Una rissa o uno scontro per il controllo del territorio di spaccio o ancora una vendetta personale o familiare fra gruppi criminali diversi. La squadra di Palermo indaga sulla sparatoria di ieri allo zen 2 di Palermo nella ormai tristemente nota via Rocky Marciano. Due colpi sono stati esplosi all’indirizzo di casa di un uomo ai domiciliari, Pietro Rappa. Uno dei due proiettili ha scalfito la porta dell’abitazione.
Cosa è successo subito prima o subito dopo?
Ma prima o dopo quella che dovrebbe essere una intimidazione in zona è successo altro. Ne sono convinti gli investigatori della squadra mobile di Palermo che ritengono di aver collegato questo fatto ad un altro episodio. Poco dopo la sparatoria un altro giovane si è presentato al Pronto soccorso con una ferita da taglio. Abita in via Costante Girardengo poco distante dal luogo della sparatoria ed ha raccontato di essersi ferito cadendo su dei cocci di vetro rotti. una versione che non convince. secondo gli inquirenti sarebbe rimasto ferito da un fendente nella stessa vicenda. Nel pianerottolo tracce di sangue ripulite con uno straccio e addosso al padre di Rappa, anche lui abitante poco distante, tracce di sangue sui pantaloni. Tutti hanno una spiegazione ma gli inquirenti non se ne convincono.
Il quadrilatero dei casermoni
Il quadrilatero di strade è lo stesso dove a Ferragosto è stato ucciso un uomo che aveva sorpreso ladri in garage e il quartiere è da un anno teatro di una faida per il gioco d’azzardo e per la droga che ha portato anche a intimidazioni a colpi d’arma da fuoco anche contro la chiesa. Tensioni che si sono sviluppate nei mesi e che hanno portato a indagini, a seduta della Commissione regionale antimafia nel quartiere, ad azioni di contrasto sociale e non soltanto repressivo. Ma si tratta, comunque, di un territorio difficile dove anche gli inquirenti si muovono con circospezione nel corso delle loro stesse indagini






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