Lei non era in casa. Si era allontanata proprio per sottrarsi alle attenzioni moleste di quel ragazzo. Lui, quando se n’è accorto, aveva già sfondato la porta a martellate.
È accaduto alle 22.30 di giovedì 30 luglio ad Altedo, nel Bolognese. I carabinieri della stazione locale hanno arrestato un 19enne, di origine tunisina e residente in provincia di Bologna, con le accuse di violazione di domicilio, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate.
La richiesta di aiuto della parente
I militari sono intervenuti dopo la chiamata di una donna, che ha chiesto aiuto per la presenza sospetta di un giovane intenzionato a entrare in casa.
È stata lei a spiegare ai carabinieri che il 19enne si era invaghito della nipote e voleva entrare per vederla. La parente ha riferito che il giovane era “ossessionato” dalla ragazza, la quale nel frattempo era andata via dall’abitazione “per estraniarsi da questa situazione che la stava assillando”.
L’irruzione con il martello
Di fronte alle parole della familiare, il giovane ha danneggiato con un martello la porta d’ingresso, riuscendo a entrare nell’appartamento.
Ha raggiunto la camera della ragazza. Non trovandola, è uscito dall’abitazione in evidente stato di agitazione, secondo la ricostruzione dei carabinieri “con gli occhi spalancati e fissi nel vuoto”.
L’incontro con i militari e il taser
Fuori dall’edificio ha incrociato i carabinieri, nel frattempo allertati.
Ai militari ha detto che avrebbe vissuto con la giovane “per volere di Allah“. I carabinieri, come ricostruisce la stessa Arma, “hanno fatto di tutto per tranquillizzarlo, cercando di instaurare un dialogo per riportarlo alla calma, ma lui li ha aggrediti, costringendoli a immobilizzarlo con l’utilizzo del Taser”.
Nella colluttazione un militare è rimasto ferito.
Il ricovero e l’arresto
Il 19enne è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Bologna per accertamenti. Al termine della visita è stato tratto in arresto.
Il pubblico ministero di turno ha disposto l’accompagnamento in Tribunale per l’udienza di convalida e contestuale giudizio direttissimo.
La misura è stata poi convalidata ed è stata disposta la custodia in carcere.






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