Dopo due giorni nei quali Palermo Sound ha cominciato a mostrare quale fosse davvero la propria ambizione, il festival entra nel suo fine settimana più intenso. Sabato 5 e domenica 6 settembre non rappresentano soltanto le ultime due giornate di un cartellone musicale: sono il momento nel quale l’esperimento di una Palermo attraversata, condivisa e vissuta attraverso la musica raggiunge la sua massima estensione. I primi due giorni hanno già fatto emergere il carattere del progetto. Dalle conversazioni del mattino al Giardino dei Giusti fino alle listening session nei piccoli locali, dai concerti nei palazzi storici alla musica che entra persino sugli autobus dell’AMAT, Palermo Sound sta costruendo una geografia temporanea della città. Una geografia che sembra incontrare naturalmente sia i palermitani sia i tanti turisti che, nella prima settimana di settembre, continuano a riempire le strade del centro storico.
Il risultato dei primi due giorni è soprattutto un clima
Più dei numeri, che potranno essere misurati alla fine, c’è già un risultato visibile: il clima che si è creato intorno al festival. Palermo Sound ha iniziato giovedì mattina al Giardino dei Giusti con “La città in transizione”, per proseguire venerdì con “Costruire Palermo. Rigenerazione, Patrimonio, Nuova Impresa”. Due appuntamenti che hanno allargato il perimetro della manifestazione oltre la musica, mettendo al centro temi come mobilità, energia, rigenerazione urbana, impresa e trasformazione della città. Poi, dal pomeriggio, Palermo ha cambiato ritmo. Bar, club, spazi espositivi, chiese e palazzi si sono trasformati in nodi della stessa rete. Il festival nasce esattamente con questa idea: il palco principale non è una struttura, ma la città da attraversare, negli spazi conosciuti e in quelli ancora da scoprire. Ed è proprio attraversandola che il progetto prende forma.
Anche un autobus può diventare un luogo culturale
Forse una delle immagini che raccontano meglio Palermo Sound è quella della musica che sale a bordo degli autobus. Il Palermo Sound Express, realizzato con AMAT, porta infatti le listening session dentro una navetta gratuita: venerdì si sono alternati Vincenzo Messana, Pietro Settimo e ASH; oggi, sabato, toccherà a Federico Terracina, Camallo e Capaki. Non è soltanto una curiosità del programma. È una maniera diversa di pensare l’esperienza culturale: persino lo spostamento tra due luoghi smette di essere un tempo morto e diventa parte del festival. È anche una metafora abbastanza precisa del progetto: Palermo Sound non costruisce un recinto dentro la città, ma prova a entrare nei suoi flussi.
Sabato la rete raggiunge la sua massima estensione
Il programma di sabato 5 settembre è quello che meglio restituisce la dimensione diffusa dell’esperimento. Si parte alle 17.30 con Federico Terracina sul Palermo Sound Express. Dalle 18 la programmazione si accende quasi simultaneamente in una lunga serie di luoghi: Ferramenta ospita Soletronica con Simone Guttilla, Huncho, Franco e Giorgiio; al Punkfunk arrivano Giuseppe Palermo e Gabriele Butera per Obliq Records; alla Cartari Locanda c’è il Rawchic Collective con Daniele Napoli, Blrò, Younhan e Giorgio Nava; al Link AON con Maic e Zidoc; Ai Giudici Creature con Nunzio Borino e Bardamu. E ancora Discoslice con Secret Guest alle Officine Bellotti, 45Prod con Mapa al Chiasso, Palermo calmati al Botanico, Music Connecting People con Michelangelo e Gimmi a Fabbrica 102, Mitra al Castigamatti e il Bangover Crew Showcase alla Cavallerizza Sambuca. Non è un pubblico che aspetta che lo spettacolo arrivi. È un pubblico invitato a scegliere, spostarsi, incontrare e scoprire.
Dai piccoli spazi ai live, senza cambiare festival
Anche il programma live continua a mescolare dimensioni differenti. Alle 18 Roberta Sava 4et suona da Coquette e Guna & Trinidad en Vivo al Monkey. Alle 19 arriva Yulan al Noviziato dei Crociferi, mentre Palermo Sound Express continua il proprio viaggio con Camallo e, su un secondo percorso, Capaki. Alle 19.45 sono in programma Carla Restivo 4et al Monkey e Gianni Gebbia 4et da Coquette. Qui emerge uno degli aspetti più interessanti del modello Palermo Sound: il piccolo locale non è considerato una programmazione di serie B rispetto al grande spazio monumentale. Fa parte della stessa mappa e contribuisce alla stessa esperienza. Per un’attività economica significa entrare in un circuito più ampio. Per un artista significa incontrare pubblici differenti. Per chi partecipa significa scoprire un luogo perché sta seguendo una musica, o scoprire una musica perché è entrato in un luogo.
