pippo manuli

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La tragedia dei beni comuni

Nel 1968 il biologo americano Garrett Hardin pubblicò uno dei saggi più influenti del Novecento.

Lo intitolò “The Tragedy of the Commons”.

L’idea era semplice.

Immaginiamo un pascolo appartenente a tutti.

Ogni allevatore ottiene un vantaggio personale aggiungendo una pecora in più.

Il costo del sovra-sfruttamento, però, viene distribuito sull’intera collettività.

Ogni singolo comportamento appare razionale.

Il risultato collettivo è devastante.

Il pascolo si impoverisce fino a scomparire.

Non perché qualcuno abbia agito contro il proprio interesse.

Ma perché tutti hanno perseguito esclusivamente il proprio interesse immediato.

Taormina rappresenta, in larga misura, un bene comune.

Ogni nuova costruzione.

Ogni nuova trasformazione urbanistica.

Ogni nuova attività commerciale.

Ogni nuova struttura ricettiva.

Produce certamente un beneficio privato.

Ma quale effetto produce sull’equilibrio complessivo della città?

È questa la domanda che una comunità matura dovrebbe porsi.


Luogo: Agorà, Largo degli Eponomi, S.N., TAORMINA, MESSINA, SICILIA

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