I giudici della corte dei conti, presidente Salvatore Chiazzese, hanno condannato Alfio Drago, e Ugo Savettiere rispettivamente responsabile unico del progetto (Rup) e direttore dell’esecuzione del contratto (Dec) a risarcire la protezione civile siciliana con 5 milioni e 690 mila euro per il danno erariale per la maxi fornitura di guanti durante il periodo pandemico non conformi a quanto previsto nell’appalto. Sulle forniture dei dpi sono state avviate indagini della guardia di finanza con ipotesi di reato di truffa in erogazioni pubbliche e di frode in pubbliche forniture in concorso.

Secondo l’accusa alcuni rappresentanti della società, grazie all’intermediazione di un politico che vantava conoscenze e contatti nei ranghi della protezione civile regionale, sarebbero riusciti ad ottenere l’affidamento diretto per la fornitura di guanti in nitrile, per rifornire in modo urgente i Dpi agli ospedali regionali. Era stato disposto l’affidamento diretto alla ditta per un milione di confezioni da 100 guanti in nitrile top glove, per 8.400.000 euro. Il contratto non sarebbe stato rispettato.

Secondo l’accusa, “il Dec Savettiere avrebbe accettato la merce, – si legge nella sentenza – attestando la regolarità della fornitura, in realtà effettuata in ritardo e, in parte, mediante consegna di una cosa per un altra, senza il placet della stazione appaltante. Inoltre, avrebbe certificato la conformità del prodotto, pur essendo la certificazione dei Dpi, rilasciata da una società con sede in Malesia e non conforme all’Ue. Certificazione che sarebbe stata falsa, come accertato dalla guardia di finanza, tanto da essere stata inizialmente bloccata alla dogana”.

A pagamento eseguito, la società non procedeva alle ulteriori consegne previste dal contratto. Il dirigente generale della protezione civile richiedeva al Dec e al Rup appositi chiarimenti sulla regolarità della fornitura. Come sostenuto dalla procura contabile diretta da Pino Zingale, “si tratterebbe di una responsabilità di matrice dolosa, giacché i convenuti – si legge nella sentenza – seppur consapevoli dell’inadempimento del fornitore, avrebbero prestato il consenso alla consegna di 428.200 box di guanti in lattice, in luogo di quelli in nitrile, attestando falsamente la qualità e la sua conformità tecnica”.

Secondo i giudici contabili “il danno è ascrivibile al Rup Drago perché non si è attivato per tutelare l’amministrazione, – si legge nelle sentenza – al Dec Savettiere perché ha prestato il consenso alla consegna dei guanti in lattice, in luogo di quelli in nitrile, attestando anche falsamente la qualità della merce e la sua conformità tecnica alle disposizioni di legge e al contratto di affidamento”.