Notte di paura e tensione all’istituto penitenziario minorile Malaspina di Palermo. E’ stata una lunga notte quella trascorsa nell’istituto penitenziario che ha messo a dura prova la tenuta della struttura e l’incolumità degli operatori.
L’emergenza è scattata attorno alle 21.15 quando nella sezione detentiva è stato appiccato un incendio. Le fiamme e il fumo denso hanno reso necessaria l’immediata evacuazione dell’area interessata, con il temporaneo trasferimento dei reclusi verso le aree destinate ai passeggi per consentire la gestione del rogo e il ripristino delle condizioni primarie di sicurezza.
Le operazioni, che hanno visto l’intervento sul posto di tutto il personale compreso quello libero dal servizio e del centro della giustizia minorile, sono state coordinate dal dirigente del centro, Santino Ippolito, e dalla dirigente di polizia penitenziaria, Stefania Greco. La situazione è apparsa fin da subito complessa, ma i momenti di massima drammaticità si sono registrati verso le 22:45, durante le delicate fasi di rientro dei detenuti nelle celle.
In quel contesto due agenti della polizia penitenziaria sono stati aggrediti. Entrambi sono stati trasportati d’urgenza in ospedale e dimessi dopo gli accertamenti sanitari con prognosi rispettivamente di 5 e 10 giorni salvo complicazioni. A questi si aggiungono altri tre poliziotti penitenziari che, a causa dell’inalazione dei fumi sprigionati dal rogo, hanno dovuto ricorrere al trattamento in camera iperbarica. Il bilancio complessivo della notte parla dunque di cinque operatori finiti in ospedale.
I segretari generali regionali della Sicilia di OSAPP (Dario Quattrocchi), UIL F.P. Polizia Penitenziaria (Gioacchino Veneziano), USPP (Francesco D’Antoni) e FNS CISL (Salvatore Turco) hanno espresso la più sincera vicinanza e sostegno al personale dell’IPM di Palermo. Le organizzazioni sindacali hanno rimarcato come l’intervento tempestivo abbia evitato conseguenze ben più gravi per l’incolumità di tutti i presenti.
L’episodio ha tuttavia riaperto le polemiche sulle storiche criticità organiche e strutturali della struttura. Gli agenti di turno dalle ore 15:00 hanno dovuto proseguire il servizio ben oltre il proprio orario di lavoro e, nelle prime ore successive all’evento, non risultavano unità sufficienti per garantire un idoneo avvicendamento. La continuità del servizio è stata assicurata solo grazie alla collaborazione del provveditorato regionale, che ha messo a disposizione personale proveniente dalle carceri di Pagliarelli e Ucciardone.
I sindacati pongono inoltre l’accento sulla gestione di alcuni reclusi già protagonisti in passato di comportamenti fortemente problematici. A fronte di tali pregresse criticità e di una situazione strutturale definita inadeguata, non risultava ancora formalizzata una richiesta di allontanamento dall’istituto.
Alla luce di questi fatti, OSAPP, UIL FP PP, USPP e FNS CISL hanno proclamato ufficialmente lo stato di agitazione. Le sigle chiedono l’immediata chiusura del carcere minorile di Palermo e la contestuale ristrutturazione del plesso, ritenuta misura fondamentale per garantire condizioni di lavoro finalmente compatibili con la sicurezza degli operatori e con la delicata funzione istituzionale affidata all’istituto.






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