Le voci di corridoio sin inseguivano da tempo, adesso anni di malumori e mal di pancia arrivano al punto di non ritorno. Salta la testa del vertice di Palermo Energia ed esplode il caso politico all’interno del centrodestra palermitano. L’amministratore unico della società partecipata della Città Metropolitana, Totò Lentini, ha rassegnato le proprie dimissioni irrevocabili. Una mossa d’anticipo arrivata poco prima che il sindaco metropolitano, Roberto Lagalla, formalizzasse la sua rimozione. Dietro l’addio non ci sarebbero semplici frizioni tecniche sui bilanci, ma una vera e propria guerra fredda politica che dura da anni.

Il j’accuse di Lentini: “Tutta una questione politica”

Lentini non usa giri di parole e rispedisce al mittente le accuse della Città Metropolitana su presunti disservizi e conti non in regola. “È tutta una questione politica”, attacca l’ormai ex amministratore unico, rivendicando al contrario di avere risanato le casse dell’ente. Lo scontro formale sul bilancio sarebbe quindi solo il pretesto per consumare una rottura insanabile le cui radici affondano nel post-elezioni comunali 2022.

I vecchi rancori e le promesse mancate

I rapporti tra Lentini e Lagalla erano tesi da tempo. All’origine della spaccatura ci sarebbero promesse di palazzo mai mantenute. Lentini, infatti, aveva rinunciato a candidarsi a sindaco per favorire l’unità del centrodestra a sostegno di Lagalla. In cambio, l’ex parlamentare regionale si aspettava un posto in giunta per la moglie, Paola D’Arpa, nomina mai arrivata. Successivamente è naufragato anche il tentativo di inserire D’Arpa nel Cda di Reset. Un doppio “affronto” che ha logorato l’alleanza, culminando nella bocciatura del piano aziendale da parte del socio pubblico.

Il grande salto con Cateno De Luca

La vendetta politica di Lentini è già pronta e promette di far tremare gli equilibri della maggioranza. L’ex amministratore ha annunciato una conferenza stampa ufficiale all’Assemblea Regionale Siciliana al fianco di Cateno De Luca. In questa sede verrà ufficializzato il suo imminente passaggio a Sud chiama Nord, siglando così il definitivo addio al perimetro del centrodestra governativo. Nel frattempo, Lentini convocherà a breve l’assemblea dei soci per la presa d’atto delle dimissioni e la nomina del successore.

L’attacco del Movimento per l’Autonomia

“Totò Lentini è fuori dal Mpa e per sempre. Vent’anni fa fu eletto per la prima volta all’Ars nel neonato Movimento. Dopo l’ennesimo cambio di casacca, era stato riaccolto con amicizia e generosità, ma come sempre nella vigilia elettorale sta cercando fortuna dove pensa di poterla spuntare, incurante del sentimento di sfiducia di chi conosce la sua storica infedeltà!” attaccano i componenti del coordinamento Mpa Palermo: Ferranti, Oddo, Vinciguerra.