Si è conclusa venerdì 31 luglio, la seconda edizione di Chiasso d’Arte, la rassegna letteraria ideata e curata da Claudia Scavone e organizzata dall’Associazione Culturale Festina lente, presieduta da Rosario Lo Cicero Madè, con il patrocinio gratuito della Città di Monreale in collaborazione con l’Auser Circolo Biagio Giordano presieduto da Biagio Cigno e con la poetessa Maria Sapienza.

Alle ore 17, nel Chiasso Beato Pino Puglisi, è stato presentato il volume Albicocche e sangue. La strage mafiosa di via Scobar 22, Palermo: tre carabinieri uccisi, uno era mio fratello Giuseppe, scritto dalla dottoressa Francesca Bommarito, pubblicato da IOD Edizioni e accompagnato dalla prefazione di Nino Di Matteo.


Medico, psichiatra e psicoterapeuta, Bommarito collabora da anni con le scuole e con l’Arma dei Carabinieri in attività rivolte ai giovani, dedicate alla memoria delle vittime delle mafie, all’educazione civica e alla cultura della legalità. Il suo libro è il risultato di oltre quarant’anni di ricerche, incontri, testimonianze e studio di atti giudiziari, attraverso i quali l’autrice ha tentato di ricostruire le ragioni dell’assassinio del fratello, l’appuntato dei Carabinieri Giuseppe Bommarito.

Il 13 giugno 1983, in via Scobar a Palermo, furono assassinati il capitano Mario D’Aleo, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Monreale, l’appuntato Giuseppe Bommarito e il carabiniere Pietro Morici. Uno dei nodi centrali della ricerca riguarda proprio la modalità con cui fu ucciso Giuseppe: colpito per ultimo, alle spalle, con la lupara, a differenza degli altri due militari. Una scelta che, secondo l’interpretazione ricostruita dall’autrice, possedeva nel codice mafioso un preciso significato punitivo e simbolico.


Per lungo tempo la presenza di Bommarito sull’automobile del capitano fu rappresentata come una tragica casualità. Il libro restituisce invece il profilo di un carabiniere che aveva lavorato accanto al capitano Emanuele Basile e, dopo il suo assassinio, aveva messo la propria conoscenza del territorio e delle famiglie mafiose a disposizione di Mario D’Aleo, intenzionato a proseguirne le indagini. Tra gli elementi documentali recuperati da Francesca Bommarito figura anche una nota di servizio del fratello, divenuta uno degli snodi della ricostruzione.

Nel lungo cammino verso la verità, l’autrice è stata sostenuta da carabinieri, ufficiali dell’Arma, magistrati e giornalisti. Ha ricordato, in particolare, il contributo di Salvo Palazzolo e Attilio Bolzoni nella ricerca e nel reperimento di documenti conservati presso il Tribunale di Palermo.

La manifestazione è stata introdotta, come nei precedenti appuntamenti, da Rosario Lo Cicero Madè, giornalista pubblicista e presidente dell’Associazione Culturale Festina lente. Nel suo intervento ha ringraziato l’Amministrazione comunale e l’assessore all’Istruzione, professoressa Patrizia Roccamatisi, presente all’incontro.


L’assessore ha successivamente sottolineato il valore educativo di manifestazioni capaci di entrare in relazione con il mondo della scuola, trasformando la memoria delle vittime in uno strumento concreto di educazione civica per le nuove generazioni.

Lo Cicero Madè ha rivolto un ringraziamento all’Associazione Nazionale Carabinieri, all’Auser Monreale – Circolo “Biagio Giordano”, all’attore Totò Borgese, alla figlia di Vincenzo Agostino, sorella dell’agente Nino Agostino, assassinato dalla mafia insieme alla moglie Ida Castelluccio, e ai rappresentanti dell’Arma presenti: il maresciallo Antonio La Rocca, comandante della Stazione dei Carabinieri di Monreale, e il tenente Chiara Antoniol, della Compagnia dei Carabinieri di Monreale.

