Aveva quattro anni quando mangiò quel pezzo di formaggio. Ne aveva tredici ieri, quando si è spento dopo oltre nove anni trascorsi in stato vegetativo. È morto Mattia Maestri, il bambino colpito nel 2017 da un’infezione da Escherichia coli contratta consumando un formaggio a latte crudo contaminato.

Ad annunciarne la scomparsa è stato il padre, Giovanni Battista Maestri: “Il nostro Mattia ci ha lasciato e a nome suo vi ringrazio per aver contribuito a rendere meno dolorosa la sua scomparsa”.

Cosa accadde nel 2017

Il formaggio consumato dal bambino era contaminato dal batterio Escherichia coli produttore di Shiga tossina, indicato con la sigla STEC.

L’infezione provocò la sindrome emolitico-uremica, una grave complicanza che gli causò danni neurologici irreversibili.

Dopo un lungo ricovero ospedaliero e numerosi tentativi terapeutici, Mattia cadde in stato vegetativo. È rimasto in coma per oltre nove anni, assistito costantemente dalla sua famiglia.

Il processo e il risarcimento rifiutato

La vicenda ha dato il via a un lungo iter giudiziario per accertare le responsabilità legate alla produzione e alla commercializzazione del formaggio contaminato.

Nel 2024 due persone sono state condannate in appello per lesioni gravissime, con un risarcimento di un milione di euro alla famiglia.

C’è, però, un elemento che distingue questa storia da altre simili: in tutti questi anni il padre si è battuto per ottenere giustizia processuale, rifiutando ogni risarcimento economico.

Una campagna diventata pubblica

Giovanni Battista Maestri ha trasformato il dramma familiare in una campagna di sensibilizzazione sui rischi connessi al consumo di prodotti realizzati con latte non pastorizzato, in particolare per i bambini.

Negli anni la famiglia ha promosso incontri pubblici e iniziative di informazione, sollecitando un rafforzamento delle norme sulla sicurezza alimentare e dell’etichettatura dei prodotti.

L’impegno è proseguito con la pubblicazione del libro “La verità sui pericoli dei formaggi a latte non pastorizzato“, presentato lo scorso febbraio al Senato.

Il cordoglio della senatrice Bevilacqua

Sulla scomparsa è intervenuta con una nota Dolores Bevilacqua, senatrice del Movimento 5 Stelle.

“Apprendo con grande dolore della scomparsa di Mattia Maestri, il bambino che ad appena quattro anni, in seguito al consumo di un pezzo di formaggio prodotto con latte crudo contaminato da escherichia coli, aveva contratto la sindrome emolitico-uremica e si trovava in stato vegetativo da ormai nove anni. Una tragica vicenda che avevo personalmente seguito e che mi aveva permesso di conoscere e sostenere la sua famiglia, a cui oggi desidero esprimere il mio più sentito cordoglio e la mia vicinanza”, ha scritto.

La senatrice ha poi ricordato il percorso legislativo nato da quella battaglia: “La famiglia di Mattia ha fin da subito portato avanti un’importantissima battaglia per la corretta informazione sui prodotti contenenti latte crudo e sulla loro etichettatura, perché una sorte simile non toccasse anche ad altre persone. Un percorso da cui era nato un disegno di legge che aveva l’intento di tutelare i consumatori e in particolare le persone più fragili e i soggetti più a rischio, come i bambini stessi ma anche gli immunodepressi, le donne in gravidanza e gli anziani”.

La nota si chiude con un impegno: “Continueremo a portare avanti questa battaglia e la memoria di Mattia”.