Nessuna parte civile. Il processo per corruzione a carico dell’assessore regionale al Turismo Elvira Amata parte senza la costituzione di partiti civili.  Una anomalia negli ultimi anni, da quando la costituzione di parte civile in simili processi è diventato più un atto politico che giudiziario. e subito parte la polemica politica intorno a questa scelkta.

Oggi la giunta regionale per deliberare la costituzione

Una polemica alla quale Palazzo d’Orleans risponde a stretto giro. La Presidenza della Regione non ha ricevuto alcuna notifica relativa all’avvio del processo. Nonostante ciò ieri stesso è stata disposta la riunione di giunta che oggi dovrà deliberare la costituzione di parte civile già dalla prossima udienza il 12 ottobre.

Ma anche se oggi la giunta delibererà di avviare la procura potrebbe essere troppo tardi. La mancata notifica, infatti, sarebbe più un fatto interno all’amministrazione che non un elemento procedurale,. Ciò perché il gip  Walter Turturici, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Ansa, avrebbe fatto notificare, il 2 dicembre 2025 dalla Guardia di finanza, al presidente della Regione Renato Schifani la fissazione dell’udienza preliminare a carico dell’assessore del suo governo Elvira Amata, imputata di corruzione. Ma il governatore è anche testimone nel processo e dunque la notifica avrebbe dovuto avere una doppia valenza: personale e nel ruolo

L’equivoco di base che non ha attivato la procedura

Ma l’equivoco di base sta nel fatto che non è più prevista dalla legge, invece, la notifica alla persona offesa – in questo caso la Regione – del decreto che dispone il giudizio. Spetta all’interessato l’onere di informarsi sull’esito dell’udienza preliminare e sull’eventuale data di inizio del dibattimento. Secondo quanto prevede la legge, infine, l’ultimo termine utile per la costituzione di parte civile è l’udienza preliminare e quindi la Regione Siciliana non potrà più costituirsi nel procedimento penale a carico di Amata.

Di fatto la Regione attendeva una notifica che la legge ha recentemente cassato. Questo rende incerto l’esito dell’istanza che presenterà la Regione ovvero la rimessione in termini ai fini della costituzione di parte civile. Lo farà alla luce della mancata notifica degli atti all’Avvocatura dello Stato, come invece avvenuto per i procedimenti a carico di Galvagno, Cannariato e De Capitani.

Eventuale azione in sede civile

Se l’istanza di remissione dovesse essere respinta e la Regione non potesse più costituirsi parte civile, resta in ogni caso salva la seconda ipotesi, precisano fonti di Palazzo d’Orléans. Non si configura allo stato, dunque, alcun pregiudizio per l’amministrazione regionale. Qualora il procedimento dovesse concludersi con una condanna dell’assessore, la Regione conserverebbe infatti la possibilità di agire in sede civile per l’eventuale risarcimento dei danni.

Il processo

Il processo è stato comunque rinviato al 12 ottobre. Stabilito anche il calendario per le udienze successive, a partire da quella in cui si entrerà nel vivo a partire del 13 gennaio 2027. Gli avvocati difensori dell’assessore regionale, Giuseppe Gerbino e Sebastiano Campanella, hanno depositato la lista testi. Tra i nomi indicati spicca quello del Presidente della Regione siciliana Renato Schifani.