L’ultima serata della XVI edizione di Notti Clandestine a Termini Imerese ha trasformato Piazza delle Terme in un epicentro di riflessione civile, culminando con la consegna del Premio Speciale Stenio ad Antonio Balsamo, Presidente della Corte d’Appello di Palermo. Il magistrato ha lanciato un monito potente contro le nuove strategie del crimine organizzato, sottolineando come la lotta alla mafia passi non solo dai tribunali, ma soprattutto dalla verità storica.
Nel suo intervento, ha evidenziato la necessità di modernizzare il sistema investigativo per adeguarlo a una criminalità capace di sfruttare le nuove tecnologie. «Abbiamo un grande bisogno di costruire una diffusa cultura antimafia perché oggi la criminalità organizzata sta cercando di realizzare delle nuove forme di reclutamento che passano anche attraverso una completa deformazione della verità storica». Il magistrato ha, inoltre, ricordato l’attualità del messaggio di Rocco Chinnici, ribadendo che la formazione delle giovani generazioni è parte integrante del dovere di ogni magistrato, e ha auspicato una riforma delle intercettazioni insieme a un massiccio investimento in risorse umane e mezzi per presidi di legalità fondamentali come il Tribunale di Termini Imerese.
La letteratura è stata protagonista con le presentazioni di Claudio Cordova e Giuseppe Sottile. Cordova, direttore del quotidiano Il Dispaccio, ha spiegato come la ‘ndrangheta sia l’organizzazione più potente e oscura, soffrendo però di una narrazione spesso folkloristica che andrebbe superata anche attraverso la finzione narrativa. Il giornalista ha, inoltre, denunciato la piaga delle querele temerarie, definendole “minacce bianche”: «Il giornalista non deve vivere in un porto franco. Se ha sbagliato è giusto che paghi, però chi presenta querele temerarie non può rimanere impunito». Giuseppe Sottile, responsabile dell’inserto del sabato de Il Foglio, ha ripercorso la sua “educazione sentimentale” e professionale, ricordando gli anni tremendi delle guerre di mafia vissuti da cronista di nera. Sottile ha raccontato di aver scritto collezionando i ritagli di ben 219 omicidi, descrivendo una Palermo che, tra presunti geni e abbandono, non riesce ancora a trovare la sua vera identità.
La serata ha visto protagonista il cinema d’impegno con la proiezione del cortometraggio “Il primo Maxiprocesso alla mafia” e del film “Il giudice e il boss”. L’avvocato Salvatore Sansone ha spiegato che lo studio degli atti del processo del 1928, basato sul codice liberale dell’epoca, può ancora ispirare il legislatore moderno, annunciando un progetto di digitalizzazione per altri importanti processi come quelli alla banda Lisuzzo e Ortoleva. Il regista Pasquale Scimeca ha espresso la sua preoccupazione per la mancanza di film sull’antimafia che parlino ai giovani, lamentando che: «Il cinema propugna film che hanno come protagonisti i boss mafiosi e quindi diventano elementi identificativi», auspicando un ritorno a miti positivi come Lillo Zucchetto e i ragazzi di Ninni Cassarà. Il giornalista Felice Cavallaro ha aggiunto che è necessario riscoprire il metodo di Chinnici, parlando ai giovani di una società libera dalla mafia attraverso il lavoro quotidiano, mentre la produttrice Linda Di Dio ha sottolineato il ruolo del cinema nel rendere la memoria “viva” e non sterile tra la gente. Anche Franco Mancuso è intervenuto, ribadendo che la vera lotta comincia nelle scuole grazie a un “esercito di insegnanti”.
Un momento di profonda umanità si è vissuto con i premi a Aurelio Pravatà, che ha ricevuto il Premio Speciale Meli, e Rita Sajeva, insignita del Premio Speciale Stesicoro. Il dottor Pravatà ha rivendicato con orgoglio il suo operato durante la pandemia, spiegando di aver agito secondo scienza e coscienza oltre i protocolli ministeriali per curare oltre 800 persone. La scultrice Rita Sajeva ha espresso la sua profonda gratitudine, definendo un onore ricevere il premio e conoscere personalità illustri in una città, Termini Imerese, che ama da sempre.
In chiusura, il vicesindaco e assessore alla Cultura Vincenzo Fasone ha espresso il ringraziamento dell’amministrazione agli organizzatori per un evento che è ormai un “must” dell’estate termitana. Fasone ha evidenziato come la scelta di Piazza delle Terme, finalmente recuperata, sia un simbolo dell’investimento culturale della città. Il vicesindaco ha infatti spiegato che: «La cultura per noi è dare un contributo alla città affinché si possa migliorare quelle che sono le condizioni di vita all’interno della nostra comunità», auspicando che simili stimoli culturali continuino a far crescere il territorio.
La manifestazione è resa possibile grazie al contributo di LVS Group – professionisti dell’economia circolare, Enel e Tecnimpianti (Navim Group Company), realtà che sostengono con convinzione la promozione della cultura. L’iniziativa è promossa con il patrocinio di: Regione Siciliana – Parco Archeologico di Himera, Solunto e Iato, Comune di Termini Imerese, ZIT (associazione imprese Zona Industriale Termini Imerese), Ordine degli Avvocati di Termini Imerese, Camera Penale Termini Imerese Cefalù e Madonie, Addiopizzo e Amici della Musica “Giuseppe Mulè”.
Luogo: TERMINI IMERESE, PALERMO, SICILIA
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