Un vertice riservato in casa Forza Italia tenuto a Roma per parlare di candidature anche in Sicilia. Non c’è traccia formale dell’avvenuto incontro ma più di un esponente azzurro e fra gli alleati diretti racconta di un incontro per fare il punto della situazione prima che il tema candidature nel 2027 possa essere affrontato in maniera organica e ufficiale.
Le ricandidature
Da una parte ci sono i nomi degli uscenti ovvero Renato Schifani per la Presidenza della Regione e Roberto Lagalla per la città di Palermo. Sul primo da Etna Forum è stato un coro di sostegno, per il secondo, invece, nessuno parla. Al contrario si registrano iniziative politiche sul territorio di Carolina Varchi di Fratelli d’Italia, di Vincenzo Figuccia della Lega, solo per parlare degli alleati, e chiaramente di Sud Chiama Nord e Cateno de Luca che pesca a piene mani nel centrodestra per la sua formazione.
I nomi sono sempre gli stessi
Ma sul tavolo romano i nomi che circolano sono sempre gli stessi. Per la Regione ci sono le ambizioni di Giorgio Mulè e di Marco Falcone (non ci credono probabilmente neanche loro ma stanno sul pezzo) mentre per Palermo bisognerà capire prima cosa si sceglierà per la Regione per decidere come procedere e se il candidato a Palazzo d’Orleans sarà di colore azzurro la strada per Varchi potrebbe essere spianata per Palazzo delle aquile
Lagalla: “Io ci sono e si parte sempre dagli uscenti”
“Ricandidatura di Schifani? il mio ragionamento è uno: si parte sempre dagli uscenti. Quindi credo che il presidente Schifani abbia, rispetto a questo, delle carte in regola per potere esibire un’attività di governo importante e significativa, non fosse altro che sul piano del miglioramento dei conti e quindi dell’agibilità finanziaria della Regione” ha detto questa mattina il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, parlando a margine di una conferenza stampa a palazzo Palagonia.
“Poi – ha proseguito – come si è dimostrato nella precedente legislatura, possono accadere fatti politici, che modificano quello che sembra un assunto naturale fino alla fine, però nel caso di Schifani credo che tutti si stiano esprimendo, riconoscendo e dando merito al lavoro che questo presidente della Regione sta facendo insieme al suo governo”, ha concluso Lagalla.
Il riferimento di Lagalla a se stesso è assolutamente indiretto, ma se si parte dagli uscenti questo vale anche per lui: “Io ho sempre detto di avere un’ampia disponibilità alla ricandidatura a sindaco di questa città, perché credo che in questa consiliatura si sia fatto tanto e molto deve essere completato. Quindi, in una logica di continuità, credo che sia abbastanza fisiologico e naturale che questa possa essere assicurata. Poi è chiaro che c’è una conferma politica, che deve essere opportunamente ricercata, motivata e soprattutto giustificata”.






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