Il direttore della Cia John Ratcliffe è andato a Mosca per dire ai russi di non toccare i Paesi Nato. Lo ha scritto il Wall Street Journal, citando fonti informate sulla prima visita nota del capo dell’intelligence statunitense nella capitale russa. Il Cremlino ha poi confermato che l’incontro con gli omologhi russi si è tenuto. Dietro quel viaggio, scrive il quotidiano americano, ci sono nuove valutazioni dell’intelligence di Washington. Vladimir Putin potrebbe saggiare la tenuta dell’Alleanza atlantica con un attacco limitato contro uno dei suoi membri nei prossimi anni.
La visita di Ratcliffe è durata poche ore. La precedente risaliva al 2021, prima dell’invasione su larga scala, e appena un mese fa il direttore della Cia era stato ricevuto a Kiev da Volodymyr Zelensky.
Il messaggio consegnato a Mosca
L’avvertimento americano non riguarda l’Ucraina, o non soltanto. Riguarda l’articolo 5 e la reazione dell’Alleanza a un’aggressione contenuta. Un attacco sotto la soglia che imporrebbe una risposta militare collettiva. È lo scenario che circola da tempo negli ambienti dell’intelligence occidentale. Ora, stando al Wall Street Journal, ha portato Washington a fissare un limite.
Sul tavolo della stessa giornata c’era anche il dossier degli scambi di prigionieri, con Mosca e Kiev al lavoro su un’operazione descritta come consistente.
Londra prepara i cittadini
L’ipotesi non resta chiusa nelle stanze dei servizi. Nel Regno Unito il governo ha aggiornato le indicazioni alla popolazione in caso di emergenza, comprese le scorte di cibo in scatola e acqua. È un manuale di protezione civile che diversi Paesi europei hanno riscritto negli ultimi anni. A Londra torna in circolazione proprio mentre si parla apertamente di escalation russa.
Fedorov: “Sembra che stiamo lentamente perdendo”
Dall’altra parte del fronte arriva l’ammissione che pesa di più. Mykhailo Fedorov è uno degli uomini che hanno costruito la strategia ucraina degli attacchi a lungo raggio con i droni. Ha parlato con la Reuters. E ha usato parole che a Kiev nessuno pronuncia in pubblico: “Credo che ora ci troviamo a un punto di svolta che determinerà la nostra traiettoria futura, ma sembra che stiamo gradualmente, lentamente perdendo”.
Secondo Fedorov il Paese conserva “ogni possibilità” di vincere, ma ha davanti pochi mesi per prendere le decisioni capaci di ribaltare la situazione. Nella stessa intervista ha accusato il governo in carica di non avere una visione d’insieme sul modo di vincere la guerra e di non saper innovare. Poi ha puntato il dito su corruzione radicata, reti clientelari e scarsa indipendenza delle istituzioni.
Molti osservatori hanno letto quelle dichiarazioni come una candidatura indiretta al dopo Zelensky.
Zelensky al fronte: “Rafforziamo il Donetsk”
Il presidente ucraino ha risposto sul terreno che gli è più congeniale. Quello della visita ai reparti. È andato nella regione di Zaporizhzhia con il comandante in capo delle Forze armate Mykhailo Drapatyi.
“Oggi sono con i nostri combattenti che difendono settori estremamente difficili del fronte. Le nostre posizioni nella regione di Donetsk saranno rafforzate con due gruppi di forze riorganizzati, che saranno comandati dagli Eroi dell’Ucraina Denys Prokopenko e Andriy Biletsky“.
Zelensky ha ringraziato i militari per aver combattuto “con orgoglio e resilienza” in oltre quattro anni di guerra, aggiungendo: “Questa è la ragione principale per cui l’Ucraina esiste e vive”. Ha poi rivendicato i risultati ottenuti a Zaporizhzhia, nel Donetsk, a Dnipro e in altri settori, definendo la controffensiva di Oleksandrivskyi “una delle nostre operazioni storiche, che ci ha permesso di dimostrare che gli ucraini sanno come raggiungere i propri obiettivi e come infliggere perdite significative ai russi”.
Il Mar Nero torna al centro
Mentre a Mosca si parlava di Nato, i droni russi colpivano il porto di Izmail, nella regione di Odessa. Il ministero della Difesa russo ha rivendicato l’attacco con una nota.
“Droni d’attacco hanno colpito nel porto di Izmail una nave portarinfuse che trasportava materiale militare destinato all’Ucraina e tre serbatoi di carburante destinati alle Forze armate ucraine, oltre a infrastrutture portuali utilizzate per lo scarico di materiale militare”.
Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha denunciato al collega francese Jean-Noel Barrot che la Russia sta intensificando gli attacchi nel Mar Nero. Le ricadute pesano sull’economia ucraina in piena stagione di raccolto dei cereali. Da parte sua Sergei Lavrov, in una telefonata con l’egiziano Badr Abdelatty, ha espresso preoccupazione per gli attacchi ucraini contro navi civili e infrastrutture energetiche russe. È il corridoio che porta il grano verso il Mediterraneo, e ogni colpo su quelle banchine si sente lungo tutta la rotta.
Un oggetto volante sopra la Moldova
Nel pomeriggio di giovedì il ministero della Difesa moldavo ha segnalato l’ingresso non autorizzato di un oggetto volante nello spazio aereo nazionale, rilevato alle 17.38 nella zona di Palanca, distretto di Stefan Voda, “in seguito ad attacchi aerei condotti oggi dalla Federazione Russa contro l’Ucraina”. Cinque minuti dopo l’oggetto ha superato di nuovo il confine rientrando in territorio ucraino, nella località di Gradinita, regione di Odessa.
Chisinau ha fatto sapere che il monitoraggio dello spazio aereo prosegue insieme ai partner.
I 44 Paesi e la carta cinese
Sul fronte diplomatico Zelensky ha ringraziato su X i 44 Paesi che, insieme all’Unione europea e al Consiglio d’Europa, hanno illuminato di giallo e blu monumenti ed edifici simbolo per il Giorno dell’Indipendenza ucraina. Fra questi c’è anche l’Italia.
Un ringraziamento particolare è andato a Xi Jinping per gli auguri inviati in occasione dei 35 anni dall’indipendenza: “Contiamo su un forte ruolo diplomatico della Cina per porre fine alla guerra della Russia contro il nostro Paese”.
Restano da capire i contenuti esatti del colloquio di Mosca, che né Washington né il Cremlino hanno dettagliato.






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