Fabio Grossi era romano, ma alla Sicilia aveva dedicato quattro lavori in dieci anni. L’ultimo era un documentario sull’occupazione giovanile nell’Isola. Il regista e attore, compagno di Leo Gullotta dal 1980 e unito civilmente a lui nel 2019, è morto a Roma il 24 agosto. Aveva 68 anni.

I quattro lavori siciliani

Il legame con l’Isola comincia nel giugno 2003 e passa da Gullotta, catanese.

Il primo titolo è “Lapilli – Suoni e voci dall’isola”. Grossi lo mette in scena con l’attore protagonista e con l’ensemble musicale degli Al Qantarah.

Nell’estate 2009 arriva “Minnazza”, che il sottotitolo definisce un viaggio nella letteratura siciliana. In scena, accanto a Gullotta, tre maestri fisarmonicisti.

Nel 2012 la produzione si sposta a Catania. Grossi dirige “Sogno di una notte di mezza estate” con Gullotta, in un allestimento realizzato con il Teatro Stabile.

Il documentario sui giovani dell’Isola

L’ultimo capitolo siciliano non è uno spettacolo.

Nel 2013 Grossi dirige “Un sogno in Sicilia”, un documentario che affronta la situazione artistica e occupazionale giovanile della regione.

È il lavoro che chiude un percorso durato dieci anni, cominciato con la musica popolare e arrivato all’inchiesta sul territorio.

Dalla commedia sexy al cinema d’autore

Il percorso di Grossi era però cominciato altrove, e in un genere lontanissimo.

Il debutto sul grande schermo è del 1981, con “Mia moglie torna a scuola”. Da lì entra nel filone della commedia sexy, in film come “I fichissimi” di Carlo Vanzina, “W la foca”, “Pierino contro tutti”, “I carabbimatti” e “L’onorevole con l’amante sotto il letto”.

Lo dirigono i registi di riferimento del genere: Mariano Laurenti, Nando Cicero, Giorgio Capitani, Giuliano Carnimeo e Marino Girolami.

La svolta è del 1988, quando recita in “Scugnizzi” di Nanni Loy. Da quel momento si dedica a un cinema di altra natura, con “Vajont”, “Fatti della banda della Magliana” e “L’amico di famiglia” di Paolo Sorrentino.

Nel 2014 è nel cast di “Più buio di mezzanotte” di Sebastiano Riso, presentato al Festival di Cannes nella sezione Semaine de la Critique.

Gli anni della televisione

Negli anni Ottanta la sua presenza in tv è costante. Lavora con Romolo Siena, Giancarlo Nicotra, Nanni Loy e Renzo Arbore.

Debutta nel 1980 proprio con Nicotra, nel programma “Black Out”. Seguono “Signori si parte”, “Happy Circus”, “Che fai… ridi?!”, “Sotto le stelle”, “Crazy Boat” e “Candid Camera Show”.

Nella fiction compare in “Le ragazze di Piazza di Spagna”, “La dottoressa Giò”, “Commesse 2” e “La tassista”, oltre ad alcuni film per la televisione come “Il tesoro di Damasco”, “Gioco di specchi” e “Dio ci ha creato gratis”.

Nella stagione 2002/2003 partecipa all’ottantatreesimo episodio de “La squadra” su Rai 3, ed è personaggio fisso nel ruolo di Tancredi nella fiction di Rai 2 “Cinecittà”, per la regia di Alberto Manni.

Nel 2004 recita in “Un ciclone in famiglia”, diretto da Carlo Vanzina. L’anno successivo è nella produzione spagnola di Antena 3 “Los Borgia”, regia di Antonio Hernández, nel ruolo del cardinal Riario. Nel 2008 è il professor Picone nel film tv di Canale 5 “‘O professore”, per la regia di Maurizio Zaccaro.

L’attore di teatro prima del regista

Il palcoscenico arriva prima di tutto il resto. Grossi comincia da giovanissimo, con lezioni private.

