Il mare cristallino della costa aretusea, le bellezze barocche di Ortigia e il pienone record registrato in questa caldissima estate fanno da contraltare al rovescio della medaglia: il mercato sommerso degli affitti brevi. Una giungla di appartamenti turistici, bed and breakfast e case vacanze sfuggiti sistematicamente ai radar del fisco.

I numeri dell’evasione

È il bilancio tracciato dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Siracusa, che nel pieno della stagione turistica ha concentrato il proprio bersaglio su uno dei settori trainanti dell’economia locale. Una campagna di controlli massicci e mirati, condotta con tecniche d’avanguardia e analisi di rischio finanziario, ha portato alla luce un volume impressionante di redditi non dichiarati: quasi un milione di euro complessivi, occultati alle casse dello Stato.

I controlli sulle piattaforme

Alla base dell’operazione non c’è il caso fortuito o il classico esposto anonimo, ma un lavoro di intelligence digitale. I finanzieri hanno incrociato una mole oceanica di dati: dalle tracce lasciate sul web e sulle piattaforme di prenotazione online fino alle recensioni sui social network, confrontate puntualmente con le banche dati fiscali in uso al Corpo. Un monitoraggio incrociato che ha permesso di smascherare quei proprietari e gestori convinti di poter eludere gli obblighi tributari approfittando della frenesia estiva.

La stretta della Finanza

I numeri parlano chiaro: nel corso delle oltre cinquanta ispezioni eseguite sul territorio provinciale, le Fiamme Gialle hanno scovato incassi occultati per oltre 800 mila euro, a cui corrisponde un’evasione d’imposta superiore ai 200 mila euro. Somme sottratte alla collettività che avrebbero dovuto alimentare i servizi pubblici e sostenere il tessuto economico sano della provincia.

“In alcuni casi i contribuenti, una volta convocati per l’apertura del controllo ed essendo ancora nei termini di legge” spiegano dalla Finanza.

Concorrenza sleale

L’inchiesta economica evidenzia inoltre come il fenomeno dell’abusivismo e dell’evasione nel settore extralberghiero rappresenti non solo un danno erariale ingente, ma anche una forma di sleale concorrenza nei confronti delle migliaia di operatori turistici e albergatori che rispettano regolarmente le regole e assolvono agli obblighi fiscali.