Sono 263 i progetti ammessi a finanziamento nell’ambito dell’avviso 23/2024 “Occupazione donna”, nel quadro del programma regionale Fse+ Sicilia 2021-2027. Il dipartimento regionale del Lavoro ha pubblicato gli elenchi provvisori delle istanze idonee per un importo complessivo di oltre 39,3 milioni di euro. I progetti coinvolgeranno tremila donne.
Donne e diritti al centro
“Diamo concreta attuazione a un intervento strategico del programma Fse+, che mette al centro le donne e il loro diritto a un’occupazione stabile e di qualità – dice l’assessore alla Famiglia, alle politiche sociali e al lavoro, Nuccia Albano – Abbiamo destinato oltre 39 milioni di euro a percorsi che coniugano formazione, esperienza sul campo e accompagnamento al lavoro, offrendo opportunità reali a chi vive condizioni di maggiore fragilità. Grazie a questo intervento saranno circa tremila le donne che potranno beneficiare di percorsi personalizzati per rafforzare le proprie competenze e accedere o rientrare nel mercato del lavoro. È un investimento sul capitale umano e sulla crescita della Sicilia, perché l’inclusione lavorativa femminile rappresenta uno dei principali fattori di sviluppo economico e di coesione sociale”.
Politiche attive per il lavoro femminile
L’iniziativa punta a rafforzare le politiche attive del lavoro rivolte alle donne in situazione di svantaggio, attraverso percorsi personalizzati di orientamento, formazione specialistica, tirocini extracurriculari, accompagnamento all’inserimento lavorativo e sostegno all’autoimpiego e alla creazione d’impresa. L’obiettivo è favorire una maggiore partecipazione femminile al mercato del lavoro, promuovere l’autonomia economica e contribuire alla riduzione dei divari di genere. Gli enti proponenti potranno presentare eventuali osservazioni entro dieci giorni dalla pubblicazione del provvedimento, secondo le modalità previste dall’avviso.
Mezzo milione per i centri di accoglienza anti violenza
Ammonta, invece, a 500 mila euro la prima quota di finanziamenti per il 2026 destinata a sostenere in Sicilia i centri antiviolenza, le case di accoglienza a indirizzo segreto e le strutture di ospitalità in emergenza. Il dipartimento della Famiglia e delle politiche sociali ha pubblicato, infatti, l’avviso per la concessione dei contributi agli enti iscritti e riconosciuti dalla Regione Siciliana.
Le risorse, a valere sul bilancio regionale 2026, serviranno a rimborsare le spese di gestione sostenute nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 agosto di quest’anno. Sulla base delle spese ritenute ammissibili e nei limiti della disponibilità finanziaria, potrà essere riconosciuto un contributo massimo di 20 mila euro per ciascun centro antiviolenza e per ciascuna casa di accoglienza.
Sostegno alle strutture
“Con questo provvedimento – afferma l’assessore Nuccia Albano – assicuriamo un sostegno concreto a strutture che, grazie al loro impegno quotidiano, rappresentano un punto di riferimento essenziale per le donne vittime di violenza e per i loro figli. Si tratta di servizi che svolgono una funzione sociale di straordinaria importanza e che devono poter operare con continuità e stabilità. Il governo Schifani continua a investire nel rafforzamento della rete territoriale di contrasto alla violenza di genere, nella convinzione che prevenzione, protezione e accompagnamento siano strumenti indispensabili per garantire alle vittime sicurezza, autonomia e percorsi di rinascita”.
Chi può far domanda e come
Potranno presentare domanda per i contributi gli enti iscritti al Registro unico nazionale del Terzo settore (Runts), in possesso dei requisiti previsti dall’avviso, tra cui almeno cinque anni di attività statutaria e comprovata esperienza nel contrasto alla violenza maschile sulle donne.
Le domande dovranno essere trasmesse dal 1° settembre e fino al 30 dello stesso mese all’indirizzo dipartimento.famiglia@certmail.regione.sicilia.it, corredate dalla documentazione richiesta e dalla rendicontazione delle spese sostenute. Al termine dell’istruttoria, il dipartimento provvederà all’assegnazione e alla liquidazione dei contributi, ripartendo le risorse disponibili tra gli enti ammessi.






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