Giovanni Pizzo

Ex assessore della Regione Siciliana, scrivo su vari quotidiani. Laureato in economia e commercio

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A Palermo negli anni ’80 si moriva di piombo, quello di matrice mafiosa, oggi la peste è un’altra, si chiama Ignoranza. È morta una bambina, di difterite per mancanza di vaccinazione, purtroppo dello ZEN, forse il quartiere più simbologico del degrado sociale in Italia. Solo che nessun scrittore palermitano ha lo sguardo che ha usato Saviano per Gomorra. Nessuno, se non per cronaca giudiziaria si avventura per i suoi cortili, per le sue piazze ricolme di rifiuti, per le sue condotte abusive, dentro quelle caserme la cui unica regola è l’ignoranza, vissuta quasi come un rifiuto ideologico del viver civile. In un contesto in cui la dispersione scolastica è massima, in cui c’è un tremendo analfabetismo di ritorno, dove ovviamente nessuno sui social è iscritto alla pagina di Barbero o Angela, ma segue solo neomelodici nei migliori dei casi, in cui pure la ex preside dell’istituto comprensivo è accusata di frode e furto, l’Ignoranza è più forte di tutto, è la molecola originaria della cultura del rifiuto di civilizzazione, della sopraffazione della forza, della pistola infilata nella cintura Gucci falsa, dei motorini elettrici senza casco e targa, delle foto disseminate di cadaveri per incidenti stradali, delle bottiglie incendiarie, del velleitario, fino ad un certo punto, tentativo di terrorizzare tutti a colpi di kalashnikov. Tutto questo grida vendetta al cospetto di Dio, più dei colpi sparati alla chiesa di S.Filippo Neri. Tutto può essere tollerato, ma non la morte per ignoranza di una bambina non vaccinata perché i vaccini portano l’autismo, secondo i genitori. Ma gli uffici sanitari, gli assistenti sociali, il ministero dell’Istruzione esistono a Palermo, di cui lo ZEN è ormai nucleo capitale? E questo non lo diciamo a vanvera perché la Sicilia ha i più bassi indici di vaccinazione pediatrica. Tutto questo perché ciò che è istituzionale, sistemico, indice di civiltà nel Paese, qui viene rifiutato. Perché? Perché siamo ignoranti. E la causa non è la mafia, non giriamoci intorno, è l’ignoranza, un ignoranza diffusa e terrificante, nuova oeste del millennio di cui Samta Rosalia non si occupa, perché coloro che la invocano non gli importa di essere ignoranti. L’ignoranza una volta veniva vissuta con vergogna e umiltà, oggi con indifferente arroganza. In questa Palermo si cercano consensi, ma non libri, voti, ma non percorsi scolastici, stipendi improduttivi, ma non istruzione e formazione. In una Sicilia patrimonio culturale Unesco dove i custodi dei musei hanno la terza media, e nemmeno sanno cosa custodiscono e come si fa. Sono solo precari assunti per clientelismo, e la clientela è più facile con l’ignoranza che con coloro che hanno titoli di studio, regola elementare. Ma per ignoranza i bambini, in una Sicilia che ha tra le più basse aspettative di vita in Italia, per ignoranza muoiono. E la colpa è nostra. Loro sono ignoranti, noi invece li ignoriamo.

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