Alle 21 Palermo mette in campo alcuni dei suoi luoghi più riconoscibili
La sera di sabato cambia ancora scala. Alle 21 Alessandro Presti sarà al Complesso dello Spasimo, mentre Alessio Masi suonerà al Noviziato dei Crociferi e Barone sarà protagonista a Palazzo Bonocore. Contemporaneamente Dj Rou sarà al Punkfunk e J.S a Fabbrica 102. È in questa sovrapposizione che il festival riesce a tenere insieme due patrimoni della città: quello monumentale, immediatamente riconoscibile anche da chi arriva a Palermo per pochi giorni, e quello costituito dalle attività culturali ed economiche che quotidianamente abitano il centro storico. Metterli sulla stessa mappa significa far circolare pubblico, attenzione e valore.
Dopo i concerti, la città continua nella notte
Alle 23 il festival entra nella dimensione del clubbing. Ai Candelai la Club Night PMS Invites propone Chris Gorrie e Mari.te; al Kalhesa arrivano Christian AB, BOBBY. e Camallo. Una programmazione che permette di attraversare praticamente tutte le ore della giornata: dalla dimensione culturale e urbana dei talk fino alla musica del pomeriggio, ai concerti serali e alla notte. Palermo Sound costruisce così non una successione di eventi isolati ma una giornata urbana continua, nella quale ognuno può decidere quanto tempo restare dentro il festival e soprattutto quale festival costruirsi.
Mostre e installazioni continuano ad abitare il festival
La musica non è l’unico linguaggio utilizzato. Per tutto il weekend le Officine Bellotti ospitano Ritmografica di Riccardo Corda; l’installazione sonora Qanāt di Federico Pipia fa parte del programma delle installazioni, mentre al Giardino dei Giusti resta visitabile Unter die Haut di Guido Filosto. Quest’ultima è la prima installazione pubblica dell’artista ed è aperta al pubblico gratuitamente durante i giorni della manifestazione. Il festival allarga quindi ancora una volta il proprio campo: musica, arte contemporanea, spazio pubblico e attività economiche diventano parti diverse dello stesso dispositivo.
Una città interessante anche per chi è turista
C’è poi un effetto forse meno evidente ma particolarmente interessante in questa prima edizione. Chi visita Palermo in questi giorni trova un’offerta diversa da quella normalmente costruita per il turista. Non soltanto monumenti, itinerari e luoghi da vedere, ma la possibilità di entrare temporaneamente nella vita culturale contemporanea della città. Seguire Palermo Sound significa poter entrare allo Spasimo per un concerto e poco dopo ritrovarsi in un piccolo listening bar; incontrare un artista internazionale dentro un luogo monumentale e un collettivo locale poche strade più avanti; salire su un autobus e scoprire che anche quello fa parte del programma. È un turismo che non guarda Palermo dall’esterno, ma viene invitato ad attraversarla insieme a chi ci vive.
Domenica, la colazione musicale alle sei del mattino
E Palermo Sound sceglie un finale perfettamente coerente con questa filosofia. Domenica 6 settembre alle 6 del mattino, quando una parte della città starà tornando a casa e un’altra comincerà a svegliarsi, da Graziano Al Mare è in programma il breakfast con z:d. Ingresso gratuito. Un appuntamento che trasforma persino l’alba in un’occasione di incontro e allunga idealmente la notte del festival fino al mattino successivo. Poi una pausa, prima dell’ultimo live.
L’ultimo appuntamento è al Bellini
Alle 18.30 di domenica Palermo Sound si sposta al Bellini per il live di Alci, anche questo a ingresso gratuito. È l’ultimo appuntamento indicato nel programma ufficiale della manifestazione. Nel frattempo rimangono attive le installazioni e le esposizioni che hanno accompagnato l’intero festival, lasciando ancora qualche ora per percorrere quella mappa di luoghi che Palermo Sound ha provato a ridisegnare per quattro giorni.






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