I finanzieri del comando provinciale di Palermo hanno eseguito un’ordinanza di sequestro conservativo emessa dalla corte dei conti della Regione Siciliana su richiesta della procura regionale, nei confronti di un imprenditore della provincia di Palermo, per avere illegalmente generato crediti d’imposta per bonus edilizi.
“Bonus edilizi gonfiati”
Il provvedimento cautelare è stato emesso dopo indagini dei militari della compagnia di Bagheria su un’impresa edile. Dai controlli amministrativi sono emerse la sovrafatturazione dei lavori edili svolti su oltre 100 soggetti, tra cui condomìni e diversi immobili in vari comuni della provincia di Palermo.
L’imprenditore, che opera come general contractor, con l’assistenza di un architetto, avrebbe generato, secondo le indagini, i falsi bonus edilizi per l’importo di 2,6 milioni di euro certificando in modo falso il completamento dei lavori prima che il legislatore intervenisse per riscrivere le percentuali dei crediti maturati.
Inoltre, avrebbe prodotto capitolati e preventivi di spesa che, all’esito dei riscontri, sono risultati gonfiati da opere e prestazioni mai svolte e quindi predisposti solo per far lievitare il credito spettante.
Il provvedimento della corte dei conti
La sezione giurisdizionale della corte dei conti di Palermo, su richiesta della procura regionale ha adottato il provvedimento cautelare di sequestro per 1,6 milioni di euro anche alla luce della recente giurisprudenza di cassazione che ha riconosciuto la giurisdizione alla magistratura contabile in materia di indebite percezioni di bonus edilizi. Il provvedimento è stato eseguito sui beni mobili e immobili dell’imprenditore intestatario o possessore, incluse vetture, motocicli, sei immobili, quattro terreni, nonché dieci orologi preziosi di noti marchi del settore, la cui disponibilità era stata rilevata grazie agli accertamenti patrimoniali svolti dai militari.
Sequestrato un jammer
Nel corso delle operazioni di sequestro, inoltre, è stato ritrovato nascosto in uno zaino, sotto il letto, un dispositivo jammer (apparato elettronico normalmente in uso solo alle forze di polizia e alle forze armate) per interrompere possibili intercettazioni telefoniche o gps attraverso l’emissione di frequenze radio di disturbo della comunicazione.
Nel caso specifico, l’apparecchio rinvenuto può ostacolare le trasmissioni fino a 25 metri di distanza. La detenzione per i comuni cittadini, si precisa, è illegale, e per questo motivo il dispositivo è stato sequestrato e l’uomo denunciato per il reato di detenzione di apparecchiatura idonea ad impedire l’intercettazione di conversazioni.






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