Un uomo di 39 anni è stato arrestato a Torino con l’accusa di tentato omicidio dopo avere inseguito e travolto con il proprio suv i due giovani che poco prima gli avevano strappato la collanina dal collo. Uno dei due è stato operato per un grave trauma cranico e resta intubato, in prognosi riservata. Sul caso la Procura di Torino ha aperto un fascicolo coordinato dalla sostituta procuratrice Elisa Buffa.
Il fatto è avvenuto nel quartiere Vanchiglietta. La vicenda ha superato in poche ore i confini della cronaca cittadina: sotto i post di varie testate locali si sono moltiplicati i commenti a favore dell’automobilista, mentre nel mondo politico torinese le reazioni si sono divise.
Lo scippo fra lungo Po Antonelli e via Mongrando
Tutto comincia fra lungo Po Antonelli e via Mongrando. Due persone a bordo di un monopattino si avvicinano al 39enne, gli strappano la collana dal collo e scappano.
Secondo una delle ricostruzioni disponibili, pochi minuti prima la stessa coppia aveva derubato una donna anziana, alla quale l’uomo aveva prestato soccorso. Gli altri resoconti, però, non riportano questo passaggio.
I due ragazzi hanno 17 e 19 anni.
L’inseguimento e l’impatto in via Andorno
L’uomo non presenta denuncia. Sale sul proprio suv, accelera e si mette all’inseguimento, come anticipato da La Stampa.
Li raggiunge all’altezza di via Andorno e li fa cadere a terra. Poi scende dal mezzo, recupera la collanina e colpisce uno dei due mentre sta ancora tentando di rialzarsi.
Un testimone ha raccontato la scena al Corriere della Sera: “L’ha riempito di calci e pugni, un passante si è messo in mezzo e lo ha fermato”.
Il ferito grave e il fascicolo della Procura
Il giovane più grave è stato soccorso da un’ambulanza che passava casualmente nella zona. È stato portato al Centro traumatologico ortopedico di Torino, operato per un grave trauma cranico, e resta intubato con prognosi riservata. Il complice, minorenne, è fuggito fino a Barriera di Milano. Gli agenti lo hanno bloccato mentre cercava di salire a bordo di un bus.
Entrambi i giovani risultano indagati dalla Procura di Torino. Il fascicolo è coordinato dalla sostituta procuratrice Elisa Buffa.
Chi è l’uomo arrestato
L’uomo si chiama Domenico Scullari (nella foto) e prima di quel pomeriggio non aveva precedenti.
La reazione online è arrivata subito. Sotto il post pubblicato su Instagram da TorinoCronaca i commenti a favore del 39enne hanno preso il sopravvento.
«Medaglia d’oro a quest’uomo», «Adesso i rapinatori passano come dei santi», «Non vedo nulla di sbagliato, si è ripreso ciò che era suo», «Questo accade quando la gente ne ha le p…e piene», sono fra i più ricorrenti secondo la testata torinese.
La politica si divide, il silenzio del centrodestra
Sul piano politico la vicenda ha prodotto un allineamento diverso da quello atteso. Né Fratelli d’Italia né Forza Italia hanno commentato l’accaduto. L’unica voce del centrodestra è arrivata dalla Lega, con Fabrizio Ricca, capogruppo del Carroccio a Palazzo Lascaris.
“Non giustifico la reazione di quell’automobilista – ha dichiarato Ricca – ma posso comunque comprenderla. Stiamo parlando di una persona perbene che fino a quel momento non aveva avuto guai con la giustizia e ha commesso un gesto in preda alla rabbia, dettato anche dal clima che c’è in questa città, anche a causa di una certa sinistra che tollera certi ‘personaggi'”.
Le posizioni del Partito Democratico
Dal Partito Democratico sono arrivate tre prese di posizione, tutte di condanna della reazione ma tutte accompagnate dal riconoscimento di un problema di sicurezza nel quartiere.
Luca Deri, presidente della Circoscrizione 7, mette insieme le due cose: “In lungo Po Antonelli abbiamo perso tutti. Tutto parte da uno scippo, un fatto grave, che alimenta una paura reale in città. Chi compie queste rapine va fermato e punito, su questo non ci sono dubbi. I tempi della giustizia devono essere certi e rapidi. Ma quanto avvenuto dopo non è accettabile. Inseguire per centinaia di metri in piena città a tutta velocità con un suv e speronare il monopattino non è reazione, non è legittima difesa”.
Sulla stessa linea Ernesto Ausilio, vicepresidente della circoscrizione 7, che rivendica un lavoro avviato prima dei fatti: “Non dobbiamo fermarci solo alla cronaca. Da settimane, insieme a molti cittadini e dopo aver raccolto diverse segnalazioni, sto seguendo il problema degli scippi a Vanchiglietta. C’è un problema reale. La paura e l’esasperazione possono generare reazioni che non possiamo certamente giustificare e che dovranno essere valutate dalla magistratura. Ma non possiamo nemmeno aspettare che qualcuno, esasperato, decida di farsi giustizia da solo. La risposta deve essere quella delle istituzioni”.
Due interventi sono arrivati da Claudio Cerrato, capogruppo del Pd in Consiglio comunale.
«Sono preoccupato per quello che è accaduto e per ciò che rischia di rappresentare se episodi di questo tipo dovessero moltiplicarsi. Quando un cittadino decide di inseguire e affrontare chi sta commettendo un reato, fino ad arrivare a investire dei presunti ladri, siamo davanti a un campanello d’allarme che non possiamo ignorare».
E ancora: “Non possiamo rassegnarci alla legge del più forte. Servono controllo, prevenzione e recupero. Non è questo il modello di sicurezza nel quale vogliamo vivere. E dobbiamo chiederci perché possa farsi strada l’idea che la sicurezza sia una questione privata”.
Le tre posizioni davanti alla giustizia
Il caso apre tre fascicoli distinti.
Domenico Scullari si trova in stato di arresto con l’ipotesi di tentato omicidio. Il 19enne resta indagato per lo scippo. Il minorenne è stato arrestato e la sua posizione sarà trattata dal tribunale per i minorenni.
Per tutti vale la presunzione di innocenza. Nessuna delle posizioni è stata definita e le indagini sono nella fase iniziale.






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