L’ondata di calore alzerà il livello di allerta sanitaria in gran parte d’Italia. Venerdì 31 luglio saranno 11 le città con bollino rosso, 10 quelle in arancione e 6 quelle in giallo. Nessuno dei 27 centri monitorati dal Ministero della Salute resterà al livello verde. Il rischio massimo riguarderà anche la popolazione generale, non soltanto anziani, bambini e persone con patologie.
L’aumento sarà rapido. Mercoledì 29 luglio il rosso interessa soltanto Campobasso; giovedì si aggiungeranno Perugia e Rieti. Il giorno successivo il livello 3 raggiungerà altre otto città, tra cui Roma, Firenze, Torino e diversi centri del Lazio.
Venerdì l’allerta massima raggiunge undici città
Il picco è previsto per venerdì 31 luglio. Il bollino rosso scatterà a Bolzano, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Perugia, Rieti, Roma, Torino e Viterbo.
Il livello 3 indica condizioni di emergenza con possibili effetti negativi sulla salute anche delle persone sane e attive, soprattutto dopo un’esposizione prolungata alle alte temperature. Il rischio cresce nelle ore più calde, negli ambienti poco ventilati e nelle aree urbane dove edifici e asfalto trattengono calore.
Nella stessa giornata Bologna, Brescia, Cagliari, Milano, Napoli, Palermo, Pescara, Trieste, Venezia e Verona saranno in arancione. Il livello 2 segnala condizioni capaci di colpire in modo particolare le persone più esposte, tra cui anziani, bambini piccoli, malati cronici e lavoratori all’aperto.
Ancona, Bari, Catania, Genova, Messina e Reggio Calabria resteranno in giallo, corrispondente alla fase di pre-allerta.
L’allerta cresce già da mercoledì
Mercoledì 29 luglio Campobasso è l’unica città al livello massimo. Dieci centri sono invece in arancione: Bolzano, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Perugia, Rieti, Roma, Torino e Viterbo. Le restanti 16 città si trovano in giallo. Il quadro mostra già l’assenza di condizioni ordinarie in tutti i centri osservati dal sistema nazionale.
Giovedì 30 luglio il rosso salirà a tre città: Campobasso, Perugia e Rieti. L’arancione interesserà Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Napoli, Pescara, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo. Le città in pre-allerta scenderanno così da 16 a 8, mentre non comparirà ancora alcun bollino verde. La sequenza descrive un peggioramento distribuito su tre giorni. Il numero dei centri in rosso passa da uno a tre, poi a undici. Nello stesso periodo il giallo si riduce da 16 a 8 e infine a 6.
Palermo e Trieste passano dal giallo all’arancione
Palermo e Trieste resteranno in giallo mercoledì e giovedì, ma venerdì saliranno al livello 2. Per entrambe le città il cambiamento indica un aumento del rischio sanitario, soprattutto per le persone più vulnerabili.
Bologna, Brescia, Cagliari, Milano, Napoli, Pescara, Venezia e Verona compiono il passaggio già giovedì. Dopo il giallo di mercoledì, entreranno nella fascia arancione e vi resteranno anche il 31 luglio. Ancona, Bari, Catania, Genova e Messina rimarranno invece in pre-allerta per l’intero periodo considerato. A queste si aggiungerà Reggio Calabria nel quadro di venerdì. La diversa classificazione non misura soltanto la temperatura massima prevista. Il sistema considera anche durata dell’ondata, umidità, temperature notturne e possibili conseguenze sulla salute.
Roma e il Lazio tra le aree più esposte
Il Lazio concentra un numero elevato di città sottoposte ad allerta. Venerdì saranno rosse Civitavecchia, Frosinone, Latina, Rieti, Roma e Viterbo. Già mercoledì quasi tutti questi centri risultano in arancione, con Rieti destinata a salire al livello massimo giovedì. Roma, Civitavecchia, Frosinone, Latina e Viterbo passeranno invece in rosso venerdì. La presenza di più città della stessa regione al livello 3 segnala un’ondata estesa, capace di coinvolgere aree costiere, zone interne e grandi centri urbani. Nel resto d’Italia, la fascia rossa comprenderà Bolzano al Nord, Torino nel Nord-Ovest, Firenze e Perugia al Centro e Campobasso nel Mezzogiorno.
Come vengono stabiliti i bollini del caldo
I bollettini sono elaborati dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio nell’ambito del Piano operativo nazionale di previsione e prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, coordinato dal Ministero della Salute.
Il sistema segue 27 città italiane e assegna quattro livelli:
- verde, nessun rischio previsto;
- giallo, condizioni di pre-allerta;
- arancione, rischio soprattutto per le persone suscettibili;
- rosso, possibili conseguenze per l’intera popolazione.
Nel periodo dal 29 al 31 luglio nessuna delle città monitorate compare in verde. L’intero sistema urbano osservato si trova quindi almeno in fase di pre-allerta.






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