Il debutto teatrale è del 1977, a diciannove anni, proprio con “L’uomo, la bestia e la virtù” diretto da Edmo Fenoglio. Con lo stesso regista lavora l’anno dopo ne “Le pillole di Ercole”.

Nel 1979 è diretto da Luca Ronconi ne “L’uccellino azzurro”. Nei due decenni successivi prende parte a numerosi spettacoli come attore, tra cui “Ti aspetto stanotte”, “Le prix Martin”, “Splendori e miserie del camerino numero 1”, “Pamela”, “Vecchio copione di varietà”, “Miseria bella”, “Guerra”, “Tre veleni rimesta”, “Pace”, “Vaudeville” e “Il signor Popkin”, diretto tra gli altri da Virginio Puecher e Beppe Navello.

Nel 1997 recita in “Amleto” e in “Edipo re”, entrambi diretti da Alberto Di Stasio.

Nella stagione 2003/2004 è er Palletta in “Chiacchiere e Sangue – i fatti della banda della Magliana”, diretto da Daniele Costantini. Da quell’opera teatrale nascerà il film.

Nel 2007, al Teatro Globe di Roma e per la regia di Riccardo Cavallo, interpreta Puck nel “Sogno di una notte di mezza estate”.

Il passaggio alla regia

Nei primi anni Duemila Grossi si concentra sulla regia e sulla drammaturgia.

La prima produzione letteraria è “Ecce Homo”, una rappresentazione della passione costruita su una laude umbra del Duecento.

Nel 2000, al Piccolo Eliseo di Roma, scrive e dirige “Figlio di madre vedova”, spettacolo sulla tragedia sofoclea di Edipo e Giocasta.

Nell’estate 2004 cura l’allestimento di “Prima della guerra” di Giuseppe Manfridi, di cui è anche ideatore dell’omonimo progetto di multimedialità, con debutto nel sito archeologico del Polo Museale dei Mercati di Traiano. Nello stesso autunno firma in Abruzzo “Gadda 70 anni dopo”, con Gullotta e il maestro Luis Bacalov.

Pirandello, Shakespeare e Mozart

Nella stagione 2005/2006 dirige per il Teatro Eliseo “L’uomo, la bestia e la virtù” di Luigi Pirandello, lo stesso testo del suo debutto d’attore, con Gullotta protagonista.

Nel 2008 lavora al Teatro Globe di Villa Borghese, sotto la direzione artistica di Gigi Proietti, con “La commedia degli errori” di Shakespeare. Nello stesso anno firma “Il piacere dell’onestà” di Pirandello, spettacolo di apertura di stagione all’Eliseo con Gullotta, poi in tournée in tutta Italia nel 2009/2010.

Nel marzo 2010 scrive e dirige “Papageno e il flauto magico”, una rilettura personale dell’opera di Mozart. Nell’estate dello stesso anno arriva “Le allegre comari di Windsor”, con Gullotta nei panni di Falstaff: uno spettacolo che raccoglie numerosi riconoscimenti e un successo commerciale.

Gli ultimi lavori in teatro

Per la stagione 2013/2014 porta all’Eliseo “Prima del silenzio” di Giuseppe Patroni Griffi.

Nella stessa stagione firma “L’enigma dell’amore”, spettacolo monografico su Karl Heinrich Ulrichs, di cui cura regia e drammaturgia insieme a Saverio Aversa.

Quarantasei anni insieme

Grossi era dichiaratamente omosessuale. La relazione con Leo Gullotta era cominciata nel 1980, lo stesso anno del suo debutto televisivo.

I due si sono uniti civilmente nel 2019.

Il sodalizio artistico, quello che ha portato Gullotta da Pirandello a Shakespeare e la firma di Grossi in Sicilia, è arrivato molto più tardi. Ma è durato dieci anni e ha lasciato quattro titoli legati all’Isola.