Mancano quarantasette giorni. L’ora solare torna nella notte fra sabato 24 e domenica 25 ottobre.

Le lancette andranno spostate indietro di un’ora. Alle tre del mattino gli orologi torneranno a segnare le due, e quella notte si dormirà sessanta minuti in più.

Un giorno prima dell’anno scorso

La data cambia ogni anno perché la regola non fissa un giorno preciso.

Il passaggio avviene sempre nell’ultima domenica di ottobre, e nel 2026 quella domenica cade il 25. L’anno scorso era il 26, quindi stavolta il cambio arriva con ventiquattro ore di anticipo.

La regola vale per tutti i Paesi dell’Unione europea e per il Regno Unito.

Cosa cambia nelle giornate

L’effetto pratico si sente soprattutto nel pomeriggio.

Con l’ora solare la luce arriva prima al mattino, secondo l’orario ufficiale, ma il tramonto viene anticipato. Le mattine diventano più chiare, le serate più buie.

È un cambiamento che incide sull’organizzazione della giornata: sugli spostamenti fra casa e lavoro, sulle attività dei bambini dopo la scuola, sui ritmi del sonno.

Per abituarsi servono di norma alcuni giorni.

Cosa va regolato a mano

La maggior parte dei dispositivi si aggiorna da sola.

Smartphone, computer e apparecchi connessi alla rete cambiano l’orario automaticamente, senza che l’utente debba fare nulla.

Restano invece da sistemare gli orologi analogici, le sveglie tradizionali, diversi elettrodomestici e alcune automobili.

Il consiglio è di controllarli la sera prima o al risveglio, soprattutto se il giorno dopo ci sono appuntamenti, viaggi o turni di lavoro da rispettare.

Perché esiste l’ora legale

L’alternanza fra i due orari nasce da una ragione pratica.

L’ora legale è stata introdotta per utilizzare meglio la luce naturale nei mesi più luminosi e ridurre i consumi di energia.

La sua diffusione è cresciuta nel corso del Novecento, anche in relazione alle esigenze di risparmio di carburante ed energia durante la Prima guerra mondiale.

Doveva essere abolita, e invece è ancora qui

C’è un capitolo che si trascina da anni senza arrivare a una conclusione.

Nel 2019 il Parlamento europeo si è espresso a favore della fine dei cambi stagionali dell’ora. Quel voto, però, non ha prodotto una modifica definitiva delle regole.

La Commissione europea non ha presentato una nuova proposta per superare il sistema attuale. Il risultato è che l’alternanza fra ora legale e ora solare resta in vigore.

Il prossimo appuntamento

Chi conta i mesi di buio può già segnarsi la data del ritorno.

Le lancette torneranno avanti di un’ora nell’ultima domenica di marzo del 2027, che cade il giorno 28.

Fra il ritorno dell’ora solare e quello dell’ora legale passeranno centocinquantaquattro giorni.