Ossa umane dentro un bidone della spazzatura, all’interno del cimitero comunale di Marsala. Due teschi e alcune arti. A documentarlo è una fotografia finita su Facebook e poi rimbalzata sui social. A rendere pubblica la vicenda è stata la consigliera comunale di maggioranza Eleonora Milazzo, che ha postato l’immagine sul proprio profilo insieme a un commento. Il Comune ha parlato di “profondo sconcerto e ferma condanna”. Ha attivato la polizia municipale. E ha aperto un’interlocuzione con la ditta esterna a cui erano affidate le operazioni di estumulazione in corso nel cimitero.
C’è però un elemento che complica la ricostruzione: gli agenti, arrivati sul posto, non hanno trovato quei resti.
La denuncia della consigliera Milazzo
Il post della consigliera è il punto di partenza di tutta la vicenda.
“Di fronte a questa immagine – scrive la consigliera – sono rimasta ferma. E da cittadina prima e da consigliera non posso e non voglio far finta di non vedere. Quello che è accaduto al nostro cimitero è un fatto gravissimo e inaccettabile. Chi si reca in quel luogo lo fa per portare un fiore, una preghiera, per cercare un momento di raccoglimento e di pace con i propri familiari scomparsi. Una scena del genere è dolore vivo. Il rispetto verso i defunti viene prima di ogni cosa. Sono certa che l’amministrazione farà tutto quanto necessario per fare piena luce su quanto accaduto. I nostri defunti meritano dignità”.
Milazzo siede tra i banchi della maggioranza. La denuncia arriva, quindi, dall’interno dello schieramento che sostiene l’amministrazione, e non dall’opposizione.
Le estumulazioni affidate a una ditta esterna
La scoperta sarebbe avvenuta mentre nel cimitero erano in corso operazioni di estumulazione. Il servizio non è gestito direttamente dal Comune: era stato affidato a una ditta esterna, che ora si trova al centro degli accertamenti amministrativi.
L’estumulazione consiste nell’estrazione della salma da un loculo o da una tomba, alla scadenza della concessione o del periodo previsto. Segue poi il trattamento dei resti. È un’operazione regolata da norme precise di polizia mortuaria. Proprio le modalità con cui è stata eseguita sono l’oggetto delle verifiche annunciate.
Il sopralluogo che non ha trovato i resti
Ricevuta la segnalazione, l’amministrazione ha attivato la polizia municipale nelle sue funzioni di polizia giudiziaria. Gli agenti si sono recati al cimitero. Con loro c’era l’assessore con delega ai servizi cimiteriali, Gabriele Di Pietra. L’esito è stato riportato nella nota diffusa dal Comune.
La polizia municipale, si legge nella nota, si è recata al cimitero “ma, all’esito del sopralluogo, non ha trovato i resti rappresentati nella fotografia. Tale circostanza rende ancora più necessario procedere con ogni opportuno accertamento per ricostruire l’effettiva dinamica dei fatti, anche ai fini delle comunicazioni alle autorità competenti. Parallelamente, è stato dato mandato alla dirigente competente di avviare con la massima urgenza ogni necessaria interlocuzione con la ditta affidataria del servizio, acquisendo relazioni, chiarimenti e tutta la documentazione utile a ricostruire puntualmente le modalità con cui sono state eseguite le operazioni di estumulazione e il successivo delicato trattamento dei resti”.
Il mancato ritrovamento apre due strade. La prima: i resti sono stati rimossi nel tempo intercorso tra lo scatto della fotografia e l’arrivo degli agenti. La seconda: la loro collocazione era diversa da quella che l’immagine lascia intendere. Il Comune non si sbilancia e rimanda agli accertamenti.
La sindaca Patti: “Saranno le inchieste ad accertare”
La sindaca Andreana Patti ha affidato a una dichiarazione la posizione dell’amministrazione: “Il Comune intende fare piena luce sulla incresciosa vicenda nel rispetto dei cittadini e delle persone eventualmente coinvolte. Saranno le inchieste ad accertare quanto rappresentato nella fotografia. Alla presenza di irregolarità o responsabilità di qualsiasi natura, l’Amministrazione adotterà senza esitazione tutti i provvedimenti di propria competenza, nel pieno rispetto delle prerogative degli organi di polizia e dell’Autorità giudiziaria”.
La nota prosegue allargando il discorso oltre il singolo episodio.
“L’Amministrazione non intende né minimizzare quanto accaduto né sottrarsi agli accertamenti sulle responsabilità. A prescindere dal caso in esame, i resti di una persona defunta non possono essere trattati con modalità che risultino incompatibili con la dignità della persona, con il rispetto dovuto alla sua memoria e con il dolore dei suoi familiari. Pertanto, si rassicura la cittadinanza che la vicenda sarà seguita con il massimo rigore, mettendo altresì a disposizione delle Autorità competenti ogni elemento utile alle loro valutazioni”, ha proseguito.
Perché il Comune non ha ripubblicato la fotografia
C’è un passaggio della nota che riguarda l’immagine e la sua circolazione. L’amministrazione ha scelto di non rilanciarla, e ha spiegato il motivo.
Il Comune, si legge, ritiene “che quelle immagini comunque rappresentino i resti di una persona e che dietro quei resti possano esservi una storia, una famiglia e una memoria, in senso di rispetto ha scelto di non ripubblicare né diffondere la fotografia che ha avuto una così ampia circolazione sui social”.
Foto da TP24.it






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