Quarantacinque lavoratori in nero trovati dalla guardia di finanza del Comando Provinciale di Catania nel corso dei controlli alle strutture turistiche tra la città e la provincia. Gli interventi si sono concentrati sia lungo la fascia costiera — in particolare tra la Plaia di Catania, Aci Castello e la frazione acese di Santa Tecla — sia nei comuni della zona pedemontana come Mascalucia, Nicolosi e Belpasso.

L’operazione, condotta dal I Gruppo di Catania e dalle Compagnie di Acireale e Paternò, ha visto anche l’impiego sul campo di venti allievi marescialli del novantaseiesimo corso “Brennero III”, giunti in tirocinio dalla Scuola Ispettori e Sovrintendenti di L’Aquila.

Igiene contrattuale e stangata sulle attività con lavoro in nero

I blitz hanno passato al setaccio la gestione del personale di ristoranti, pizzerie, pub, stabilimenti balneari, distributori di carburante e autolavaggi, portando all’identificazione di oltre centocinquanta lavoratori. Il bilancio riscontrato dai finanzieri evidenzia una diffusa irregolarità negli inquadramenti: quarantacinque persone lavoravano totalmente in nero, senza alcuna comunicazione preventiva dell’inizio dell’attività e senza le tutele previste dai contratti collettivi.

Altri ventidue dipendenti sono risultati irregolari perché impiegati di fatto a tempo pieno, ma formalmente registrati con un contratto part-time. Per dieci aziende le irregolarità hanno superato la soglia del dieci per cento della forza lavoro totale: nei confronti dei titolari è scattata la proposta di sospensione immediata dell’attività commerciale, accompagnata da sanzioni amministrative che variano da duemilacinquecento a cinquemila euro.

Evasione degli scontrini e irregolarità sui POS

I riscontri sulle cassa e sulla documentazione contabile hanno evidenziato numerose inosservanze della normativa fiscale. Trentacinque commercianti sono stati sanzionati per la mancata emissione di scontrini o ricevute al momento del pagamento. In ventisette casi è stata contestata la mancata installazione degli stessi misuratori fiscali, mentre altri nove operatori sono stati verbalizzati per non aver collegato il registratore di cassa al terminale POS per i pagamenti digitali.

Le verifiche estive della Guardia di Finanza puntano a ristabilire le condizioni di equità di mercato, arginando il fenomeno dell’economia sommersa a tutela delle imprese corrette e dei diritti dei lavoratori.