143 milioni di euro. Tanto è costato il primo traghetto pubblico siciliano. la Regione ha fatto questo passaggio commissionando non una ma due navi per migliorare i collegamenti con le isole minori. Proprio questa estate il Costa I di Sicilia è entrato in servizio e collega Porto Empedocle a Lampedusa ma dopo i primi viaggi esplode la polemica con al centro le sue imponenti dimensioni (circa 140 metri) e la presunta inadeguatezza degli approdi di Lampedusa. Mentre il governo Schifani difende l’investimento, le opposizioni sollevano dubbi sulla compatibilità strutturale e sull’opportunità economica dell’opera.

L’attacco delle opposizioni: “Nave sovradimensionata e costi gonfiati”

I deputati regionali Ismaele La Vardera prima e Davide Faraone poi hanno criticato l’investimento di circa 143 milioni di euro (inclusi 8 milioni di varianti). Faraone ha messo in dubbio la progettazione, suggerendo che navi più piccole sarebbero state più funzionali, sollevando dubbi sulla compatibilità operativa. Per Faraone, in particolare, a dimostrare questo “errore” ci sarebbe il fatto che il traghetto non attracca agli approdi tradizionali ma a cala Pisana.

Il sindaco Mannino smorza i toni: “Cala Pisana è una scelta strategica”

La prima risposta arriva dal sindaco di Lampedusa, Filippo Mannino, che difende l’operatività della nave, garantendo la regolarità degli attracchi anche a Cavallo Bianco oltre che a Cala Pisana. Quest’ultima è stata indicata come scelta strategica per decongestionare il centro abitato, gestendo le manovre in coordinamento con l’Enav, similmente a quanto avvenuto in passato. Il riferimento è al fatto che quando la nave è in porto (succede anche con la nave cisterna per l’acqua potabile) gli aerei non possono atterrare perché la vetta dei natanti è lungo il corridoio di discesa verso il piccolo aeroporto dell’Isola.

Il contrattacco di Aricò: “Polemiche false, siete nemici della Sicilia”

L’assessore alle Infrastrutture, Alessandro Aricò, ha risposto con fermezza, definendo le critiche “non vere” e difendendo la gestione del servizio. Aricò ha accusato i detrattori di voler danneggiare il turismo e la reputazione della Sicilia, lanciando una sfida per una verifica a bordo a metà settembre.

La controreplica di Italia Viva: “Arrampicata sugli specchi, quel molo è degradato”

La replica di Italia Viva, per voce di Fabrizio Micari, insiste sulla precarietà dell’approdo alternativo di Cala Pisana, descritto come un pontile degradato e inidoneo per una nave di tali dimensioni. Il dibattito si concentra ora sulla sostenibilità dell’investimento, con la promessa di una verifica ad alta tensione il prossimo mese.

Aricò non ci sta: “Andiamo insieme a verificare”

“Prima di lanciare accuse, sarebbe molto più serio conoscere direttamente la realtà. Per questo faccio una proposta concreta: intorno alla metà di settembre invito tutti coloro che oggi sollevano dubbi o mettono in discussione il progetto a fare insieme a me una tratta della Costanza I. Saliremo a bordo, vedremo il servizio con i nostri occhi e parleremo con chi quotidianamente ci lavora. Darò inoltre mandato agli uffici dell’assessorato – conclude Aricò – di mettere a disposizione, per quella traversata, tutta la documentazione che verrà richiesta e che potrà essere resa disponibile. Non abbiamo nulla da nascondere e non abbiamo paura del confronto, purché avvenga su documenti e dati e sulla realtà dei fatti. Chi vuole verificare e leggere i documenti venga a bordo. Ma basta con le campagne che trasformano ogni iniziativa della Regione in un pretesto per raccontare una Sicilia che non esiste. La nostra Isola ha bisogno di infrastrutture, lavoro e soluzioni concrete. E chi lavora per realizzarle merita rispetto”.