Tipo segnalazione: Buona notizia
By Vittorio Spadoni
Se a Palermo il Charleston domina da signore le acque di Mondello, qui a Gabicce Mare abbiamo la nostra personalissima versione a filo d’acqua: il Mississippi. Non una palafitta immobilizzata dal tempo, ma una vera e propria nave pronta a salpare a velocità sostenuta verso l’orizzonte, spinta dall’energia travolgente delle sue mostre, della musica a palla e degli aperitivi serviti anche, in una atmosfera romantica, al calar del sole. È qui che ogni sera va in scena uno spettacolo quotidiano, un tramonto mozzafiato che unisce chi si gode la villeggiatura a chi affronta una pausa dal lavoro temporaneo, tutti pronti a tuffarsi nella spensieratezza della costa.
Proprio lungo le acque che attorniano la nave del Mississippi, durante i soliti bagni serali in compagnia, prende vita una commedia umana decisamente singolare. È la storia di un’illusione estiva che ha per protagonisti il nostro “bronzo di Riace” di Gabicce Mare e una figura di donna pronta a trasformarsi in cozza al primo cenno d’oscurità, pur di non farsi portare via dalla corrente. Se i veri capolavori della scultura greca riposano solenni nel Museo di Reggio Calabria, la variante della nostra Riviera è decisamente più tascabile e meno bronzea. Il bagnante di turno affronta l’acqua con l’incedere fiero di una divinità antica, convinto di incantare la spiaggia. Di “bronzo” o di “Riace”, tuttavia, non possiede assolutamente nulla se non una tintarella a macchie e una fierezza incrollabile, esaltata da un discutibile costume da bagno decorato con un porcellino e tanto di codina d’ordinanza.
Accanto a lui si muove una figura femminile aggraziata e delicata, la cui quiete viene subito incrinata dalla solita fobia per i movimenti oscuri e le presenze misteriose del mare di sera. Non si tratta di una storia d’amore o di un idillio romantico, ma di puro e semplice istinto di sopravvivenza. Spaventata da qualsiasi ombra o alga vagante attorno a sé, la ragazza finisce per attaccarsi da sola al fantomatico bronzo con la tenacia di una cozza di scoglio. Una cozza tenera, sia chiaro, proprio come quelle buone e prelibate coltivate nelle zone piacevoli del nostro mare, ma dotata di una presa ferrea e tempestiva a prova di corrente.
Così, l’illusorio dio greco della Riviera abbandona ogni ambizione statuaria e scopre la sua vera funzione storica: non impugnare lance o scudi per difendere la patria, ma fare da inconsapevole e solida boa di salvataggio per la ragazza impaurita, mentre attorno a loro la festa del Mississippi prosegue senza sosta.
Il tempo a Gabicce scorre così, fluido e leggero come il ritmo delle maree. L’alternarsi della luna e del sole vede il susseguirsi delle stagioni e il continuo andirivieni di gente che porta con sé la propria carica di allegria. Tra una risata al tramonto, un tuffo improvvisato e un ancoraggio d’emergenza a centro mare, la vita galleggia spensierata. Perché oltre lo Stretto ci saranno pure meraviglie impagabili, ma anche questa, a tutti gli effetti, è la magia di Gabicce Mare.
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