Attenzione a un punto, prima di tutto il resto: nessuna di queste misure è oggi in vigore. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato una consultazione, coinvolgendo oltre cento operatori e associazioni del settore, per elaborare un nuovo Codice della Strada.

Quelle che seguono sono, quindi, proposte in discussione. L’obiettivo è arrivare a un testo che risponda alle esigenze degli automobilisti, con la sicurezza stradale in primo piano.

Cosa cambierebbe per chi guida

La misura più discussa riguarda l’età minima: si valuta l‘introduzione della patente di guida a 17 anni.

Sul fronte autostradale è allo studio la disciplina del sorpasso a destra sulle tratte a tre corsie, che oggi non è consentito.

Le novità per ciclisti e mezzi a pedali

Il capitolo che tocca più direttamente le abitudini quotidiane riguarda le due ruote senza motore.

Tra le ipotesi c’è l’obbligo di un contrassegno per i mezzi a pedali, una sorta di identificativo oggi non previsto.

Si discute, inoltre, dell’obbligo di indossare il casco per i ciclisti, con particolare riferimento a chi utilizza biciclette a propulsione per attività lavorative.

Più tutele per i motociclisti

Il pacchetto prevede maggiori protezioni per i motociclisti in autostrada.

Tra queste, la facoltà di utilizzare la corsia di emergenza in caso di incidenti.

L’obbligo per i Comuni sulla piattaforma Cude

Una delle modifiche principali riguarda le amministrazioni locali.

I Comuni sarebbero obbligati a utilizzare la piattaforma Cude, dedicata al parcheggio per le persone con disabilità.

Chi non si adegua potrebbe subire restrizioni sull’uso dei dispositivi per il controllo delle infrazioni: un vincolo che colpisce direttamente la capacità di elevare sanzioni.

Controlli più stringenti

Il Ministero punta a rafforzare le verifiche attraverso le banche dati della Motorizzazione.

L’effetto pratico sarebbe rilevante: in caso di irregolarità si potrebbe procedere direttamente al sequestro del veicolo già durante il primo controllo su strada.

Sono previste, inoltre, sanzioni più severe per chi circola senza assicurazione, con un impianto sanzionatorio descritto come più proporzionato rispetto alla gravità delle infrazioni.

Le multe non pagate dagli stranieri

Un capitolo specifico riguarda i trasgressori stranieri.

La proposta prevede la possibilità di recuperare le contravvenzioni non pagate nei cinque anni successivi all’infrazione.

Ricorsi e tempi di notifica

Due misure riguardano, invece, la posizione di chi riceve una multa.

La prima è una semplificazione del processo di ricorso contro le sanzioni.

La seconda è più concreta: il termine per la notifica delle contravvenzioni scenderebbe da 90 a 30 giorni.

Infine, una previsione sulla destinazione degli incassi.

Il 70% dei proventi delle sanzioni sarebbe reinvestito in interventi per la sicurezza delle strade.