Sono stati inoltre salutati Giuseppe Giaconia di Migaido, l’ex sindaco e dirigente scolastico Stefano Gorgone, ed Enzo Ganci, responsabile del Comitato locale di Palermo dell’International Police Association.


A presentare l’autrice e i relatori è stata Claudia Scavone, ideatrice e curatrice di Chiasso d’Arte. Scavone ha ricordato come la scelta di presentare proprio in quel luogo il libro di Francesca Bommarito sia maturata anche su suggerimento di Biagio Cigno, presidente dell’Auser Monreale – Circolo “Biagio Giordano”.

Nel suo intervento ha ripercorso le vicissitudini affrontate, nell’arco di circa vent’anni, insieme a Rosario Lo Cicero Madè e all’Associazione Culturale Festina lente, per recuperare e riqualificare uno spazio un tempo marginale e trasformarlo in un luogo nel quale produrre cultura e costruire comunità. Un cammino che ha portato al passaggio dall’antica denominazione di Chiasso Procida all’intitolazione al Beato Pino Puglisi, alla sua trasformazione in area pedonale e alla collocazione dell’opera dedicata al sacerdote, realizzata dall’artista palermitano Pippo Madè e donata al Comune di Monreale.

Scavone ha richiamato il messaggio di padre Pino Puglisi, racchiuso nell’espressione «E se ognuno fa qualcosa», e l’impegno civile di Michele Pantaleone, ricordato più volte anche da Rosario Lo Cicero Madè. Ha sottolineato il valore di quanti hanno perso la vita o hanno scelto di spendersi nell’arte, nella scuola, nella letteratura e nella diffusione della legalità per dimostrare che, accanto alla violenza e alla sopraffazione, esiste la possibilità di costruire bellezza, solidarietà e bene comune.


Durante il corso della manifestazione sono stati richiamati il pensiero di Gesualdo Bufalino, secondo il quale la mafia sarebbe stata sconfitta da “un esercito di maestre elementari”, e quello di Danilo Dolci, che affidava alla capacità di sognare gli altri la possibilità della crescita individuale e collettiva. Scavone ha inoltre ricordato l’iscrizione del Teatro Massimo di Palermo: «L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita», sintetizzando così la vocazione culturale e civile della rassegna.

La curatrice ha ringraziato Francesco Teriaca, presente all’incontro, che il 10 luglio aveva inaugurato la seconda edizione di Chiasso d’Arte con il libro Je suis Ducrot. Un ringraziamento è stato rivolto anche a Nicola Giacopelli, in rappresentanza dell’Accademia Siculo-Araba-Normanna, per il contributo assicurato alla manifestazione e per il diploma conferito a Francesco Cusa lo scorso 24 luglio, in occasione della presentazione di Rime Sboccate.


La stessa Francesca Bommarito ha ricordato di avere ricevuto in passato un riconoscimento dell’Accademia per il lavoro svolto nelle scuole nel campo della legalità e per l’impegno profuso nel mantenere viva la memoria del fratello Giuseppe.

Il racconto delle fatiche, degli ostacoli e delle avversità incontrati nel recupero del Chiasso ha suscitato un momento di forte commozione. Un percorso compiuto per sottrarre il luogo all’incuria, collocarvi l’opera di Pippo Madè, ottenere l’intitolazione al Beato Pino Puglisi e trasformarlo in uno spazio pedonale aperto alla cultura e alla cittadinanza.

Rosario Lo Cicero Madè ha quindi consegnato al pubblico una testimonianza personale della sera della strage di via Scobar. Si trovava in una piccola salumeria quando udì gli spari. Il negoziante abbassò la saracinesca; successivamente, uscito in strada, vide i corpi dei tre carabinieri appena assassinati.


Il giornalista ha costruito il suo intervento come una dolorosa ricognizione delle vittime della violenza mafiosa, ricordando Boris Giuliano, il capitano Emanuele Basile — che poco prima di essere ucciso aveva visitato una mostra di Pippo Madè a Monreale — e Mario D’Aleo, insieme a Cesare Terranova, Gaetano Costa, Rocco Chinnici, Pio La Torre, Rosario Di Salvo, Paolo Borsellino e al maresciallo Lenin Mancuso.

