Emma Bonino è morta a Roma nella mattinata di oggi, venerdì 11 settembre. Aveva 78 anni. Storica leader radicale, fondatrice di +Europa, è stata deputata, europarlamentare, senatrice, commissaria europea e ministra degli Esteri. Il primo comizio della sua vita politica in una piazza del Sud lo tenne in Sicilia, a Cefalù, nel 1976. Da lì è partito un rapporto con l’isola durato mezzo secolo, passato per Lampedusa, Palermo e Messina.
Il ricovero al Santo Spirito e le ultime ore
Bonino era stata ricoverata il 7 settembre all’ospedale Santo Spirito di Roma, in terapia intensiva. Ieri aveva lasciato il reparto. Era stata trasferita in una struttura privata, sulla base di quanto concordato tra il medico curante e i sanitari dell’ospedale. La situazione è stata subito definita delicata.
Nel 2015 le era stato diagnosticato un tumore al polmone. Nel 2023 aveva dichiarato di esserne guarita.
Cefalù, 1976: la piazza nera e le finestre che si aprirono
Alle politiche del 1976 il Partito Radicale si presentò per la prima volta alle elezioni nazionali con una scelta che allora fece discutere: tutte le capolista dovevano essere donne. Bonino aveva 28 anni. Fu candidata capolista in diverse circoscrizioni. Venne eletta alla Camera nella circoscrizione Roma-Viterbo-Latina-Frosinone, con 12.855 preferenze.
Durante quella campagna elettorale affrontò un giro di comizi in Sicilia insieme a Franco Roccella e Aldo Ajello. La tappa di Cefalù è l’episodio che ha raccontato più volte nei decenni successivi. Salì sul palco davanti a una piazza occupata soltanto da uomini. Parlò di aborto e sessualità. Finito l’intervento, disse, “si sono aperte tutte le finestre” e le donne si affacciarono per applaudire.
Era il 1976. La legge 194 sarebbe arrivata due anni più tardi.
Lampedusa e il 3 ottobre 2013
Il secondo passaggio siciliano della sua biografia politica riguarda Lampedusa. Il 3 ottobre 2013 il naufragio di un barcone davanti all’isola provocò 368 vittime accertate. In quel momento Bonino guidava la Farnesina come ministra degli Esteri del governo presieduto da Enrico Letta.
Nel 2017 fu tra i promotori della campagna “Ero straniero”. L’iniziativa di legge popolare spostava l’attenzione dalla fase dell’arrivo a quella successiva: permessi di soggiorno per lavoro, percorsi di regolarizzazione, inserimento.
Da Palermo a Messina: le iniziative più recenti
Il rapporto con l’isola è proseguito nell’ultimo decennio attraverso la struttura territoriale di +Europa. Bonino era stata a Palermo in occasione delle campagne per le elezioni europee. Nel maggio 2019 aveva rilasciato un’intervista a una testata siciliana durante il tour elettorale per le europee di quell’anno.
Nel dicembre 2023 il gruppo di +Europa di Messina aveva organizzato un banchetto in piazza Cairoli. Si raccoglievano firme sull’appello per uno Stato europeo più forte lanciato dalla stessa Bonino, collegata da remoto. Nella stessa occasione erano state rilanciate le campagne “#ORATOCCAANOI” e “Meglio Legale”.
Le parole di +Europa
L’annuncio della morte è arrivato dall’ufficio stampa del partito che Bonino aveva fondato. Questo il testo della nota: “Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai. Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero”.
Il comunicato ricorda come Emma fu “scelta dalla politica radicale” quando un divieto cambiò la sua giovane vita.
“E da quel momento decise che avrebbe lottato affinché non potesse capitare mai più a nessuna. Attivista, parlamentare, ministra, commissaria europea. Sempre radicalmente libera. La sua vita è stata una lunga lotta contro tutto ciò che nega le libertà: contro l’aborto clandestino, contro la fame nel mondo, contro la partitocrazia, contro l’infibulazione, contro il giustizialismo, contro i genocidi, contro ogni forma di autoritarismo”.
“Ma ancora più numerose sono state le sue battaglie per: per la democrazia, per lo Stato di diritto, per la giustizia internazionale, per i diritti e i doveri di ogni persona e ogni famiglia, per autodeterminazione delle donne, per la libertà di scegliere, fino alla fine. E per l’Europa unita, democratica e federale: gli Stati Uniti d’Europa. È questo il suo testamento: non è importante quante volte occorra perdere prima di riuscire a vincere e conquistare una libertà per tutti. Non ci sono parole per descrivere il dolore e il vuoto che proviamo oggi. Da domani proveremo a trovare le parole giuste per trasformare la gratitudine che proviamo per aver potuto lottare al suo fianco nel coraggio di continuare a batterci come ci ha insegnato. Grazie Emma, dal profondo del cuore”.
Cinquant’anni tra aborto, Europa e diritti
Bonino era nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948. Si laureò in lingue e letterature straniere alla Bocconi, con una tesi sull’autobiografia di Malcolm X. Entrò in contatto con i radicali nel 1974.
Nel 1975 fondò con Adele Faccio il Centro informazione sterilizzazione e aborto. Si autodenunciò per il reato di procurato aborto, scegliendo la strada della disobbedienza civile. Venne arrestata e poi scarcerata. L’anno successivo entrò alla Camera.
Dal 1995 al 1999 fu commissaria europea con le deleghe agli aiuti umanitari, alla pesca, alla politica dei consumatori e alla sicurezza alimentare. Tra il 2006 e il 2008 fu ministra del Commercio internazionale e delle Politiche europee nel secondo governo Prodi. Dal 2008 al 2013 ricoprì la carica di vicepresidente del Senato. Nell’aprile 2013 fu nominata ministra degli Esteri, incarico mantenuto fino al febbraio 2014. Tornò al Senato dal 2018 al 2022.
Il suo nome è stato indicato più volte per la presidenza della Repubblica. Alla fine degli anni Novanta si candidò pubblicamente al Quirinale con una campagna in cui i manifesti la definivano l’uomo giusto.
Le reazioni
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni l’ha ricordata come “una voce forte e riconoscibile della politica italiana”. Storie e sensibilità diverse, ha aggiunto, non le hanno mai impedito di riconoscerne il ruolo nella vita pubblica.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che era stato suo collega alla Commissione europea, ha scritto che con Bonino li “univa un grande sentimento europeista”.
L’associazione Luca Coscioni ha ricordato il ruolo di Bonino e di Marco Pannella nelle riforme sulle libertà personali, sottolineando la scelta di violare apertamente norme ritenute ingiuste.






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