Non è solo una questione di tempi di percorrenza. In quel tratto passano anche i mezzi diretti all’ospedale e all’elisuperficie usata nelle emergenze.
È il punto su cui insiste la nota diffusa dalla Cisl Palermo Trapani a proposito dello stop ai lavori nella galleria Corleone.
Perché il cantiere è fermo
Gli interventi di messa in sicurezza sono eseguiti da Anas.
Secondo il sindacato l’interruzione è legata ai tempi lunghi necessari all’approvazione di una perizia di variante.
“Siamo molto preoccupati, lo stop dei lavori di messa in sicurezza della galleria Corleone eseguiti da Anas, per via dei tempi lunghi legati all’approvazione di una perizia di variante, rischia di creare seri disagi e l’isolamento dei paesi dell’entroterra palermitano come al comune di Corleone, sede peraltro di un ospedale che serve buona parte delle comunità della zona. Si intervenga subito”, dichiarano Federica Badami, segretaria generale Cisl Palermo Trapani, e Carlo Vintaloro, segretario aziendale Fp Cisl Palermo Trapani.
Chi paga il fermo
I due sindacalisti chiedono “risposte immediate sulla ripresa dei lavori”, elencando le categorie interessate.
“Il fermo del cantiere e il protrarsi delle limitazioni alla circolazione continuano a produrre disagi rilevanti per le cittadine e i cittadini, per i lavoratori che ogni giorno devono raggiungere i luoghi di lavoro, per le attività produttive e per l’accesso ai servizi pubblici e sanitari”, affermano.
E aggiungono: “Non è possibile lasciare ancora a lungo le comunità del territorio in una condizione di collegamenti precari e di tempi di percorrenza sempre più gravosi”.
Nessuna contestazione sulla necessità dei lavori
Un passaggio della nota chiarisce che l’obiezione non riguarda l’intervento in sé.
“Sappiamo che la sicurezza della galleria richiede interventi adeguati e rigorosi. Proprio per questo chiediamo che ogni procedura necessaria venga conclusa rapidamente, consentendo la ripresa effettiva delle opere e restituendo al territorio una viabilità sicura e funzionale”, si legge.
Il nodo dei soccorsi
È la parte centrale del ragionamento sindacale.
“La situazione investe anche l’organizzazione dei servizi sanitari. L’area interessata dalla chiusura rappresenta un punto delicato per gli spostamenti da e verso l’Ospedale dei Bianchi e per il raggiungimento dell’elisuperficie comunale utilizzata nelle emergenze. L’allungamento dei percorsi e l’utilizzo di strade alternative pongono una questione concreta di efficienza dei soccorsi e di tutela della salute”, dichiarano dal sindacato.
Il tema delle aree interne
Nella nota il problema viene inquadrato in una cornice più ampia.
“I lavoratori della sanità, insieme ai cittadini e alle famiglie, sperimentano quotidianamente gli effetti di questa situazione”, proseguono Badami e Vintaloro.
E aggiungono: “In un’area interna, dove i servizi devono essere difesi e resi accessibili, non possono essere sottovalutati i rischi determinati dall’indebolimento dei collegamenti. La mobilità è parte integrante della qualità dei servizi e delle pari opportunità tra territori”.
La richiesta del tavolo tecnico
Da qui la domanda rivolta alle istituzioni.
“Chiediamo di essere formalmente coinvolte, affinché siano rappresentate le esigenze delle lavoratrici, dei lavoratori e della popolazione. Vogliamo conoscere con chiarezza quali siano gli adempimenti, quali tempi previsti per la ripresa del cantiere e quale sia la data realistica per il ritorno alla piena funzionalità dell’arteria”, affermano i due sindacalisti.
La conclusione fissa il criterio richiesto: “Occorre un impegno immediato e verificabile: Corleone e l’intero comprensorio hanno bisogno di infrastrutture sicure, servizi raggiungibili e collegamenti adeguati, non di ulteriori rinvii”.






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