La quarta ondata di caldo africano del 2026 è entrata nella fase di crescita più rapida. Le temperature aumenteranno di circa un grado al giorno fino a raggiungere, entro domenica, picchi di 41 °C. Firenze e Terni saranno tra le città più esposte, mentre lungo le coste aumenteranno afa e disagio notturno. La tregua viene stimata tra il 12 e il 13 agosto, ma la fase calda potrebbe proseguire fino a Ferragosto o oltre.

Lorenzo Tedici, meteorologo di iLMeteo.it, descrive una nuova espansione dell’anticiclone africano su gran parte dell’Italia. Il sole prevarrà quasi ovunque, con poche eccezioni: mercoledì sono previsti temporali in Sicilia e sulle Alpi; nel fine settimana i rovesci pomeridiani resteranno confinati ai rilievi alpini.

Un grado in più al giorno

Il caldo non raggiungerà subito il massimo. La progressione prevista porterà i valori dagli attuali 37 °C fino ai 41 °C attesi domenica. Il Centro e le aree interne saranno tra le zone più esposte, ma la nuova fiammata interesserà tutto il Paese. Tedici afferma: “È iniziata la quarta ondata di caldo africano del 2026, e probabilmente non sarà l’ultima”. Il passaggio più difficile coinciderà con il fine settimana. Firenze e Terni vengono indicate come “regine del caldo”, con massime intorno ai 41 °C. Valori compresi tra 38 e 41 °C sono attesi da Nord a Sud, con possibili punte superiori nelle zone interne di Sicilia e Sardegna. Lungo i litorali, l’umidità renderà più pesante la percezione del calore. Le temperature massime potranno risultare inferiori rispetto alle aree interne, ma l’afa limiterà la capacità del corpo di disperdere calore attraverso la sudorazione.

Le notti tropicali e il mare caldo

Il disagio non terminerà al tramonto. La previsione indica notti tropicali, con temperature minime superiori ai 20 °C, e notti super tropicali, con valori oltre i 25 °C. Queste condizioni renderanno più difficile raffreddare case, strade e quartieri densamente costruiti. Le città accumuleranno calore durante il giorno e lo rilasceranno lentamente nelle ore notturne, soprattutto dove la ventilazione resterà debole. Anche il mare offrirà meno sollievo. Le temperature dell’acqua sono indicate tra 28 e 30 °C, valori che riducono la sensazione di refrigerio dopo un bagno.
Tedici osserva: “la tregua è attualmente stimata per il 12-13 agosto, ma c’è da scommettere che ne avremo almeno fino a Ferragosto se non oltre. Probabilmente, senza il peso del Riscaldamento Globale, avremmo vissuto questo periodo del solleone in modo molto diverso. Avremmo avuto cieli sereni e massime fino a 34-37°C: un’estate soleggiata, certamente molto calda, ma del tutto normale e godibile per le vacanze”.

Il meteorologo collega la maggiore intensità della fase calda alle temperature più alte rispetto a quelle che si sarebbero registrate in un’estate tradizionalmente calda.

Caldo più difficile da sopportare

La differenza tra 34-37 °C e 38-41 °C cambia il modo in cui si vive la giornata. Visitare una città d’arte nelle ore centrali, camminare all’aperto o restare in ambienti non climatizzati diventa molto più faticoso. Tedici aggiunge: “sono questi famigerati 4 gradi aggiunti dal Riscaldamento Globale a rendere la vita impossibile. Oggi, visitare una città d’arte significa correre da un museo climatizzato all’altro; passeggiare all’aria aperta all’ora di pranzo è una sauna garantita, a meno che non si salga sopra i 1500 metri di quota. E persino il classico tuffo in mare ha perso parte della sua magia: l’acqua è diventata un ‘brodo’ a 28-30°C, limitando di molto la sensazione di refrigerio. I numeri di questa quarta ondata parlano chiaro: avremo picchi di 38-41°C all’ombra da Nord a Sud, con valori localmente superiori nelle zone interne delle Isole Maggiori. Soffriremo notti tropicali (minime oltre i 20°C) e super tropicali (oltre i 25°C), mentre i nostri terreni diventeranno sempre più aridi e i ghiacciai continueranno a soffrire in silenzio”.

La fase calda avrà, quindi, effetti diversi sul territorio: maggiore aridità dei suoli, ulteriore stress per i ghiacciai e temperature marine elevate. Il dato più immediato, per chi vive nelle città, sarà però la difficoltà di trovare ore realmente fresche.

Temporali prima del ritorno del sole

L’anticiclone non impedirà del tutto la formazione di fenomeni locali. Mercoledì sono previsti temporali in Sicilia e sulle Alpi. Sull’Isola potranno svilupparsi rovesci anche intensi, mentre sulle zone alpine l’instabilità seguirà il riscaldamento diurno. Nel fine settimana i temporali resteranno quasi esclusivamente sui rilievi, senza interrompere il caldo nelle pianure e nelle città. Tedici spiega: “l’Italia sarà preda di una violenta escalation dell’anticiclone africano, con le temperature che passeranno, un grado al giorno, dai 37°C attuali ai picchi estremi di 41°C attesi per domenica (Firenze e Terni regine del caldo), accompagnati da afa opprimente lungo le coste e notti appiccicose. Il sole dominerà incontrastato quasi ovunque, ma andranno tenute a mente alcune eccezioni instabili: mercoledì si formeranno dei temporali in Sicilia e sulle Alpi, mentre nel corso del fine settimana l’unica valvola di sfogo per il caldo saranno i classici rovesci pomeridiani, strettamente confinati ai rilievi alpini”.

I temporali non coincideranno con un cambio generale della circolazione. Dopo i fenomeni locali, il sole tornerà rapidamente a prevalere.

La tregua del 12-13 agosto

La prima finestra indicata per un’attenuazione del caldo cade tra il 12 e il 13 agosto. La previsione resta però soggetta agli aggiornamenti dei modelli e non esclude un prolungamento fino a Ferragosto. Il confronto con il Nord Europa mostra la distanza termica tra le due aree. Scozia e Scandinavia registrano massime comprese tra 20 e 23 °C, valori simili a quelli misurati durante la notte in molte città italiane. Tedici conclude: “Non c’è da stupirsi se, per ritrovare un po’ di normalità, in molti stiano guardando al Nord Europa. Tra la Scozia e la Scandinavia si registrano massime di 20-23°C, praticamente i valori che noi registriamo in piena notte”.