Ventidue concerti, otto spazi, quattro giorni. Dal 3 al 6 settembre il centro storico di Palermo ospita la prima edizione di Palermo Sound, festival diffuso promosso da Palermo Sound Records S.r.l. con la direzione artistica di Pietro Settimo Semilia e Francesco Cammalleri. Non c’è un palco principale: i concerti si spostano di spazio in spazio seguendo la progressione oraria delle giornate, e il pubblico cammina.

Gli otto luoghi della programmazione dal vivo sono Casa Professa, il Noviziato dei Crociferi, Palazzo Bonocore, il Complesso dello Spasimo, l’Ecomuseo Mare Memoria Viva, il Bellini, e i due bar che dal tardo pomeriggio ospitano concerti, Monkey e Coquette.

Si apre a Casa Professa con il pianista cubano Jorge Luis Pacheco

Il primo concerto è giovedì 3 alle 19.00 a Casa Professa. Sul palco Jorge Luis Pacheco, pianista, compositore e cantante cubano che tiene insieme ritmi afro-cubani, jazz moderno, scrittura classica e soul. Ha vinto due premi al Montreux Jazz Piano Solo Competition 2014, presieduto da Quincy Jones, ha debuttato in solo al Lincoln Center nel 2015 e ha collaborato con Wynton Marsalis, Snarky Puppy, Gonzalo Rubalcaba e con musicisti del Buena Vista Social Club. Il concerto è una co-produzione di Palermo Sound e The Brass Group, realizzata in partnership con la Chiesa del Gesù di Casa Professa.

La stessa sera, alle 21.00 al Noviziato dei Crociferi, suona Niveo. Autodidatta, arrivato alla scrittura durante il lockdown del 2020 e alle prime esibizioni per strada a Lucca, è passato da Amici nel 2022 con Scarabocchi, ha firmato nel 2024 con ADA / Warner Music Italy e ha aperto due date di Laura Pausini all’Unipol Forum. Due modi molto distanti di stare su un palco, nella stessa serata inaugurale.

Il jazz allo Spasimo e nei bar del centro

Venerdì 4 alle 21.00, al Complesso dello Spasimo, Alessandro Presti presenta Music for Voice, Winds and Strings. Trombettista del Roberto Gatto Quartet dal 2014, premiato da Musica Jazz nel 2022 come miglior nuovo talento del jazz italiano, nel 2024 ha registrato a Praga con la Czech National Symphony Orchestra Otosfera, per tromba e orchestra sinfonica. Insegna tromba jazz a Siena Jazz e al Conservatorio di Bologna. Il progetto nasce dalla co-produzione fra The Brass Group, Insulae Lab di Paolo Fresu e Palermo Sound.

Al Monkey e a Coquette il programma punta sulle formazioni. Gianni Gebbia, sassofonista palermitano con una carriera internazionale, porta a Coquette sabato 5 la respirazione circolare che è la sua cifra distintiva e i flauti indiani entrati negli ultimi anni nel suo repertorio. Carla Restivo, formata tra il Conservatorio Scarlatti di Palermo e il Berklee College of Music, dove è stata primo sax alto nell’ensemble di Terence Blanchard, guida il suo quintetto al Monkey la stessa sera.

Giorgia Meli apre il festival a Coquette giovedì 3 alle 18.00: ha studiato con Norma Winstone e ha vinto il premio del pubblico al Premio Massimo Urbani accompagnata dal trio di Stefano Bollani. Nello stesso spazio, alle 19.45, suona Mike Mazzari, formato alla Scuola Civica di Jazz di Milano e per undici anni di base a Berlino.

Completano il quadro le formazioni che lavorano su repertori definiti. Il Two Giants Trio di Luca Mazzola, Alberto Petrigno e Federico Chisesi recupera gli small combo degli anni Quaranta e Cinquanta, da Fats Waller ai Big Three Trio. Il Roberta Sava Quartet attraversa la tradizione swing americana con Swing in My Soul. Il Qanat Trio alterna scrittura colta e improvvisazione jazzistica. Arabella Rustico, contrabbassista e cantante oggi di base a Roma, torna in Sicilia venerdì 4 con Sicilian Meeting, insieme ad Andrea Sampino, Vincenzo Capuano e Simone Rumolo. Lo stesso giorno Maddalena Martorana presenta 4 Souls, quartetto che mette in dialogo Pino Daniele, Mia Martini, Ornella Vanoni e Antônio Carlos Jobim.

