Si chiude con un successo pieno e maturo la prima edizione di “Zabook – Il Borgo che legge”, la rassegna che per oltre due mesi ha trasformato Sambuca di Sicilia in una piazza viva di libri, idee e partecipazione civile. Un progetto culturale ideato e diretto dal giornalista Franco Nuccio e organizzato dal Comune guidato dalla sindaca Giovanna Casà, capace di portare nel borgo agrigentino autori, giornalisti, editori e lettori provenienti anche dall’estero.

Consegnato il premio Zabook 2026

L’ultimo appuntamento, ieri sera al Teatro Saraceni, ha consegnato al pubblico uno dei momenti più intensi dell’intera rassegna: la consegna del Premio Zabook 2026 ad Alaa Faraj e Alessandra Sciurba per il libro “Perché ero un ragazzo” (Sellerio). Un riconoscimento assegnato “per avere raccontato con un linguaggio semplice e toccante un’esperienza terribile, per non essersi arresi di fronte all’ingiustizia e per aver testimoniato che una speranza è sempre possibile”. Parole che restituiscono il senso profondo di una storia umana e civile che, attraverso il libro, ha generato una comunità solidale attorno alla vicenda di Alaa.

Un murales dedicato ai due autori

La serata, coordinata dalla giornalista del TG5 Valentina Loiero e dallo stesso Nuccio, è stata arricchita dall’inaugurazione di un murale dedicato ai due autori, firmato dall’artista Florinda Cerrito: un segno tangibile di memoria e gratitudine che resterà nel cuore del paese. Sciurba ha definito il premio “una tappa straordinaria nella costruzione di quella grande comunità che ci ha sostenuti in un viaggio difficile e bellissimo”, mentre Faraj ha ricordato come la pubblicazione del libro abbia segnato “un ritorno alla vita, dopo essere stato un sepolto vivo”. Parole che hanno emozionato il pubblico e confermato la forza civile che Zabook ha voluto mettere al centro.

La rassegna ha ospitato una decina di incontri con firme e voci autorevoli del panorama culturale siciliano e nazionale: Carmelo Sardo, Attilio Bolzoni, Giuseppe Cerasa, Marco Galluzzo, Gaetano Savatteri, Giovanna Cucè, Nadia Furnari, Mari Albanese, oltre agli stessi Faraj e Sciurba. Un cartellone che ha intrecciato letteratura, giornalismo, memoria e impegno civile, dimostrando l’esistenza di un pubblico attento e desideroso di confrontarsi sui temi del nostro tempo.

“Zabook nasceva con l’ambizione di portare i libri fuori dai luoghi tradizionali e farli diventare occasione di incontro e partecipazione”, ha spiegato Nuccio. “Quello che è accaduto in questi mesi ci dice che questa è solo la prima tappa di un percorso”.

La sindaca Casà ha sottolineato come Sambuca, già Borgo dei Borghi 2016, abbia confermato la sua vocazione culturale: “Zabook ha coinvolto la comunità e attratto visitatori da fuori, anche dall’estero. Investire nei libri e nei giovani significa investire nel futuro del nostro borgo”.

Il viaggio culturale non si ferma: dal 18 al 20 settembre l’ex Chiesa di San Sebastiano ospiterà la prima edizione di “Una Strada di Libri”, nuova manifestazione dedicata alla lettura e all’editoria che raccoglie il testimone di un’estate sambucese segnata dalla forza delle storie e dalla bellezza della partecipazione.