Può l’arte contribuire a modificare il modo in cui l’essere umano guarda alla Natura? E può un’immagine diventare uno spazio di consapevolezza, capace di mettere in discussione il nostro modo di abitare il mondo?

È attorno a queste domande che si sviluppa “L’Ecologia del Pensiero”, progetto ideato da Giuseppe La Spada e curato da Valentina Capizzi, che trova nel territorio di Piedimonte Etneo, tra l’Etna e l’Alcantara, il contesto ideale per una riflessione sul rapporto tra arte contemporanea, ambiente e responsabilità individuale.


Fotografo, regista e artista internazionale, La Spada conduce da oltre vent’anni una ricerca che attraversa fotografia, video, installazione e sperimentazione multimediale, ponendo al centro la relazione tra essere umano e Natura. Una ricerca nella quale la sostenibilità non costituisce un semplice tema, ma diventa una dimensione etica e culturale attraverso cui interrogare il presente.


Nel 2007 il suo percorso è stato riconosciuto con il prestigioso Webby Award a New York, assegnato a un progetto dedicato all’ecologia. 

Da allora l’artista ha approfondito una riflessione che trova nell’acqua uno dei suoi elementi ricorrenti e più significativi: origine della vita, memoria, trasformazione, ma anche spazio nel quale l’essere umano è costretto a confrontarsi con la propria essenza.

Nel 2019 firma la regia dell’ultimo video di Battiato “Torneremo ancora”.

Nel 2021 collabora a un progetto del premio Oscar Ryuichi Sakamoto scegliendo l’Etna per rappresentare l’Italia attraverso l’identità sonora unica. Il progetto è stato esposto presso il Padiglione Giapponese della 59ª Biennale di Venezia, alla Haus der Kunst di Monaco e all’Artizon Museum di Tokyo.


Dall’ecologia ambientale all’ecologia del pensiero

Il punto di partenza del progetto è una considerazione maturata nel corso di anni di ricerca: la crisi ecologica non può essere affrontata esclusivamente come una questione ambientale.

Secondo La Spada, esiste una forma di inquinamento più profonda, che riguarda il modo in cui l’essere umano pensa, desidera, consuma e costruisce le proprie relazioni con la Natura e con gli altri.

È da questa consapevolezza che nasce il concetto di “Ecologia del Pensiero”.

Non si tratta soltanto di proteggere ciò che è fuori da noi, ma di interrogare ciò che accade dentro di noi. Il progetto propone quindi uno slittamento di prospettiva: dall’ambiente come qualcosa da salvaguardare all’ambiente come parte integrante della nostra stessa identità.


In questa prospettiva, l’arte assume una funzione che supera la dimensione decorativa e diventa dispositivo di conoscenza, esperienza e trasformazione.


La curatela di Valentina Capizzi si sviluppa proprio attorno a questa relazione tra estetica ed etica, nella convinzione che la bellezza possa rappresentare non il punto di arrivo, ma l’inizio di un processo di consapevolezza.

Come ricorda La Spada, nella parola “estetica” è contenuta la parola “etica”.

Una coincidenza linguistica che diventa dichiarazione poetica e, allo stesso tempo, posizione culturale: un’opera non è soltanto ciò che mostra, ma anche ciò che riesce a farci vedere oltre la superficie.


L’acqua come spazio di trasformazione

Nelle immagini subacquee di Giuseppe La Spada, il corpo umano perde progressivamente i riferimenti del mondo antropico e viene restituito a una condizione essenziale.

L’acqua diventa una soglia.

Immergersi significa abbandonare temporaneamente le coordinate abituali, rallentare, sospendere il rumore e confrontarsi con una dimensione nella quale il corpo torna a percepire la propria vulnerabilità.

“Il tuffo dentro se stessi” è la sintesi di questa ricerca.

