Il ministro della Difesa Guido Crosetto non ha smentito ma ha fatto qualcosa di diverso, e forse più significativo: ha contestato l’opportunità di pubblicare quella notizia.

È la reazione italiana alla ricostruzione del Financial Times secondo cui l’Iran avrebbe valutato la possibilità di colpire obiettivi militari statunitensi in Europa.

Cosa riferisce il quotidiano

La ricostruzione si basa su due persone indicate come vicine al regime di Teheran.

Secondo quelle fonti, le forze iraniane hanno preso in esame possibili attacchi contro asset statunitensi in Europa meridionale e sud-orientale, in uno scenario condizionato: qualora il presidente Donald Trump decidesse di intensificare il conflitto e di attaccare le infrastrutture iraniane.

I due Paesi citati

L’elenco riportato dal quotidiano contiene due riferimenti precisi.

Il primo è la Bulgaria, che il mese scorso ha autorizzato l’utilizzo della base aerea di Bezmer per il rifornimento in volo di velivoli statunitensi.

Il secondo è Cipro, dove nel mese di marzo una base britannica è stata colpita da un drone.

Il fronte delle infrastrutture

Separatamente, le forze iraniane avrebbero studiato la capacità di colpire i cavi sottomarini in fibra ottica nello Stretto di Hormuz, sempre in caso di ulteriore escalation.

Si tratta di infrastrutture attraverso le quali transita una quota rilevante del traffico dati internazionale.

Le parole delle fonti

Le dichiarazioni raccolte dal quotidiano delineano la posizione attribuita a Teheran.

“Se gli Stati Uniti dovessero spingersi troppo oltre, l’Iran si difenderà a qualsiasi costo, estendendo la sua azione oltre la regione e colpendo anche l’Europa”, ha affermato una delle fonti.

Un’altra ha sostenuto che l’Iran non porrebbe “alcun limite” alla propria risposta a una nuova azione militare statunitense.

Il precedente della Giordania

Nella ricostruzione viene richiamato un episodio specifico.

Si tratta dell’attacco condotto contro una base statunitense in Giordania, costato la vita a tre militari americani. A Teheran viene considerato il più preciso attacco a lungo raggio condotto finora, e quindi una dimostrazione della capacità di colpire obiettivi più distanti.

“Questo era anche un messaggio all’Europa: può essere raggiunta dai missili e quindi deve sapere da che parte stare in questa guerra”, avrebbe dichiarato una delle fonti, avvertendo che un attacco alle infrastrutture iraniane potrebbe portare “la guerra oltre la regione e fino in Europa”.

La risposta del ministro

Interpellato dall’Adnkronos, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha commentato l’indiscrezione, collegando lo scenario alla condotta attribuita a Teheran: “La tattica con cui hanno affrontato la guerra è quella di portare il caos anche verso luoghi e nazioni che non avevano alcun ruolo nel conflitto”.

E ha, quindi, concluso: “Con questa logica nulla è precluso ma se fossi nel FT eviterei di offrire idee e spunti”.

Il contesto italiano

Sigonella

Un chiarimento necessario: nessuna delle ricostruzioni disponibili include installazioni italiane tra i siti esaminati. I riferimenti riguardano esclusivamente Bulgaria e Cipro.

Va, però, ricordato che l’Italia ospita da decenni una rete di installazioni statunitensi e che la Sicilia occupa in quella rete una posizione di rilievo per la propria collocazione geografica al centro del Mediterraneo.

La base di Sigonella, nel Catanese, è il principale presidio dell’isola e uno dei più importanti scali militari statunitensi nell’area mediterranea. Si tratta di un dato strutturale, non di un elemento contenuto nella ricostruzione del quotidiano britannico.

Al momento l’Iran non ha confermato ufficialmente quelle valutazioni.

Secondo una delle ricostruzioni disponibili, l’avvicendamento di figure più oltranziste ai vertici della sicurezza di Teheran indicherebbe che la linea dura resterà prioritaria nelle prossime settimane.