Un satellite militare cinese si è frammentato in orbita, lasciando dietro di sé almeno 43 pezzi tracciabili. Si chiama Yaogan-50 (02) ed era stato lanciato il 15 marzo 2026. I detriti si trovano tra i 600 e i 1.100 chilometri di quota, dove l’atmosfera non frena praticamente nulla. La causa della rottura resta sconosciuta.

Quando è avvenuta la frammentazione

Il 4 settembre la 18ª Squadra di difesa spaziale della US Space Force ha catalogato i 43 oggetti. È da quel catalogo che la vicenda è diventata pubblica.

L’evento in sé, però, sarebbe più vecchio. Ricostruendo a ritroso le traiettorie, l’astrofisico Jonathan McDowell colloca il rilascio dei frammenti intorno alla fine di luglio.

Tutti i detriti catalogati hanno un’energia orbitale inferiore a quella del satellite di partenza. È un dettaglio che indica una spinta prevalentemente all’indietro.

L’orbita retrograda e perché complica le cose

Yaogan-50 (02) era stato immesso in un’orbita insolita.

Viaggiava contro il senso di rotazione terrestre, con un’inclinazione di circa 141 gradi e una quota operativa intorno ai 952 chilometri. Sono parametri che si incontrano di rado tra i satelliti operativi.

Il problema nasce proprio da lì. Un frammento che percorre un’orbita retrograda può incrociare frontalmente un satellite che viaggia nel verso normale. In quel caso le velocità di avvicinamento si sommano invece di sottrarsi.

A quelle quote, inoltre, la resistenza atmosferica è trascurabile. Non esiste un meccanismo naturale che riporti giù i pezzi in tempi ragionevoli.

Le cause considerate dagli analisti

Nessuna ipotesi è stata confermata.

Le due piste interne riguardano un guasto al sistema di propulsione o un’anomalia delle batterie. Entrambe possono produrre una rottura del corpo del satellite.

La terza ipotesi è esterna: l’impatto con un altro oggetto, anche un detrito non tracciato.

Secondo McDowell la dinamica osservata non suggerisce un evento particolarmente energetico. “Sono velocità relativamente basse, quindi non si tratta di una frammentazione violentissima”, ha dichiarato.

Non è chiaro se il numero dei frammenti sia destinato a crescere.

Cosa dice, e cosa non dice, la Cina

Pechino non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche sull’accaduto.

Il catalogo cinese degli oggetti spaziali, Spacemapper, riporta però quattro frammenti associati al satellite. I sensori cinesi hanno, quindi ,registrato l’evento.

Sul programma Yaogan la versione ufficiale parla di osservazione della Terra: rilievi del territorio, stime delle rese agricole, prevenzione e gestione dei disastri. Gli analisti occidentali ritengono che almeno una parte di questi satelliti svolga missioni di ricognizione, con strumentazione radar, ottica e per l’intelligence dei segnali.

Il satellite era stato costruito dalla China Academy of Space Technology. Il gemello Yaogan-50 (01), lanciato due mesi prima, era invece della Shanghai Academy of Spaceflight Technology. Entrambe fanno capo al gruppo statale CASC.

Quanti detriti ci sono lassù

Il singolo episodio va inquadrato in un problema più ampio.

Gli oggetti tracciati di dimensioni superiori ai dieci centimetri sono circa 54mila. Di questi, soltanto 9.300 circa sono satelliti funzionanti. Tutto il resto è materiale inerte.

L’Agenzia spaziale europea ha censito oltre 660 tra esplosioni, collisioni ed eventi anomali sfociati in frammentazioni. Il conteggio complessivo dei detriti orbitali supera il milione e mezzo di oggetti.

Non è nemmeno il primo caso recente legato a vettori cinesi. Pochi giorni prima si era frammentato uno stadio di un razzo Lunga Marcia 6C, mentre precedenti rotture di stadi Lunga Marcia 6A hanno generato oltre mille detriti dal 2022.

Il precedente che nessuno ha superato

Il record negativo resta di diciannove anni fa.

Nel 2007 la Cina distrusse il proprio satellite meteorologico Fengyun-1C con un test antisatellite. Fu una scelta deliberata, non un incidente.

Di quell’unico intercettamento le reti di sorveglianza seguono ancora 2.318 pezzi.