La polizia indaga sul danneggiamento dell’auto del sacerdote don Ugo Di Marzo della parrocchia di Maria Santissima delle Grazie, a Roccella, che ha trovato la sua Hyundai, parcheggiata sotto casa dei genitori, ricoperta di olio motore. L’episodio si è verificato tra la sera di domenica e le prime ore del mattino di ieri.

“La macchina, una vecchia Hyundai, era parcheggiata vicino casa dei miei perché capita spesso – spiega – che la usino loro o mia sorella. Poi qualcuno si è accorto che il mezzo era ricoperto di olio motore ovunque: parabrezza, sportelli, cofano, tettuccio. L’autore del gesto, inoltre, ha lasciato accanto all’auto il bidoncino, poi sequestrato dalla polizia”. Dopo aver scattato due foto e aver indagato nel quartiere, don Ugo è andato a sporgere denuncia al commissariato Zisa-Borgo Nuovo, dando il via alle indagini. La polizia sta acquisendo le immagini dei sistemi di videosorveglianza per cercare di risalire agli autori.

Don Ugo, per forma mentis, tende a sminuire la portata dell’episodio, certo del fatto che, difficilmente, possa essere stato qualcuno della sua comunità di fedeli: “Non sono preoccupato. Sono qui ormai da 10 anni e devo dire che il quartiere è cambiato molto, c’è più attenzione per il bene comune, più rispetto, anche nei confronti delle forze dell’ordine. La nostra chiesa è aperta a tutti, tutto l’anno a qualsiasi ora, e i residenti lo sanno. Grazie a tante realtà associative e imprenditoriali, siamo riusciti ormai a creare un meccanismo virtuoso per aiutare le famiglie e i ragazzi del quartiere”.

Eppure il sacerdote, nel recente passato, qualche episodio spiacevole lo aveva già vissuto: “Sicuramente non è un quartiere semplice, ma non mi piace la definizione di ‘parroco di frontiera’. Bisogna solo imparare a muoversi, sapere quando essere rigidi e quando invece usare un altro approccio. Qualche mese fa avevo subito delle minacce allo Sperone, da un ragazzino di un metro e novanta, ma alla fine, dopo una pacca e un abbraccio, si è sistemato tutto. Prima ancora ci era stato rubato il furgone che utilizziamo per portare i ragazzi alle gite, ma fortunatamente siamo riusciti a ritrovarlo. La gente sa che siamo qui per loro. Potrei fare messa e fregarmene di tutto il resto, mentre credo che questa sia la missione della Chiesa”.