Una giornata di mare a Cefalù si è trasformata in un imprevisto difficile da gestire per Antonino Giammona, cittadino bagherese che ha perso la fede nuziale mentre era in acqua. L’anello, scivolato tra le onde, è scomparso in pochi secondi, rendendo impossibile individuarlo a occhio nudo. Da qui è partita una ricerca complessa che ha coinvolto tre giovani specializzati nel recupero di oggetti smarriti.

Il gruppo Metal detector recovery express

Antonino, dopo i primi tentativi andati a vuoto, ha chiesto aiuto al gruppo Metal detector recovery express, formato da Giuseppe, Gianluca e Riccardo. I tre si sono immersi per circa tre ore utilizzando metal detector e respiratori, scandagliando i fondali punto per punto . Un intervento lungo e impegnativo, svolto senza chiedere alcun compenso.

L’appello del proprietario

La fede non è stata ritrovata, ma un dettaglio potrebbe rivelarsi decisivo: all’interno dell’anello è incisa la dedica “Valeria e Tony 21 06 2012” . Una scritta che permette di identificarlo immediatamente. Per questo Antonino ha lanciato un appello a chi frequenta le acque di Cefalù: chi dovesse trovare una fede con quella incisione può segnalarlo per consentirne la restituzione. Durante la mattinata, Antonino ha incontrato anche un altro bagnante che aveva perso un anello e che, nel pomeriggio, avrebbe contattato lo stesso gruppo per chiedere aiuto . Un segnale che conferma come l’attività dei tre ragazzi stia diventando un punto di riferimento per chi vive situazioni simili.

Nonostante il mancato ritrovamento, Antonino ha voluto sottolineare la disponibilità e la generosità dei tre giovani, che hanno messo a disposizione tempo, attrezzature e competenze senza chiedere nulla in cambio. “Incontrare persone così disponibili, serie e appassionate non è da tutti i giorni”, ha raccontato, ringraziandoli per l’impegno e il supporto ricevuto. Una vicenda semplice, ma che mostra un lato spesso poco visibile della comunità: quello di chi sceglie di aiutare gli altri per puro spirito di solidarietà.