Palermo 4 settembre 2026 – Sottoscritto oggi il nuovo contratto decentrato alla Città Metropolitana di Palermo, che prevede indennità di rischio in aumento per alcune categorie di lavoratori. A non firmarlo è la Fp Cgil Palermo, che aveva presentato all’amministrazione delle proposte integrative rispetto a quelle presentate dalla parte pubblica in fase di contrattazione. Alla trattativa ha partecipato il gruppo Rsu della Fp Cgil Palermo, che ha ottenuto la maggioranza assoluta nell’ente alle ultime elezioni (la Fp Cgil non è direttamente ammessa alla contrattazione perché non firmataria del Ccnl 2022/2024),

Tra le proposte del documento della Fp Cgil, tenendo conto di tutti i dipendenti, amministrativi e tecnici, in relazione alla professionalità e responsabilità, c’era il riconoscimento di un aumento dell’indennità di rischio per tutte le categorie, “in modo da non creare disparità, anche in relazione al grado di rischio legato all’attività e alla responsabilità”.

“L’accordo concluso tra amministrazione e organizzazioni sindacali tiene in considerazione solo alcune figure professionali. E ne penalizza altre, che svolgono lavori più disagiati – spiegano Saverio Cipriano responsabile Enti locali Fp Cgil Palermo e Antonella Giallombardo, coordinatrice Rsu – Ad esempio i capocantonieri e i cantonieri, che ogni giorno controllano 2.300 km di strade provinciali e vengono chiamati anche di notte, o i tecnici della provincia (ingegneri, chimici et..), che svolgono i servizi esterni per le verifiche agli edifici scolastici, per l’impatto di un’industria o di una discarica di smaltimento rifiuti. Le disparità di trattamento prodotte all’interno di questa amministrazione arrivano al paradosso che chi ha maggiori responsabilità sarà compensato con indennità inferiori rispetto ad altri dipendenti che hanno responsabilità inferiori, tra questi anche alcuni firmatari di questo contratto”.

“E’ la cartina di tornasole di un ente – aggiungono Cipriano e Giallombardo – che ha perso tanti finanziamenti perché non investe sui tecnici e su figure, come i cantonieri, che vanno esaurendosi e che vengono così mortificati. Si è creato un corto circuito, un’ingiustizia che noi non possiamo accettare. Un modello gestionale che penalizza chi è più esposto all’esterno. L’unico fatto positivo è che finalmente alcuni cantonieri riceveranno le indennità non pagate degli anni passati”.





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