L’immersione fisica diventa immersione interiore. Un viaggio verticale, una discesa verso una dimensione più profonda dell’identità, dalla quale riemergere con una diversa percezione del mondo.

L’uomo scopre così di essere parte di ciò che osserva.

Acqua, terra e aria non sono soltanto elementi della Natura: sono la materia stessa della nostra esistenza.

Da qui prende forma una riflessione che riguarda la fragilità, la biodiversità, il cambiamento climatico, la tutela degli ecosistemi, ma anche la responsabilità verso la comunità e verso le generazioni future.


L’immagine come dispositivo di coscienza

In un’epoca dominata da una sovrapproduzione di immagini, La Spada sceglie di restituire all’immagine una possibilità diversa: quella di interrompere il flusso.

Non un’immagine che si limita a informare, ma un’immagine capace di creare una frattura, di produrre una domanda.

Il cosiddetto “colpo visivo” diventa così un momento di apertura: prima arriva l’emozione, poi la riflessione.

È in questo passaggio che la fotografia assume una dimensione politica e sociale, senza necessariamente ricorrere alla denuncia esplicita.

La forza dell’opera risiede nella possibilità di far percepire ciò che spesso rimane astratto: la fragilità di un ecosistema, la dipendenza dell’uomo dalle risorse naturali, la perdita progressiva di biodiversità, ma soprattutto la responsabilità che deriva dall’essere parte di un sistema interconnesso.

Per La Spada, il talento non è mai neutrale: porta con sé una responsabilità sociale.

L’artista non si limita quindi a rappresentare la realtà, ma cerca di intervenire sul modo in cui essa viene percepita.


Un progetto immersivo tra arte contemporanea e territorio

Nel territorio di Piedimonte Etneo, tra la presenza imponente dell’Etna e il paesaggio dell’Alcantara, “L’Ecologia del Pensiero” assume una particolare forza.

Qui il rapporto tra uomo e Natura non è un concetto astratto, ma una realtà tangibile: vulcano, acqua, terra, biodiversità e comunità convivono in un paesaggio nel quale la dimensione naturale e quella antropica si incontrano continuamente.

Il progetto prevede la realizzazione di un museo multimediale interattivo, concepito come un ambiente immersivo nel quale fotografia, video, suono, installazione e contenuti audiovisivi costruiscono un’esperienza sensoriale e intellettuale.

Non un percorso da osservare passivamente, ma uno spazio nel quale il visitatore viene chiamato a prendere posizione, a interrogarsi e, idealmente, a riconoscersi parte del problema e della possibile trasformazione.

Particolare attenzione sarà dedicata alle nuove generazioni, attraverso il coinvolgimento delle scuole del territorio e incontri con Giuseppe La Spada dedicati all’arte, all’acqua, alla sostenibilità e al rapporto tra individuo e ambiente.


Dalla contemplazione alla responsabilità

“L’Ecologia del Pensiero” si colloca dunque in quella dimensione dell’arte contemporanea nella quale la pratica estetica diventa anche strumento di ricerca sociale, ambientale ed educativa.

Il progetto non propone risposte definitive, ma domande.

Che cosa significa essere parte della Natura?

Quanto è profondo il nostro distacco dall’ambiente che ci permette di esistere?

È possibile parlare di sostenibilità senza mettere in discussione i nostri modelli di pensiero?

E quale ruolo può avere l’arte nel produrre questo cambiamento?


È proprio nello spazio tra queste domande che si colloca la ricerca di Giuseppe La Spada.

Una ricerca che parte dall’immagine per arrivare alla coscienza, dall’estetica all’etica, dalla superficie alla profondità.

Perché forse la vera rivoluzione ecologica non comincia fuori di noi.

Comincia dal modo in cui impariamo a guardare.


“L’Ecologia del Pensiero”

Progetto ideato da Giuseppe La Spada

Curatela di Valentina Capizzi

Piedimonte Etneo — Territorio dell’Etna e dell’Alcantara

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