La rievocazione ha commosso anche Pippo Madè, presente all’evento e legato personalmente al capitano Basile. L’artista ha ricordato il proprio impegno accanto a Michele Pantaleone e alle forze dell’ordine e la volontà di mettere l’arte al servizio della legalità, nelle scuole e in numerose iniziative realizzate in Italia e all’estero. Una ricerca tesa a rappresentare una Sicilia capace di riscattarsi e di ribellarsi alla mafia.

Per il suo impegno sociale attraverso l’arte, Pippo Madè è stato nominato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.


La poetessa Maria Sapienza ha illustrato il contenuto e la struttura del volume, soffermandosi sul significato del titolo. L’albicocca, frutto dolce, diventa il simbolo di Giuseppe e della vita interrotta; i frutti scivolano e cadono sull’asfalto come i corpi dei tre carabinieri, macchiandosi del sangue versato in via Scobar. La memoria, ha osservato, rimane viva quando il lavoro di chi non c’è più continua a produrre frutti attraverso il racconto e la trasmissione alle nuove generazioni.

Francesca Bommarito ha quindi ripercorso le difficoltà incontrate nella ricerca della verità: il dolore familiare, l’isolamento, le versioni contraddittorie, il lungo silenzio calato sulla strage, il rapporto inizialmente complesso con l’Arma, l’accesso agli atti e il confronto con magistrati, investigatori e giornalisti. Il suo lavoro ha permesso di restituire al fratello il ruolo di carabiniere attivamente impegnato nelle indagini, non di semplice accompagnatore capitato casualmente sul luogo dell’agguato.


L’autrice non ha nascosto di avere inizialmente provato timore all’idea di tornare a Monreale per presentare il libro. Il rapporto costruito con Biagio Cigno, Rosario Lo Cicero Madè e Claudia Scavone l’ha tuttavia convinta ad accettare l’invito. Nel Chiasso Beato Pino Puglisi ha dichiarato di essersi sentita accolta e finalmente serena nel rientrare in una città legata a una delle ferite più profonde della sua vita.

È intervenuto anche l’onorevole Mario Giambona, che ha portato il saluto del Parlamento siciliano, ricordando il valore delle iniziative curate dall’Associazione Culturale Festina lente e dall’Auser e la necessità di non cedere alla rassegnazione. Parlare, testimoniare e custodire la memoria, ha osservato, sono condizioni indispensabili per contrastare l’omertà e costruire una società capace di riconoscere il coraggio.

L’ex sindaco e dirigente scolastico Stefano Gorgone ha ringraziato gli organizzatori, sostenendo che una parte significativa della comunità monrealese sente il bisogno di iniziative culturali di questo livello e ne condivide profondamente lo spirito.


Enzo Ganci, già comandante della Polizia municipale e responsabile del Comitato locale di Palermo dell’International Police Association, ha evidenziato la convergenza tra la missione educativa dell’associazione internazionale e le battaglie contro il degrado e l’incuria, utilizzando l’arte e la cultura come strumenti di legalità e partecipazione.

Al termine dell’incontro, Pippo Madè e l’Associazione Culturale Festina lente hanno omaggiato Francesca Bommarito con una stampa dell’opera L’Angelo della Giustizia, realizzata dall’artista e collocata nella cappella gentilizia del giudice Paolo Borsellino, nel cimitero di Santa Maria di Gesù, su volontà della signora Agnese Borsellino.

Con la presentazione di Albicocche e sangue si è conclusa la seconda edizione di Chiasso d’Arte, realizzata a titolo gratuito con il patrocinio della Città di Monreale. Dopo Je suis Ducrot di Francesco Teriaca e Rime Sboccate di Francesco Cusa, la rassegna ha affidato il proprio ultimo incontro a un libro nel quale il dolore personale diventa ricerca, la memoria si oppone alla rimozione e la cultura assume la responsabilità di interrogare la storia.

Luogo: Chiasso Beato Pino Puglisi, Chiasso Beato Pino Puglisi, 3, MONREALE, PALERMO, SICILIA

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