Chris Obehi, la Nigeria e Rosa Balistreri

Venerdì 4 alle 21.00, a Palazzo Bonocore, suona Chris Obehi con la sua full band. Nato in Nigeria nel 1998, si stabilisce a Palermo e incontra la musica di Rosa Balistreri: la sua versione di Cu Ti Lu Dissi raccoglie milioni di visualizzazioni. Nel 2019 vince la Targa SIAE Giovane Autore a Musica Contro Le Mafie, nel 2022 registra a Lagos, con gli Egypt 80 di Seun Kuti, l’album Actions And Consequences.

Al Monkey, giovedì 3 alle 19.45, Jerusa Barros, capoverdiana di nascita e siciliana di adozione, intreccia sonorità lusofone e mediterranee accompagnata da Alessandro Venza alla chitarra e Federico Mordino alle percussioni. Venerdì 4 alle 21.30, sempre al Monkey, i Pacha Kama, progetto italo-argentino nato a Palermo, portano un repertorio costruito su cumbia colombiana, son cubano e chacarera argentina. Sabato 5 alle 18.00 è la volta di Guna & Trinidad En Vivo.

Elettronica e ricerca al Noviziato dei Crociferi

Venerdì 4 alle 21.00 il Noviziato dei Crociferi ospita tre membri del Minus Collettivo. Milena Punzi Anfossi è violoncellista, compositrice e performer audiovisiva, e unisce violoncello, elaborazione elettronica, improvvisazione e narrazione visiva. Simone Faraci, compositore e improvvisatore di base a Bologna, insegna Composizione Musicale Elettroacustica al Conservatorio di Bologna, ha fondato Minus Collettivo nel 2017 e collabora dal 2019 con il Tempo Reale Electroacoustic Ensemble. Federico Pipia, compositore, regista e sound artist, è dottorando in Sound and Performance Studies al Conservatorio di Bologna e ha presentato i suoi progetti tra Triennale Milano, Montreux Jazz Festival, Teatro Comunale di Bologna e Teatro Biondo.

Sabato 5 alle 19.00, nello stesso spazio, Yulan porta un alt-pop di paesaggi sonori eterei attraversati da sfumature elettroniche, costruito su testi essenziali e su un immaginario legato alle sue origini multiculturali: ha esordito con Sony Music China e nel 2025 ha pubblicato l’EP I’m a Song That You Never Learned to Sing. Alle 21.00 arriva Alessio Masi, siciliano, diplomato alla Manhattan School of Music e al Conservatorio Cherubini di Firenze, che si è esibito alla Fenice, al Maggio Musicale Fiorentino e al Teatro Antico di Taormina e pubblica nel 2026 per PARMA Recordings un album di composizioni originali ispirate alla sua infanzia siciliana.

La stessa sera, a Palazzo Bonocore, il quintetto Barone guidato da Vito Barone presenta l’album Jazz…, con riferimenti dichiarati a Jeff Beck, Gabor Szabo e Radiohead.

Palermo Sound Off, con Fabrizio Bosso all’Ecomuseo

Accanto al programma del festival, la sezione off raccoglie appuntamenti organizzati da altre realtà. All’Ecomuseo Mare Memoria Viva, venerdì 4 alle 21.30, suona il Fabrizio Bosso Spiritual Trio, in un appuntamento organizzato da Tatum e promosso da Palermo Sound. La formazione è attiva dal 2011, con Alberto Marsico all’organo Hammond e Alessandro Minetto alla batteria, e conta quattro album in studio fino a Welcome Back (Warner Music Italy, 2025). Il repertorio attraversa la cultura afroamericana dalle radici della black music al soul, con la tromba che fa le veci della voce.

Sabato 5 L’Ascensore ospita l’action di Demetrio Di Grado e il midissage di Mina Enowaki, con Danilo Rispoli live e Beat Coins in consolle.

PMOS Invites: le notti al Kalhesa e ai Candelai

Quando i concerti finiscono, il programma prosegue fino alle 5.00 al Kalhesa e ai Candelai. PMOS Invites è il format delle club night, con crew e selector palermitani in consolle insieme a ospiti internazionali.

Venerdì 4 al Kalhesa apre Sassy J, dj, curatrice e artista visiva svizzera che da due decenni guida la serata Patchwork. I suoi set montano rarità da negozi di dischi e tracce inedite di collaboratori, e l’hanno portata dal Panorama Bar a Dekmantel fino al Rainbow Disco Club in Giappone. Sulla sua etichetta ha pubblicato le compilation Patchwork (2019) e A Sanctuary (2025); come artista tessile ha esposto al Landesmuseum di Zurigo. Con lei Massimo Napoli, dj e produttore catanese attivo dai primi anni Novanta, per oltre un decennio resident e curatore di Home, dove ha diviso la consolle con Moodymann, Osunlade, Gilles Peterson e Theo Parrish. Chiude CSS, progetto di Gabriele Giannetto, direttore artistico del Nomad Music Festival.

