponsorizzazione alle scommesse e ai giochi in denaro. L’associazione dei consumatori annuncia inoltre un secondo passo: se la Figc dovesse nominarlo commissario tecnico della Nazionale, scatterà un ricorso immediato al Tar del Lazio per bloccare la nomina.
L’accusa: testimonial di una società di scommesse
Al centro della contestazione c’è il ruolo di Andrea Pirlo come testimonial di una società di scommesse russa, la Fonbet. Secondo il Codacons, l’ex calciatore realizzerebbe anche in Italia, attraverso i propri canali social e le altre attività svolte, una pubblicità vietata al gioco.
La norma richiamata: l’articolo 9 del Decreto Dignità
Il riferimento normativo è l’articolo 9 del Decreto Dignità (D.L. 87/2018), che impone il divieto assoluto di qualsiasi forma di pubblicità, sponsorizzazione o comunicazione promozionale, diretta o indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite in denaro.
Cosa rischia Pirlo se l’esposto viene accolto
Nel caso in cui l’Autorità accogliesse l’esposto, Pirlo andrebbe incontro a una sanzione pecuniaria pari al 20% del valore della sponsorizzazione. L’Agcom, infatti, applica la multa in solido al committente, all’agenzia pubblicitaria, ai mezzi di diffusione e alla persona che presta la propria immagine come testimonial.
Il ricorso al Tar in caso di nomina
Il secondo fronte riguarda la panchina della Nazionale. Il Codacons evidenzia quella che definisce la totale incompatibilità di Pirlo con ruoli dirigenziali nel calcio italiano, alla luce della normativa vigente. Per questo l’associazione si prepara a intervenire anche davanti alla giustizia amministrativa: se la Figc formalizzerà la nomina di Pirlo a ct della Nazionale, scatterà il ricorso al Tar del Lazio, finalizzato a bloccarla.






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