La stessa sera ai Candelai suonano Munir Nadir, nato a Khourigba in Marocco e cresciuto a Torino, percussionista prima che dj e dal 2013 resident di Outcast, e Paul Lution, il cui set analogico tra acid, techno ed electro è costruito con laptop, drum machine e pochi synth e campiona voci da trasmissioni NASA, Neil deGrasse Tyson e Margherita Hack per parlare di inquinamento dello spazio.

Sabato 5 il Kalhesa ospita Christian AB, che intreccia house, techno, breaks ed electro e ha pubblicato su Faith Beat e Timeless. All’1.00 arriva BOBBY., dal 2019 resident del Fabric di Londra e figura dell’Houghton Festival, che nel 2017 ha fondato l’etichetta e la soirée Pleasure Club, oltre venti release, con produzioni e remix usciti anche su Cabaret Recordings, 2020 Vision e Fabric Records. Ad aprire la serata è Camallo, co-fondatore di Castigamatti e collezionista di dischi.

Ai Candelai, Chris Gorrie, scozzese-italiano di base a Madrid dove dal 2018 organizza gli eventi Quinoa Experience e cura l’etichetta in vinile Quinoa Cuts, porta un set che passa dall’electro trancey a derive dubby e italo retro-futuriste. Con lui Mari.te, venezuelana, dal 2018 in Spagna, dove gestisce l’etichetta Tresydos.

Listening session, navetta e mostre: il festival occupa la giornata

Dalle 18.00 alle 22.30 le listening session animano i bar del centro storico con dj set e selezioni curate dai collettivi cittadini: Subterranea al Chiasso, Sonos al Link, Dreema e Rawchic Collective alla Cartari Locanda, Outcast e Discoslice alle Officine Bellotti, Terrasonora e Palermo Calmati al Botanico, Quinoa Experience e Obliq Records al Punk Funk, Soletronica alla Ferramenta, Creature ai Giudici, il Bangover Crew Showcase alla Cavallerizza Sambuca, tra gli altri. Venerdì 4 Casa Sentimiento porta il suo formato a Radici.

Anche gli spostamenti entrano nel programma. Una navetta gratuita di AMAT, partner di mobilità del festival, ospita set a bordo: venerdì 4 suonano Vincenzo Messana, Pietro Settimo e ASH, sabato 5 Federico Terracina, Camallo e Capaki.

Le Officine Bellotti ospitano per tutti e quattro i giorni l’exhibition Ritmografica di Riccardo Corda. Il rifugio antiaereo di Palazzo Castelnuovo accoglie l’installazione sonora Qanāt di Federico Pipia. Al Giardino dei Giusti è visitabile l’installazione Unter die Haut di Guido Filosto. Da Ojdà è allestita, tutti e quattro i giorni dalle 10.00 alle 22.00 e a ingresso libero, una mostra fotografica dell’archivio Palermo Sound, esito di una pratica partecipata con Kamera Photo Lab che ha condotto un workshop di fotografia con editing sul tema “Che suono ha la città”.

Due mattine di incontri sulla città

Le giornate si aprono al Giardino dei Giusti, che funziona da hub del festival con punto informazioni e luogo di ritrovo. Giovedì 3 alle 9.00 l’incontro La Città in transizione mette a confronto le filiere dell’energia e della mobilità sul lato dei costi d’impresa: tempi reali di rientro, elettrificazione delle flotte, incentivi disponibili, con casi siciliani e un orizzonte di ventiquattro mesi.

Venerdì 4 alle 9.30 Costruire Palermo porta allo stesso tavolo amministrazione, università, giovani imprenditori e i vertici di ANCE per discutere di regole, capitali e competenze necessari a rendere la rigenerazione del centro storico un modello ripetibile. L’intervento di Mentis Lab porta l’intelligenza artificiale alla scala della micro e piccola impresa siciliana, con il progetto digitale del festival come caso studio.

Come si accede e quanto costa

Le listening session sono a ingresso libero. I concerti nelle live venue e le serate nei club sono a pagamento, con biglietti su Resident Advisor. Il festival si estende su oltre venti spazi del centro storico, e la loro distribuzione disegna un percorso che il pubblico attraversa seguendo gli orari.

Domenica 6 il programma si chiude con due appuntamenti agli antipodi: alle 6.00 di mattina un set che è anche un viaggio sonoro, quello di z:d, da Graziano al Mare al Molo Sant’Erasmo, e alle 18.30 il dj set di Alci al Bellini.